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Roma (Roma) - ”L’INTERVENTO” Uils: “La crisi economica e occupazionale (se si vuole) si può risolvere: incentivi alle imprese come?


<<In uno stato di crisi come questo le inquietudini si moltiplicano e coinvolgono un po’ tutti. Coinvolgono i lavoratori che giornalmente rischiano il posto di lavoro (altri l’hanno già perso) e per guadagnare il pane quotidiano devono subire costrizioni che li inducono ad accettare patti leonini che erodono il loro salario e la loro dignità personale. Coinvolgono le imprese, in particolare le piccole, che in decine di migliaia hanno preferito chiudere le loro attività per gli eccessivi costi aziendali, mentre altri sono in precinto di farlo producendo grave danno all’economia ed all’occupazione e non per loro responsabilità. quelle che ancora continueranno a resistere sul mercato, non avendo le risorse necessarie per sopperire alle necessità aziendali, sono costrette ad avvalersi di lavoratori irregolari, in particolare extra comunitari, sottopagandoli per difficoltà economiche. Di fronte a tale problema – riferisce testualmente una nota  a firma di Antonino Gasparo - Presidente Uils, Unione imprenditori lavoratori socialisti  - <<il Governo, quando ne ha la possibilità,  interviene e concede incentivi alle imprese nel tentativo di superare la crisi, che per la verità non è soltanto Italiana. A parere della Uils “la crisi può essere superata”, se si vuole, per una ripresa dell’occupazione che traini positivamente la nostra economia; Come prima cosa – secondo il nostro parere – è necessario che noi tutti come collettività, assicuriamo ad ogni cittadino la sicurezza economica necessaria affinché essi abbiano un salario certo che gli consenta di avere una vita serena per sé e per la propria famiglia, così come prevede la nostra Costituzione, a questo proposito disattesa. A nostro avviso non serve moltiplicare incentivi a quanto pare inefficaci per la ripresa del ciclo produttivo delle imprese in difficoltà, come sta accadendo oggi che si consumano ingenti ricchezze collettive senza avere risultati concreti. Sarebbe più efficace utilizzare gli stessi incentivi accantonandoli in un apposito capitolo di spesa per la creazione di un fondo di solidarietà a sostegno all’occupazione e per la liberalizzazione del rapporto di lavoro tra lavoratori ed imprenditori. Ciò premesso, l’impresa che ha bisogno di personale, ma non è nella possibilità di garantire ai lavoratori i salari contrattuali, deve avere la possibilità di concordare con il lavoratore un trattamento economico flessibile rispetto a quel previsto dai CCNL, ponendo così l’impresa nelle condizioni economiche di poter assumere nuova forza lavoro creando così più ricchezza di beni e servizi d’utilità sociale. il fondo di solidarietà, a sostegno dell’occupazione, dovrà integrare la differenza del salario che il lavoratore non ha percepito dal suo datore di lavoro equiparandolo a quello previsto dal contratto collettivo di categoria. E’ importante evidenziare che l’impresa, avvalendosi di tale agevolazione, non potrà detrarre nessun altro onere salvo quello che effettivamente avrà corrisposto al lavoratore. considerato il minore costo del lavoro e la maggiore produttività, l’impresa dovrebbe incrementare i propri profitti economici che saranno assoggettati al pagamento delle imposte previste dalla legge con la conseguenza che pagherà più tasse. Stessi provvedimenti dovrebbero essere adottati per la Cassa Integrazione: anziché dare ai lavoratori denari pubblici a fondo perduto nell’attesa che essi siano reintegrati nell’azienda, sarebbe più produttivo consentire alle imprese le stesse agevolazioni per tenerli in forza lavoro, consentendo loro la facoltà di corrispondere al lavoratore salari flessibili che rientrino nelle loro disponibilità di bilancio. Le risorse che lo Stato dovrà destinare a sostegno della cassa integrazione, confluiranno nel fondo di solidarietà occupazionale con le stesse modalità prima dette. Effetti naturali: le imprese in difficoltà sarebbero alleggerite dai costi del lavoro che è, come sappiamo, molto elevato e difficilmente sostenibile. Quelle che ricorrono alla Cassa Integrazione sarebbero maggiormente incentivate a mantenere il lavoratore in forza lavoro vista la possibilità di concordare con il lavoratore un trattamento economico flessibilità poi integrato dal fondo di solidarietà, il lavoratore percepirebbe il giusto salario frutto della propria prestazione lavorativa rimanendo in forza nella propria azienda ed in più il lavoratore avrebbe meno interesse a trovare altre collocazioni di lavoro irregolare in altre aziende. a parere della Uils la proposta se realizzata produrrebbe straordinari effetti immediati, stabili e corretti: 1.     Emergerebbe il lavoro sommerso, perché verrebbe meno l’interesse economico dell’impresa di avere lavoratori irregolari visto che il salario reale corrisposto al lavoratore si potrà detrarre per intero dalle tasse; 2.     Si garantirebbe ai lavoratori un’adeguata sicurezza economica senza decurtazioni o sotterfugi che li inducano a firmare buste paga d’importi superiori a quelli percepiti. 3.     Si toglierebbe inoltre la possibilità all’imprenditore che utilizza contributi pubblici per il sostegno dell’occupazione di detrarsi dalle tasse l’intero importo risultante in busta paga e non corrisposto al lavoratore, ma soltanto quello effettivamente erogato. 4.     La deregolamentazione del rapporto di lavoro con i dipendenti, se garantito dal sistema collettivo, è da considerarsi un’avanzata conquista sociale per i lavoratori che avrebbero maggiore sicurezza e tranquillità occupazionale ed economica, inoltre assicurerebbe effetti corretti immediati ed una rapida ripresa produttiva per milioni di piccole imprese che, com’è noto, rappresentano il tessuto più importante e trainante del nostro sistema economico. Oltre a ciò s’incoraggerebbe la nascita di nuove iniziative imprenditoriali favorendo la riapertura di centinaia di migliaia di locali ora sfitti e producendo immediatamente lavoro per migliaia di piccole imprese artigiane e commerciali che contribuirebbero alla crescita ed all’ammodernamento del nostro sistema produttivo, economico ed occupazionale che guarda in avanti al proprio futuro; In una parola questi semplici provvedimenti, se condivisi, a nostro parere permetterebbero di rimettere in moto il volano della nostra economia oggi in forte sofferenza, in più si eviterebbero eventuali rivendicazioni e controversie giudiziarie tra lavoratori ed imprenditori, cosa questa che pregiudica la serenità sia dell’uno sia dell’altro ostacolando la crescita e lo sviluppo della società>>.  

di Redazione | 27/07/2010

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