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Crosia (Cosenza) - "Anche se tutti, io no", svolto incontro con padre Giovanni Ladiana, un gesuita in prima linea contro la ‘Ndrangheta


Una piacevole serata di cultura ha avuto luogo presso il Circolo “Zanotti Bianco” di Mirto. Si è parlato di legalità e giustizia. Protagonista padre Giovanni Ladiana, un gesuita in prima linea nella lotta contro la 'ndrangheta. Il superiore dei gesuiti di Reggio Calabria ha raccontato il suo pluridecennale impegno su tali temi in un interessante volume dal titolo "Anche se tutti, io no". All'incontro, organizzato in collaborazione con l'Ufficio Scuola Diocesano - Servizio Irc, con l'Istituto d'Istruzione superiore di Mirto e con l'Unione giuristi cattolici  di Rossano, sono intervenuti Salvatore Martino, saggista e scrittore, Graziella Guido, presidente dell’Ugc di Rossnao, Francesca Olivito, allieva dell'Istituto Istruzione Superiore di Mirto Crosia. Ha concluso i lavori mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati. Angela Tassone ha letto brevi passi del volume di padre Ladiana. Larissa Rossi, allieva dell’Istituto “Donizetti” di Mirto, ha allietato la platea con vari pezzi musicali al pianoforte. Il compito di moderare è toccato al presidente del circolo, Francesco Rizzo. E’ stato proprio l’autore, che ha trascorso la sua vita «negli incroci della storia, ove vivono i crocifissi d’oggi», che ha parlato della Calabria dei silenzi e della paura.  Ha tracciato una sintesi del suo cammino che ha abbracciato latitudini spirituali lontane e geografie umane vicine: storie spesso di dolore e sofferenza, tra i malati, i barboni, i rifugiati, i più deboli. Per padre Ladiana la crisi attuale non è solo di carattere economico. Ha sottolineato le difficoltà oggettive che si sono vissute negli Anni Sessanta. “Oggi”, ha detto, “siamo tornati alla precarietà”. Ha parlato dei cambiamenti sociali che stanno determinando mutamenti nei rapporti interpersonali. Per padre Giovanni Ladiana “non cambiare vita significa uccidere la speranza delle nuove generazioni”. Numerosi gli input lanciati nel corso della serata: evitare di entrare nel circuito degli “storti”. Ha evidenziato le continue uccisioni che avvengono in Calabria. Padre Giovanni trascorre dalle sei alle dieci ore ad ascoltare le persone. “Faccio mie le loro lacrime”. Salvatore Martino ha messo in risalto che è necessario imparare a riconoscere ciò che è bene da ciò che è male. Monsignor Satriano ha esortato a scegliere. “Se la Calabria è così è perché abbiamo scelto di non scegliere.


di Redazione | 03/05/2016

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