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Cosenza (Cosenza) - L'isola felice di Ristorando testimonia un anno di impegno a sostegno delle nuove povertà


Su una casetta in legno campeggia la grande scritta colorata Ristorando e sotto, in inglese, happy island, isola felice; non per essere anglofoni a tutti i costi, ma sembra piuttosto che la lingua straniera voglia mitigare il senso di un'espressione che in italiano forse risulterebbe troppo forte, e magari anche un po' azzardata. Eppure da un anno, quella casetta su via Popilia e tutto ciò che essa rappresenta, per tanti è  davvero un'isola felice, o quanto meno un'oasi di ristoro. Grazie al finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il progetto Ristorando ha infatti accolto tante famiglie, e anche singole persone, che appartengono ad una nuova categoria sociale, figlia della crisi, i cosiddetti 'nuovi poveri'. Persone che un lavoro ce l'hanno, che come suol dirsi lo stipendio a casa lo portano ma è del tutto insufficiente ad arrivare alla fine del mese. O ancora, padri separati che non riescono a far fronte a doppie richieste di vitto e alloggio, anziani e disabili che percepiscono una pensione sociale e che subiscono i tagli del welfare, famiglie di detenuti e ex detenuti, donne separate e senza fissa dimora, tante persone insomma, con un vissuto di solitudine ed indigenza economica. Per loro si è messa in moto una dinamica rete associativa che oggi, al termine della prima annualità del progetto, ha voluto testimoniare sentimenti di gratitudine per quanti, dal pubblico e dal privato, hanno sostenuto Ristorando, contribuendo anche a delineare, dati alla mano, una nuova  mappa sociale. È la padrona di casa, e responsabile del progetto, Flora Barone ad indirizzare il ringraziamento a tutti coloro che, a vario titolo, sono stati un punto di riferimento  costante ed insostituibile per moltissime persone. “Stare vicino al bisogno fa apprezzare le piccole cose” è la sintesi di un impegno che esprime anche una scelta di vita. A monte di Ristorando c'erano degli obiettivi, che illustra l'avvocato Rossana Bozzarello, consulente legale del progetto che, nel titolo, non racchiude solo il soddisfacimento del bisogno primario del nutrirsi ma anche quel ristoro ad un disagio dell'anima, a quell'alienante sentimento di emarginazione che deriva dalla consapevolezza di non riuscire a provvedere più a sé stessi e, peggio ancora, alla propria famiglia. “Ci eravamo prefissati di recuperare 30 nuclei familiari e 60 persone singole – racconta. Ristorando ha invece sostenuto 52 famiglie e 140 persone, aiutate con la somministrazione di pasti caldi (12.500), consulenza legale, sanitaria, psicologica, grazie all'apporto diversificato delle varie associazioni: da Meda Calabria ad Amico Volontario, da Amicib a Stella cometa e ancora I am I can. 70 volontari hanno messo a disposizione se stessi per questo sostegno materiale e morale, per 4900 ore di volontariato nell'anno, fra mensa, sportelli e attività di comunicazione, compreso il sito internet. Di fronte il macro obiettivo:  restituire alla società gli utenti di Ristorando con un rinnovato senso di autostima, frustrato dalla situazione di povertà”. Fondamentale è stato l'apporto delle aziende testimoniato da Stefania Rota, vicepresidente del CdA della San Vincenzo. “Un'azienda – afferma – deve sentirsi socialmente responsabile e, al pari di ogni singola persona, rendersi disponibile all'atto del donare, una delle cose che segna realmente la differenza nella vita”. Umberto Nigro, in rappresentanza del Centro Servizi per il Volontariato, traduce ancora una volta il grande dinamismo della provincia di Cosenza nel terzo settore, che è alla vigilia di una importante riforma. “La comunità ha bisogno di volontariato diffuso – ci dice – non di azioni enormi ma di micro azioni quotidiane. Da tempo il CSV ha un tavolo aperto sulle nuove povertà e Ristorando ha rappresentato un progetto decisamente proiettato in avanti”. L'auspicio condiviso è che l'esperienza non si disperda. Ad esprimerlo è per prima la neo dirigente del settore welfare del Comune di Cosenza, Giuliana Misasi, cheparla di “una buona prassi da restituire alla città. I servizi sociali del Comune restano aperti ai bisogni che quotidianamente si registrano così come ad una rinnovata collaborazione con le associazioni”. “Quanta bellezza c'è nel sociale” – è il primo commento di Alessandra De Rosa, in rappresentanza del Sindaco Mario Occhiuto. “Ristorando è l'esempio brillante di una sussidiarietà che è circolare,  per il coinvolgimento di pubblico e privato in un circolo assolutamente virtuoso. L'Amministrazione comunale – conclude - non farà mai mancare il proprio sostegno a iniziative e progetti di questa natura, consapevole che attraverso una ritrovata dignità personale passa il recupero del nucleo familiare, primo e insostituibile modello della nostra società”.   

di Redazione | 21/09/2015

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