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Acquappesa (Cosenza) - Il criminologo Sergio Caruso tra gli esperti per il riesame del caso Erba


di MARIANNA ANDREOLI - Sarà un team di esperti calabresi ad occuparsi delle indagini per il riesame di uno dei casi più tragici della criminologia italiana: la strage di Erba. Il fatto di cronaca nera avvenuto la sera dell'11 dicembre 2006, in un appartamento di una corte ristrutturata nel paesino del comasco, ha tolto la vita, a colpi di coltello e spranga, a Raffaella Castagna, al figlioletto Youssef Marzouk di soli 2 anni, a Paola Galli, madre di Raffaella Castagna e a Valeria Cherubini, vicina di casa nonché moglie di Mario Frigerio, unico sopravvissuto alla strage perché creduto morto dagli assalitori. Dopo il massacro, l’appartamento fu incendiato. Tutta Italia rimase sconvolta dall’efferato atto. Alta fu l’attenzione per molto tempo dei media e dell’opinione pubblica. Il 3 maggio 2011, la Suprema corte di cassazione di Roma ha definitivamente riconosciuto come autori della strage i coniugi Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi. Sono trascorsi quasi 10 anni e si sta delineando la riapertura del caso. A non arrendersi è l’associazione “Gli amici di Rosa Bazzi e Olindo Romano”, che continua a sostenere l’innocenza dei coniugi di Erba. L’associazione, nella persona della sua presidente, Paola Pagliari, ha conferito mandato per la disamina degli atti inerenti la cosiddetta strage d’Erba a Sabrina Rondinelli, avvocato penalista calabrese.  Il 17 giugno scorso la Rondinelli ha nominato, per le indagini del caso, il criminologo Francesco Bruno, docente di criminologia presso l’Università della Calabria e già noto per essersi occupato di casi nazionali quali Pacciani, e dello stesso caso per cui è stato chiesto il riesame. Ad affiancare Bruno vi sarà Sergio Caruso, criminologo clinico, docente e direttore del master di criminologia in Calabria nonché autore di varie pubblicazioni scientifiche. Il giovanissimo dott. Caruso si dichiara orgoglioso di essere stato ufficialmente nominato in qualità di criminologo e onorato di affiancare il suo maestro, Francesco Bruno e l’avvocato Sabrina Rondinelli, per far luce a un caso nazionale che è avvolto ancora oggi, a distanza di così tanti anni, da molti lati oscuri.

 

 


di Marianna Andreoli | 20/06/2016

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