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Cosenza (Cosenza) - Sanità: il Consiglio comunale di Cosenza chiede in un documento la fine della gestione commissariale


Il Consiglio comunale di Cosenza, riunito sotto la presidenza di Luca Morrone, ha discusso, quale unico punto all’ordine del Giorno, la situazione della sanità a Cosenza e in provincia per la “penalizzazione subita rispetto alle scelte dell’ufficio del Commissario per l’attuazione del piano di rientro dal debito sanitario e della Regione Calabria”. Di seguito una sintesi dei lavori trasmessa dall’Ufficio stampa comunale. Erano presenti alla seduta aperta il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, il Presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza Eugenio Corcione, il Direttore dell’azienda Ospedaliera di Cosenza Mario Veltri. Prima di entrare nel merito dell'ordine del Giorno, l'aula ha osservato un minuto di silenzio per ricordare la giovane operatrice del Corpo della Polizia Provinciale tragicamente scomparsa. Subito dopo il consigliere del PD Marco Ambrogio ha preso la parola e, agitando  la recente del Consiglio di Stato sulle quote rosa, che ha respinto il ricorso presentato dall'assessore Bozzo e dal già assessore Luciani, ha messo in dubbio la legittimità, “politica e morale”, della permanenza di Massimo Bozzo nell'esecutivo. Un fuori programma che ha registrato successivamente la piccata replica dell'assessore Bozzo il quale, respingendo al mittente il richiamo alla moralità, si è dichiarato “sorpreso che una simile azione venga proprio da Ambrogio che ha vissuto una situazione simile e per problemi ben più gravi”. Tornando all'Ordine del Giorno, ha svolto la relazione introduttiva Giuseppe Mazzuca (PSE), primo firmatario della richiesta di dibattito sull'emergenza sanità vergata da ben 29 consiglieri. Mazzuca parla di “mancata erogazione dei livelli essenziali di assistenza e di evidenti e continue distrazioni della Regione e della struttura commissariale che governa la sanità calabrese. La situazione è fuori controllo – afferma – addirittura peggiorata rispetto agli anni in cui governava il centrodestra di Scopelliti. Chi ha responsabilità istituzionali non può far finta di non vedere e non può pensare di cavarsela con generiche enunciazioni di principio”. Il capogruppo del PSE parla di un'Annunziata “a rischio inagibilità e la responsabilità – dice – è anche di chi, in questo ultimo anno, si è limitato ad assistere passivamente ad un continuo processo di impoverimento dei servizi ospedalieri e territoriali che sono scesi ben oltre gli standard lasciatici in eredità dalla precedente esperienza di governo”. Mazzuca parla di “scontro di potere tra governo regionale e commissario, finalizzato al controllo politico della sanità e ad affermare la propria supremazia”. Sulla realizzazione del nuovo ospedale afferma, “è una priorità anche per noi, ma occorre andare oltre le passerelle e gli spot elettorali dimostrando, documenti alla mano, la disponibilità delle risorse, gli atti amministrativi adottati, il cronoprogramma dei lavori”. Nella lunga relazione introduttiva, Mazzuca fa poi riferimento a  “62 milioni di euro disponibili da anni per realizzare otto Case della Salute ma “ad oggi – afferma – nessun cantiere è stato aperto e solo per tre strutture – San Marco, Chiaravalle e Siderno – sono stati emanati i decreti e stipulate le convenzioni con Asp ma nessuna definizione dei tempi di realizzazione”. “Sacche di privilegi, clientele e spesa improduttiva”, qui Mazzuca rintraccia le priorità e chiede come mai “non è stata potenziata la Stazione Unica Appaltante e gli appalti vengono gestiti singolarmente dalle ASP. Gli sprechi – aggiunge – si combattono con qualità e trasparenza”. Infine, sull'Amministrazione comunale,  il rappresentante di minoranza rimprovera al Sindaco Occhiuto “di non aver fatto sentire forte la sua voce, non ha mai alzato un dito per protestare contro la spoliazione della sanità cosentina, non ha mai convocato la Conferenza dei Sindaci, non ha mai riunito il Consiglio comunale. Se siamo in questa situazione la responsabilità è anche sua. È giunto il momento – conclude Mazzuca – di mettere la sanità nelle mani di manager e politici competenti e onesti e, in questa categoria non si possono annoverare i rapresentanti istituzionali che hanno permesso che tutto ciò accadesse”. Prende la parola l'assessore al ramo, Massimo Bozzo il quale, proprio in risposta a Mazzuca, ricorda all'aula che “la Conferenza dei Sindaci è stata convocata per ben quattro volte andando deserta. Siamo bravi a lamentarci – replica - ma gli strumenti che abbiamo non li utilizziamo. Dopo l’ultima seduta il Sindaco decise di emettere un'ordinanza contingibile e urgente per quattro assunzioni all'Annunziata. Altro che immobilismo. Da allora la situazione è peggiorata. Da cinque anni l’Ospedale civile è tra gli ospedali hub, secondo il piano di rientro, ma non ha le caratteristiche per esserlo”. Bozzo definisce il commissario Scura “un curatore fallimentare, qui solo perché c’è una guerra interna al PD che non vuole Oliverio alla guida della sanità. E tutto si consuma sulle teste dei calabresi. Così come la realizzazione dei nuovi ospedali è oggetto di guerriglia interna”. Infine la provocazione, “togliamo la sanità dalle mani dei politici e sorteggiamo i direttori generali tra gli idonei”. Il Presidente della commissione consiliare sanità Francesco Cito (UdC) richiama le tante sedute che l'organo consiliare ha dedicato all'emergenza sanitaria. “Stiamo vivendo una delle crisi più importanti della storia della sanità calabrese e si desume dalla crescente emigrazione sanitaria, da una dotazione organica ridotta ai minimi termini e dall'assoluta mancanza di una sanità territoriale. Questa la sintesi elaborata dalla mia commissione dopo aver ascoltato tanti operatori della sanità cosentina. Il consigliere Cito solleva nel suo intervento alcuni interrogativi, “quanto la gestione commissariale vuol fare perché l'Ospedale di Cosenza sia realmente Hub; se si vuole dotare lo stesso di primari che determinino un innalzamento della qualità necessario a ridare fiducia ai cittadini; se si vuole invertire la rotta sul tema delle assunzioni di medici ed operatori sanitari per incrementare le dotazioni organiche, interrompendo una stasi non più sopportabile. Questi punti salienti – conclude – attendono risposte vere”. Il consigliere Marco Ambrogio (PD) rimarca che “non è serata per dividersi o arroccarsi su  posizioni di appartenenza politica. Cosenza è tra le province più sofferenti, che ha subito la chiusura di tanti presìdi ospedalieri facendo ricadere il carico sull'Annunziata. I nostri medici  - afferma - sono quotidianamente sotto pressione e i cittadini sono più insicuri, optando per una migrazione sanitaria che incide tantissimo sulla spesa sanitaria e sui bilanci regionali. La Regione non sta assistendo passivamente, come qualcuno vuol fare credere. Credo anzi che ci siano state risposte da parte della Regione, penso per esempio alla PET di cui si parlava da ben 15 anni e che oggi sta diventando una realtà. La notizia più importante è poi quella del nuovo ospedale. Lancio un appello al Sindaco – continua l'esponente del PD -  perché la politica non si divida sull'ubicazione del nuovo ospedale, ma prenda atto di una giunta regionale che ha dato forti segnali di discontinuità con il passato”.  Infine Ambrogio rappresenta l'esigenza che “Presidente e Commissario della sanità devono essere la stessa persona perché ognuno possa prendersi realmente le proprie responsabilità. La Calabria – conclude - non può avere un commissariamento a tempo indeterminato, serve un confronto serio con il Governo nazionale del quale ci faremo carico”.  Carmelo Salerno (Forza Italia) richiama il termine “reggiocentrico che, come un mantra, tornava in tutti i Consigli che trattavano il tema della sanità imputando al precedente governatore un'azione focalizzata su Reggio Calabria, a scapito di Cosenza. Dopo l'elezione di Oliverio, pensavo che avrei sentito il termine cosenzacentrico, invece un esponente della sua parte politica ha parlato di regresso della sanità a Cosenza, di scontro istituzionale tra Governatore e commissario. Ascoltando i dati su tutti gli ambiti territoriali della nostra provincia  -prosegue l'esponente di maggioranza - ho capito che il suo comportamento è stato omogeneo, non ha fatto nulla in tutto il territorio calabrese”. Salerno sposta poi il tiro sulla realizzazione del nuovo ospedale: “rispetto all'ubicazione, in merito alla quale il Sindaco rivendica la sua potestà a decidere, affermo che la priorità deve essere garantire un servizio efficiente e facilmente fruibile da tutti gli utenti della provincia. Quindi è necessario concepire un ospedale con un sistema viario e mezzi di collegamento realmente efficienti”. Salerno parla poi di rete ospedaliera, “quando si parla di Cosenza – afferma - non si può non ragionare in termini di sistema per rilanciare la sanità. Depotenziare altri ospedali significa caricare Cosenza e favorire la migrazione, quindi vogliamo capire cosa si pensa di fare sugli altri ospedali, Praia a Mare per esempio o a favore di quelli che il Commissario ha definito i 4 gatti dell’Alto Jonio”.   Infine, il rapporto  tra sanità pubblica e medicina territoriale. Cosa vuole fare la Regione per riequilibrare questo rapporto? Questi i temi che bisogna affrontare. Mi auguro – conclude – che il 4 novembre il Governatore abbia una sentenza favorevole ma altrettanto mi auguro che il 5 mattina venga adottato un qualsiasi provvedimento in materia di sanità che sia a favore di tutti i calabresi”. Enzo Paolini (PSE) pone immediatamente la questione commissariamento. “È improprio – afferma - che la Regione Calabria sia commissariata da sei anni nel settore sanitario con l'ulteriore paradosso che per cinque anni sia stato commissario Scopelliti, che è stato l'artefice del disastro sanitario, ed escluso Oliverio che non ha questa responsabilità.  Forse  l'unico atto concreto istituzionalmente, che potrebbe fare il Consiglio comunale, è l'indicazione al Governo di cessare la fase commissariale al più presto possibile perché non è tollerabile che si siano espropriati i diritti dei cittadini calabresi i quali attraverso elezioni hanno scelto i loro rappresentanti, anche per governare la sanità”.   Sull'ospedale il consigliere del PSE ritiene che le istituzioni debbano confrontarsi su risorse e localizzazione. “Sui soldi ci dirà il Presidente come la questione possa trovare soluzione. Sull'ubicazione,  a Cosenza non ci sono grandi margini di manovra per una realizzazione del genere che deve prevedere accessibilità, configurazione modulare, parcheggi, aree di emergenza, DEA, elisoccorso. Poi occorre guardare al territorio, perché se si intende risparmiare anche attraverso la deospedalizzazione, occorre potenziare la rete di emergenza da una parte e la medicina del territorio dall’altra. Invece stiamo andando in direzione contraria. Si chiudono gli ospedali senza potenziare i servizi territoriali. Così si favoriscono due fenomeni che tutti dicono di voler combattere: l'emigrazione sanitaria e le liste d’attesa. Altra questione sottostimata è il rischio reale di una definizione della rete per decreto, scollegata dal dato reale, mantenendo distorsioni di sistema e deficienze che hanno caratterizzato il piano di rientro. Una sanità omogenea deve prevedere che tutte strutture le devono avere un punto di pronto soccorso. Infine le regole, e la scelta dei manager. Regole rigorose, disciplina dei controlli rigorosi. Sui manager, inutile attardarsi. È un luogo comune che  la politica debba stare fuori dalla sanità. Io dico invece che la politica deve stare di più nella sanità, non è la politica a inquinare ma le persone. Sulle nomine, le faccia la politica che ha il dovere e il diritto, assumendosene la responsabilità”. In chiusura Paolini chiede che il Consiglio comunale adotti un documento in cui “si chiede al Governo la cessazione della fase di commissariamento al più presto possibile considerato che non si è raggiunto, nemmeno tendenzialmente, l'obiettivo della riduzione del debito sanitario”. Claudio  Nigro (Mario Occhiuto Sindaco)  parla di una sanità quale “materia complessa, che non può essere affrontata in termini prettamente ragionieristici, con tagli lineari che penalizzano la qualità e l'efficienza. La sanità è la grande sfida incompiuta per tutti i governi che si sono succeduti, ma oggi siamo al giro di boa, i cittadini non possono più aspettare”. Rispetto all'ospedale di Cosenza, Nigro afferma che “dovrebbe essere dichiarato inagibile. Mi appello quindi al Presidente Oliverio e al Commissario Scura perché affrontino seriamente, fattivamente e con la massima urgenza,  la gravosa situazione sanitaria, dando un colpo di spugna al passato e iniziando un'azione di recupero efficace ed efficiente dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali”. Al Consiglio comunale Nigro attribuisce un “ruolo attivo e partecipe, che non si limiti alle osservazioni e alle critiche, ma contribuisca a definire un percorso che porti la città di Cosenza a divenire punto di riferimento regionale per la sanità, bloccando il fenomeno dell'emigrazione sanitaria. È il momento delle scelte coraggiose – conclude – oltre che adeguate ed efficienti, assumendosi ciascuno la propria responsabilità”. Anche Maria Lucente (PD) richiama il lungo e minuzioso lavoro fatto nella competente commissione consiliare.  “Voglio dire con forza – afferma - che la Calabria ha espresso l’incontestabile fiducia a Mario Oliverio,  ritenendolo in grado di invertire il percorso disastroso che Cosenza nella sanità ha vissuto. Proprio per questa incondizionata fiducia avrei preferito che la responsabilità sulla sanità fosse unica e ricadesse solo sul Governatore evitando situazioni conflittuali”. Sull'ospedale da realizzare, il consigliere Lucente afferma che “la questione dell’ospedale nuovo sta diventando vecchia. Sono convinta che vada costruito un ospedale nuovo e non ristrutturato un ospedale vecchio, collocandolo in uno spazio più funzionale ed anche in una prospettiva di tipo interurbana. Il vero risultato, però, è che mentre noi discutiamo, ci dividiamo, temporeggiamo , il privato brucia i tempi e si avvia verso risultati efficienti. Non mi da fastidio, convinta come sono della validità di una rapporto integrato, ma a Cosenza rischiamo di non riuscire a ravvivare questo confronto per il progressivo depauperamento di strutture e quindi di professionalità forti che la sanità pubblica rischia di registrare”. Francesco Perri (PdL) parla di “carenze intollerabili all'Annunziata”. “Quando la sanità è stata commissariata – ricorda - aveva un buco di 15 miliardi di euro, una voragine che i calabresi stanno pagando. La sanità ha sempre avuto una gestione allegra, direi dilettantistica. I bilanci quindio sono saltati ed  il commissario ce lo siamo voluti”. Rispetto all'ospedale cosentino, l'esponente del PdL richiama la necessità di non dividersi, “questa realtà si difende facendo squadra”. E sul nuovo ospedale, “evitiamo che rimanga una incompiuta”. Infine l'auspicio di uscire dal Consiglio con un documento unitario. Il consigliere Domenico Frammartino (IdV) rappresenta l'opinione che il Consiglio si svolgesse dando meno spazio ai consiglieri e più spazio agli ospiti esterni, rappresentanti del mondo sanitario. “Dobbiamo pensare ad una nuova qualità della sanità – afferma -  sapendo che abbiamo di fronte il problema del nuovo ospedale. Ho fiducia nel Presidente della Regione perché un impegno preciso l’ha preso,  ci ha detto che questa consiliatura regionale si spenderà nella realizzazione del nuovo ospedale. Un'ammissione importante che dobbiamo tesorizzare e sostenere. Stasera  - conclude - dobbiamo deliberare all’unanimità e dare un segnale al Presidente della Regione su come presentare le cose nei prossimi mesi”. Raffaele Cesario (Gruppo Misto) si associa alle riflessioni di Frammartino sull'organizzazione dei lavori consiliari. Sul merito della questione “il cittadino – afferma - non è interessato alle statistiche che certo hanno un valore, ma vuole  garanzie e certezze rispetto alla necessità di salute. Il primo passaggio è rendere questa regione normale, e non può non passare attraverso il superamento della fase di commissariamento, che non ha dato alcun risultato rispetto all’obiettivo. Concorso che il Consiglio comunale debba dare questo indirizzo”. Cesario sostiene poi che “sui contribuenti calabresi sta cadendo un'altra tegola. Il congelamento del Fondo Nazionale  per la Salute potrebbe portare a cascata la necessità di aumentare l'aliquota irpef, ises e il ticket sanitario. Il paradosso è pagare di più per avere servizi sempre meno efficaci”. Terminati gli interventi dai banchi del Consiglio comunale, prende la parola il Presidente dell'Ordine dei Medici di Cosenza, Eugenio Corcione. Non esita Corcione a parlare anche di “responsabilità della classe medica, spesso dietro la porta della politica per conquistare una targhetta. I tempi sono cambiati – afferma - e le richieste devono essere compatibili con le risorse e le condizioni date che sono sempre più ridotte”. Anche Corcione torna sull'emigrazione sanitaria sostenendo senza mezzi termini che “la Calabria, come altre regioni del sud, è il bancomat di altre regioni”. Poi l'invito, “dobbiamo essere sempre presenti nelle stanze dove si decide la sanità, lo Stato-Regioni”. E sui primari, “non devono essere scelti dalla politica. Molti primariati non hanno motivo di esistere, ma su quelli necessari si facciano le cose per bene, si faccia in modo che diventiamo attrattivi per i posti che comunque andranno a concorso nel 2016. Sarà un fallimento se per ogni posto ci dovessero essere solo 2-3 candidati, dal numero di domande si vedrà già se la politica ha fatto un passo indietro”. Orientate all'ottimismo le parole del Direttore Sanitario dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, Mario Veltri,  di freschissima nomina, una vita in ospedale. Dal medico l'invito  “a che ognuno di noi contribuisca a migliorare la sanità dal proprio ruolo, evitando di parlarne male”. Alla discussione porta il suo contributo anche il Presidente del Collegio IPASVI, Fausto Sposato che rappresenta 18mila infermieri. La sua attenzione si concentra “sulle risorse umane, ancor prima di parlare di investimenti e di tecnologie. Stiamo perdendo risorse umane – racconta - oggi ho firmato tre nulla osta per giovani infermieri che vanno in Inghilterra. Non dimentichiamo che i pazienti non vanno solo curati ma vanno assistiti e gli infermieri sono un grande valore aggiunto. Le conclusioni sono del Sindaco Mario Occhiuto e del Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. “L’ospedale di Cosenza è un paziente critico che ha bisogno urgente di ossigeno”, è la prima affermazione di Occhiuto. L'ospedale è sotto organico e non ha la funzione Hub. La prima emergenza è risolvere questo problema. Si è scongiurata l'interruzione dei servizi solo per il sacrificio immenso degli operatori sanitari. Abbiamo personalmente constatato in ospedale lo stato di pericolo per gli utenti e per gli operatori stessi, tant’è che a un certo punto, proprio per smentire chi dice che non ci siamo interessati di sanità, abbiamo fatto diversi Consigli comunali, abbiamo convocato più volte la Conferenza dei Sindaci. Sono arrivato addirittura a fare un’ordinanza contingibile e urgente, richiamando il pericolo di rischio per la incolumità delle persone, riferita soprattutto alla situazione del pronto soccorso. Oggi non vogliamo buttare la croce sulla Regione Calabria, davanti ad un commissario che si definisce anche un esperto di qualità e va avanti con un piano di rientro che somiglia più ad un piano di smantellamento. Possiamo insieme fare una richiesta perché cessi il commissariamento. La sanità ha bisogno di un ridisegno del sistema, di un progetto ‘industriale’, direi, sulla salute che consideri tutti gli aspetti, le emergenze sì ma soprattutto lo sviluppo. Mi fa piacere che il Presidente Oliverio si sia espresso positivamente sul nuovo ospedale, è un fatto importante. Sull’ospedale dico che il discorso sull'ubicazione è secondario stasera, abbiamo l'esigenza di avere un ospedale della città di Cosenza che potrebbe essere l'occasione per avere anche una facoltà universitaria, quindi non ci si può dividere sull’ubicazione, nel rispetto delle prerogative del Consiglio comunale. Personalmente non ho mai parlato di ristrutturazione ma di un nuovo ospedale sul vecchio sito, che è una cosa diversa.  Che vede la degenza dell’ospedale strutturata a gradoni  sulla collina, per ricongiungersi col Mariano Santo,  lasciando a valle solo il blocco di emergenza, come la parte amministrativa. Una grande area dedicata, alle porte del centro storico. E sul piano delle infrastrutture non dimentichiamo che lì è previsto lo svincolo a sud.  E' una discussione che andrà fatta. Certo è che oggi non possiamo perdere l’occasione di convergere tutti e di utilizzare questa possibilità che ci dà la Regione”.   La considerazione iniziale del Presidente Mario Oliverio parte dallo  stato di sofferenza del sistema sanitario calabrese. “Non dimentichiamo afferma - che da 6 anni siamo in regime commissariale, che non nasce da una situazione di difficoltà marginale; tuttavia nel 2010 c’è stata l'iniziativa dell’allora Presidente della Regione il quale ha ritenuto che col commissariamento avrebbe avuto mani più libere. Quello è stato   l'atto del quale noi ancora paghiamo le conseguenze, l'errore dal quale parte la quadratura dei conti prescindendo dallo stato dei servizi. Appena insediato, ho chiesto che si mantenesse  la sanità in capo alla politica, non per detenzione di potere ma per mettere in campo e governare un progetto che andasse oltre la quadratura dei conti, pur imprescindibile. Mi è stato detto che il patto di stabilità prevede l'incompatibilità tra Presidente della Regione e Commissario. Ho dato la mia collaborazione che, su una problematica di così enorme portata doveva avere ricadute concrete, che non ho riscontrato. Da una certa fase in poi, ciascuno si assume la propria responsabilità. Il trend negativo si è ulteriormente aggravato, non penso che Scura sia re Mida, ma non si è vista alcuna inversione di tendenza.  E lo dico nel merito, non c'è alcuno scontro di potere, che Mazzuca ha scoperto solo ad agosto. Bisogna fare valutazioni serie, che non abbiano spinte estranee alla problematica. Stiamo nel merito. Io ho il dovere di dare voce, in quanto Presidente eletto, a questo disagio. Se non lo facessi sarei omissivo, per non disturbare Sua Maestà chi? Non rinuncerò mai alla missione per la quale ho chiesto il consenso ai cittadini: invertire la rotta, anche nella sanità. La migliore operazione che oggi può fare chi ha lungimiranza politica è offrire qualità,  e non rinuncio a spingere in questa direzione. E' urgente immettere figure professionali altrimenti tra qualche anno non avremo più personale direttivo a causa dei pensionamenti. La seconda considerazione è sul progetto che deve ripartire dal territorio, che punti alla deospedalizzazione per far arrivare meno persone possibile in ospedale; ma bisogna investire, creare servizi e non mi pare si vada in questa direzione, anzi il territorio è stato spogliato di strutture ospedaliere senza offrire servizi in cambio. Tutto è confluito sugli spoke e sull’Annunziata con l’implosione che sappiamo. La terza considerazione è che bisogna con priorità investire su quei servizi che incidono sulle patologie per le quali c’è maggiore ricorso all’esterno. Questo è il confronto a cui pensavo io, una coabitazione per costruire un percorso che doveva essere di fuoriuscita dall’emergenza nel più breve tempo possibile. Oggi invece la nostra regione offre utenza alle altre regioni. Lavorerò perché ci sia un’adeguata valorizzazione dei territori. Non voglio sostituire un cosenzacentrismo ma voglio mettere in campo un progetto sanitario unitario, nel quale ci sia un peso adeguato dei diversi territori e delle diverse funzioni. Nel disegno unitario le strutture ospedaliere devono essere poste al centro dell’attenzione e a seconda delle risorse, graduate nella temporalità. L’Annunziata è la struttura più in sofferenza, e quindi nella programmazione dell’edilizia sanitaria deve essere valutata prioritariamente. Siamo nelle condizioni di mettere in piedi questo piano nella programmazione dei nuovi fondi ex art. 20, che ho rappresentato al Ministro Lorenzin, pensando a  progetti di finanza con concessione. Pensiamo a una struttura con i posti letto assegnati ad un Hub, tecnologicamente avanzata e ubicata, nel rispetto delle prerogative del Consiglio che non sono in discussione, anzi mi permetto di dire che le diverse opzioni sul sito non devono costituire fattore di immobilismo e di ingessatura del percorso. Sarebbe suicida. Ritengo piuttosto che uno studio di fattibilità può essere lo strumento che ci fa uscire da una discussione su diverse opzioni, perché valuta la più congeniale. La mia opinione è che parliamo di una struttura che è la struttura Hub della città capoluogo al servizio dell’intera regione, e quindi di collegamento con i territori. Per questo penso debba sorgere nell’area di crocevia  della stazione di Vagliolise. Tra l'altro, nella programmazione 2014-2020 c’è una misura, tra le undici, che è quella della mobilità in cui abbiamo previsto una quota consistente per la mobilità su ferro. Ma non sono chiuso ad altre scelte. Dobbiamo  però partire subito, abbiamo già approvato una delibera che prende atto delle condizioni dell’ospedale di Cosenza e dà il via alla procedura. Il secondo atto sarà la commissione dello studio di fattibilità. Contestualmente affronteremo il problema di Catanzaro e Reggio Calabria per capire quanto sarà necessario lì di edilizia ospedaliera aggiuntiva. Infine, ritengo che questo confronto vada tenuto alto, tenendo conto che il territorio della provincia di Cosenza è vasto, ci sono problemi che vanno affrontati con grande attenzione e competenza rispetto ai territori. Seppure nella difficoltà e insufficienza di risorse, abbiamo bisogno di costruire un sistema sanitario che faccia recuperare fiducia ai calabresi, che è il vero misuratore della qualità dell’offerta sanitaria. Con l’intelligenza politica che ci contraddistingue ci avvieremo su questo percorso”.   Il Consiglio comunale ha dunque approvato con 13 voti (l’unico contrario quello del consigliere Giuseppe Mazzuca) un documento elaborato dal consigliere Enzo Paolini nel quale, “considerato che le funzioni del Commissario ad acta sono finalizzate ad un ben preciso atto amministrativo e cioè il rientro dal debito sanitario; preso atto che la fase commissariale dura invece da oltre sei anni e che, in conseguenza di ciò, i cittadini sono stati di fatto , e per troppo tempo, espropriati del loro diritto a governare le scelte di politica sanitaria attraverso i loro rappresentanti democraticamente eletti; considerati altresì come obiettivi primari  perseguibili attraverso scelte di governo di politica sanitaria, il miglioramento della organizzazione del servizio, la ristrutturazione quali-quantitativa dei servizi di pronto soccorso-emergenza; la costruzione di una efficace ed efficiente rete territoriale, l'abbattimento delle liste d'attesa e la diminuzione della migrazione sanitaria, la lotta agli sprechi ed infine l'avvio del processo di realizzazione del nuovo ospedale della città; il Consiglio Comunale di Cosenza chiede al Governo nazionale di dichiarare  al più presto la cessazione della fase commissariale e la restituzione al Consiglio ed alla Giunta regionale di prerogative, diritti e funzioni che loro competono per il governo del servizio sanitario regionale”. Il documento dispone infine che la mozione venga trasmessa a tutti i deputati e senatori eletti in Calabria, al Ministro della Salute, al Ministro dell'Economia e Finanze, al Presidente del Consiglio dei Ministri.

di Redazione | 25/10/2015

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