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Modena (Modena) - Stati generali, confronto con le società partecipate


I rappresentanti delle partecipate, cioè le società e i consorzi attivi in ambito locale di cui il Comune di Modena detiene quote di partecipazione, hanno incontrato mercoledì in Municipio il sindaco di Modena Giorgio Pighi per il progetto degli stati generali "Effetto Modena". Nel presentare il percorso di consultazione sul futuro della città il sindaco – riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa del Comune di Modena - ha auspicato "che la politica sfati i luoghi comuni sulle società partecipate: dai presunti conflitti di interesse ai compensi degli amministratori, specialmente in un Comune come il nostro che - ha ricordato - è al primo posto tra le Amministrazioni con saldo in attivo. Di fronte all'attuale crisi - ha concluso - abbiamo convocato la città alla ricerca di nuove soluzioni, che tengano insieme rigore, equità e innovazione".  Per Vanni Bulgarelli di Hera Modena "le decisioni sulla città costruita produrranno effetti tra 15 anni, e molte delle proteste nascono da mancanza di comprensione e conoscenza. Serve una politica di sviluppo urbano all'altezza dei decenni precedenti, che limiti l'espansione e riqualifichi la città del Novecento, a partire dalla fascia ferroviaria. La qualità ambientale - ha concluso - deve diventare un'opportunità". Secondo Antonio Finelli di Modena Formazione, "lo stile di questa città è analizzare i problemi e poi affrontarli. Modena formazione oggi è all'interno di un ampio processo di semplificazione. Il tema di fondo da affrontare è quale formazione spetta al pubblico e quale al privato, interrogandoci anche sul ruolo di Modena in regione". Così Maurizio Maletti di Amo: "La crisi è un'occasione di ridisegnare la società". Maletti ha definito "sciocco" il dibattito "sui 250mila abitanti, perché - ha detto - la città è già al centro di un bacino di 300mila persone. Il capoluogo deve dare l'esempio, non innescare competizioni a chi costruisce di più. Modena - ha concluso - ha davanti un'occasione paragonabile alla ricucitura di Berlino Est con Berlino Ovest".  Per Andrea Casagrande del consorzio attività produttive "si è parlato molto di innovazione e credo che i progetti che stiamo facendo come consorzio siano a un buon livello, in grado di dare esempi nuovi. Associazioni economiche e imprese devono però stare al gioco e collaborare". Ivan Bacchi dell'istituto musicale Vecchi- Tonelli ha detto: "La cultura e il bel canto sono tra le eccellenze su cui puntare, in una rete regionale che è tra le più ricche sull'insegnamento della musica. In quest'ottica è indispensabile differenziare l'offerta tra le diverse città". Francesco Baruffi di Democenter Sipe ha proposto di creare "la ‘fabbrica delle idee': gruppi interdisciplinari che coinvolgano università e impresa per innovare prodotti e processi. Bisogna puntare anche sulle risorse umane - ha aggiunto - per dare continuamente alle persone nuove competenze da spendere per creare valore aggiunto all'interno delle imprese".  Il sindaco ha replicato: "Spesso Democenter è definita un ponte tra la ricerca e le imprese, in realtà si tratta più di un trasformatore, che produce dialogo tra queste due realtà". Per l'assessore all'Ambiente Simona Arletti "dovremmo diventare la città dei motori e del bel canto, ma anche della sostenibilità ambientale, uno degli assi strategici sui quali investire per rinnovarsi dal punto di vista economico, del benessere, della qualità di vita". Secondo Enrico Levizzani di Amo "l'impressione è che la nostra società abbia già prodotto tutto in termini di beni, e che si debba invece riscoprire un concetto di qualità. La partecipazione - ha detto - è diventata un modo per esigere, ma comporta anche responsabilità e conoscenza dei costi dei servizi".  Nadia Paltrinieri di Acer ha sottolineato: "Occuparsi di case popolari significa avere a che fare con una componente debole della società, che va rafforzata senza dimenticare il rispetto delle regole. Il nostro dovrebbe essere un aiuto momentaneo, ma i costi delle costruzioni e i canoni sono ancora elevati". Per Francesco Ferro di Modenamoremio "chi lavora nella creazione di eventi sente il bisogno di un maggiore coordinamento con l'Amministrazione, sull'urbanistica, l'arredo urbano, il rapporto con i residenti. Dovremmo ripensare anche a come proporre il brand Modena".  Per il consorzio Festival filosofia erano presenti Franco Tazzioli e Michelina Borsari. "È necessario interrogarsi - ha detto Tazzioli - su come essere cittadini nel mondo globale. La nostra comunità è quella statale, ma forse è arrivato il momento di chiedersi se, al pari della sanità, il sistema dell'istruzione pubblica non debba trovare gestori più ravvicinati, sul territorio". Michelina Borsari ha aggiunto: "La società non ha più un unico guidatore. Viviamo in isole sempre più chiuse. Per gli stati generali cercheremo di costruire luoghi in cui esserci, comunicare, mettere i nostri quartieri in relazione con il mondo".  Per Mario Cavani di Banca Etica "accanto alle tecnologie è il turismo l'altro asse sul quale ricostruire la nostra occupazione. Bisogna raccordare le caratteristiche del nostro territorio con gli spunti del futuro: cooperazione sociale e green economy".

di Redazione | 15/07/2010

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