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Amendolara (Cosenza) - Identità e cultura, a Canna c’è un mulino funzionante e ad Amendolara il primo mandorleto comunale


I mulini erano un tempo il motore dell’economia di una terra, quella calabrese, che ricca di fonti idriche sviluppava le sue aree industriali intorno ai canali d’acqua (come a Rossano, nella Valle del Celadi e Corigliano, in quella del Pendino); con le farine ottenute dalla macina del grano antico, attraverso il prezioso lavoro dei mugnai, occupazione artigianale antichissima, si ottenevano pasta e prodotti da forno di qualità che se oggi non sono in via di estinzione, per sapore e proprietà, poco ci manca. – Le produzioni agricole, in alcuni siti, a metà strada tra il mare e le colline, erano così importanti da dare il nome al luogo dove venivano coltivate. Amendolara, per esempio. Il suo nome deriva dal greco amygdalaria, terra di mandorle potremmo dire; alberi e frutti che qui, nel Paese della Secca, quasi non ci sono più. – CANNA, nel primo caso, e AMENDOLARA, nel secondo, sono due esempi di politiche pubbliche per la tutela e conservazione delle tradizioni e delle produzioni promosse da classi dirigenti lungimiranti, che non possono che trovare il sostegno convinto della Condotta Slow Food Pollino Sibaritide Arberia.   Per queste ragioni il sodalizio territoriale della chiocciola rossa, nella giornata di venerdì (21 agosto), è stato vicino ai due sindaci, di CANNA, quando è stato rimesso in moto lo storico MULINO della Famiglia JELPO e di AMENDOLARA, in occasione dell’evento JAZZ DI-VINO nell’ambito del quale è stato presentato il progetto del primo mandorleto comunale in Italia che sarà inaugurato in autunno. – Ritorno alla terra e qualità della vita, restano gli elementi che hanno visto ancora una volta l’alto jonio protagonista di iniziative di qualità, sostenute da Slow Food.   CANNA – L’evento è iniziato alle 17.30 con il taglio del nastro da parte del Sindaco Giovanna PANARACE e la dimostrazione della molitura del grano. Al quale è seguito, nell’affollato adiacente auditorium, un tempo sede di frantoio, un interessante confronto sul tema CIBO, TERRITORIO ED IDENTITÀ CULTURALE. Sollecitato dal fiduciario Slow Food dell’area Lenin MONTESANTO, vi hanno preso parte, oltre al Primo Cittadino anche Fortunato AMARELLI per il Museo storico della Liquirizia di Rossano, Sabrina DEL PIANO, archeologa specialista, architetti, progettisti ed artigiani del settore. La serata è stata conclusa dalla preparazione e degustazione, a cura della Pro Loco, dei prodotti derivati dalla farina prodotta nel mulino appena inaugurato.   AMENDOLARA – Nelle scenario magico, emozionante, esclusivo del Castello normanno del Paese della Secca, a difesa del caratteristico centro storico affacciato sul golfo e sulla Sibaritide, Danilo REA e Fabio ZEPPETELLA hanno incantato un pubblico delle grandi occasioni. Il concerto JAZZ DI-VINO è stato impreziosito dalla degustazione di vini di due importanti cantine dell’Alto Jonio: TROIANO di Amendolara e SOLANO di Montegiordano. Ed è in questo contesto che, in collaborazione con Slow Food, che il Primo Cittadino Antonello CIMINELLI ha presentato al numeroso pubblico l’originale progetto identitario che in autunno renderà Amendolara, prima ed unica realtà in Italia ad avere un mandorleto comunale. In omaggio certo alla storia ed alla radice etimologica del nome della Città, ma soprattutto dando ossigeno alla necessità di stimolare un ritorno culturale e manageriale alla terra di cui i soprattutto nostri territori hanno bisogno concettuale ed economico come uscita di sicurezza.

di Redazione | 23/08/2015

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