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Rossano (Cosenza) - Presentato il volume di Maierù sul catasto onciario di Rossano


La sala rossa di palazzo S. Bernardino, nella Rossano antica,  ha ospitato la cerimonia di presentazione del volume “Il Catasto Onciario di Rossano (1743)” di Palmino Maierù (editrice Aurora) posta nell’ambito della V edizione di “Rossano la Bizantina d’estate”. Un pubblico qualificato, fra cui il sindaco di Paludi Aurelio Cesario, il vicesindaco di Calopezzati Chiara Leone ed esperti della materia, nonostante il caldo torrido, - riferisce testualmente una nota stampa - ha seguito con attenzione la dotta relazione di Mario Spizzirri, commissario straordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano di Cosenza, uno dei maggiori esperti della materia, che ha fornito notizie esaurienti sull’introduzione dei catasti in Italia e nel Regno di Napoli. Per Spizzirri il catasto onciario è una fonte inesauribile per un’analisi attenta della vita di una comunità e in particolare di una città come Rossano che, grazie allo studio serio e meticoloso e al rigore scientifico di  Maierù, appare come una comunità autosufficiente con tante sfaccettature da analizzare. I saluti della Città sono stati portati dall’assessore al Centro Storico e ai Lavori Pubblici Maurizio Minnicelli che si è complimentato con Maierù per avere egli dato questa ulteriore prova d’amore per il territorio. L’editore Gianfranco Benvenuto ha ripercorso le tappe salienti della Editrice Libreria Aurora sorta come “edicola” nel centro storico di Corigliano nel 1951. Palmino Maierù, ringraziati chi lo ha avviato a questo tipo di studi (in particolare modo gli archivisti di Stato Lucrezia Francesca Leo, con cui ha pubblicato altre opere della stessa natura, e Mario Spizzirri) ha sottolineato che la pubblicazione di questa sua nuova fatica fa parte di un progetto avviato nel 2000 con il catasto onciario di Paludi ed è indirizzata a pervenire alla conoscenza della situazione economica del Principato di Rossano nella prima metà Settecento. Per Maierù la ricerca archivistica va fatta stando a diretto contatto col documento, com’egli ha fatto per il catasto onciario di Rossano, recandosi più volte nell’Archivio di Stato di Napoli, ov’è custodito l’originale, nell’archivio dei Principi Aldobrandini di Frascati, nella Biblioteca Civica di Rossano e “non stando seduti a casa” e fare “interpretativa del documento”. Per questo tipo di ricerca ci vuole un metodo serio che non prescinda dalla trascrizione integrale del documento, che favorisce la fruizione del documento non solo agli specialisti della materia. E’ seguito un interessante dibattito che ha visto coinvolto uno sei maggiori storici rossanesi: Francesco Joele Pace. La manifestazione è stata coordinata da Francesco Sapia, responsabile dell’Ufficio Stampa della Città di Rossano.

di Redazione | 20/07/2010

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