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Rossano (Cosenza) - Enel, Graziano: Co-investimento pubblico permette il riutilizzo del sito per nuove tecnologie


 Enel ha capacità progettuali per poter proporre un programma di riconversione o riutilizzo del polo produttivo di Rossano, che possa dare valore ad un nuovo piano di sviluppo su tutto il comprensorio della Sibaritide. Lo ha dimostrato, creando nuove realtà industriali ecocompatibili in Sud Africa, ma anche in Brasile e nella vicina Sicilia. Potrebbe attuare questi progetti “puliti” anche qui, in Calabria, dove la holding energetica è radicata da anni. E lo potrebbe fare con il sostegno del Presidente Oliverio che si è dimostrato disponibile a co-finanziare un programma di rilancio del sito attraverso l’impiego dei fondi comunitari. A patto che – e questo è un presupposto imprescindibile – non si ritorni a parlare dell’impiego del carbone o si propongano alternative inquinanti.   È quanto ha detto il consigliere regionale Giuseppe Graziano (foto)  intervenendo nel corso del tavolo tecnico convocato dal presidente della Regione Mario Oliverio, sulla questione riguardante la centrale Enel di Rossano, tenutosi nei giorni scorsi a Catanzaro, e che ha ribadito durante un incontro pubblico sulla vertenza precari della funzione pubblica tenutosi a palazzo San Bernardino, nel Centro storico.   Sicuramente in passato – spiega il Consigliere regionale e neo coordinatore provinciale di Forza Italia – la politica, in questo territorio, ha commesso errori macroscopici in quanto, oltre al giustissimo e fermo no al carbone, non è stata capace di aprire un dialogo costruttivo con Enel, tale da tenere in caldo la trattativa per altre idee di riconversione compatibili con l’ambiente. Le stesse che, del resto, si stavano attuando in altre parti d’Europa. È ovvio che riaprire, oggi, un confronto, con la speranza di avere un ritorno in termini di investimenti, è certamente difficile. Ma non impossibile. Perché se è vero che la crisi ha colpito anche il settore energetico, è anche vero che esistono, soprattutto in Calabria, risorse pubbliche a sostegno dell’iniziativa imprenditoriale privata. E il tavolo tecnico di ieri pare abbia aperto la via in questa direzione. In quanto da una parte abbiamo registrato la disponibilità al confronto dell’interlocutore, l’Enel, e dall’altra la Regione Calabria pronta a valutare e ad investire su proposte progettuali concrete e che soprattutto eco-sostenibili. Ecco allora che la sintesi di questa convergenza, tra pubblico e privato, potrebbe partorire qualcosa di buono. Il complesso della vecchia centrale termoelettrica di Rossano, una tra le più grandi ed estese del Meridione, potrebbe diventare un polo sperimentale per nuovi modelli di riconversione o anche di riutilizzo, per altri scopi di sviluppo. È chiaro – precisa con forza Graziano - che, adesso come in passato, non daremo mai l’avallo ad ipotesi di riconversione a carbone e ancor meno all’installazione di termovalorizzatori. Ci sono tecnologie ultramoderne che Enel, attraverso le sue indiscusse capacità progettuali, potrebbe mettere in gioco e – ribadisce Graziano - senza dover investire l’intera somma di realizzazione. In quanto ci sono fondi europei a iosa da destinare alle bonifiche e quindi anche all’eventuale demolizione della vecchia centrale, e ce ne sono altrettanti da poter investire in programmi pubblico-privati per la concretizzazione di nuovi progetti di sviluppo tecnologico. E anche in questo – conclude il Consigliere regionale – richiamo a quel coraggio di cambiare che sappia mettere da parte l’idea di una Calabria abituata solo ad arrancare e crei, attraverso gli strumenti del progresso, un modello di una terra che sappia dettare il passo del cambiamento dei tempi.   A tal riguardo, lo stesso presidente Oliverio, durante l’incontro di ieri aveva ribadito l’importanza strategica che Enel può continuare a rappresentare sul territorio proprio attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’Enel è una realtà industriale – ha detto il Governatore - che ha dato molto a Rossano e alla Sibaritide, in termini di lavoro e sviluppo, così come l’intero territorio ionico cosentino, alla fine del secolo scorso, è stato determinante e ha dato un contributo essenziale al boom di richiesta energetica nazionale ed europea. Un rapporto, quello che lega la società elettrica a questo comprensorio, che – ha aggiunto - non può concludersi con la lenta agonia di una centrale, avviata verso la dismissione. L’Enel non può abbandonare di punto in bianco questo territorio dopo aver influito per anni sui suoi indirizzi di crescita. Serve un valido programma di riutilizzo del sito, condiviso ed ecocompatibile, che continui a creare benessere per tutti, che preveda la bonifica del vecchio complesso e la messa in opera di nuovi progetti. Tutto questo, supportato eventualmente anche da un investimento pubblico. No, dunque – ha chiosato - a smantellamenti senza scopi, che rischierebbero, tra l’altro, di lasciare in questo territorio, sul mare, un ecomostro inutilizzato e di grandissime dimensioni.

di Redazione | 15/10/2015

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