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Cosenza (Cosenza) - Al Brennero una delegazione di Coldiretti Cosenza


Nei giorni scorsi una delegazione di Coldiretti Cosenza ha partecipato alla Manifestazione del Brennero, promossa dalla confederazione nazionale Coldiretti. La delegazione di Coldiretti Cosenza, guidata dal direttore provinciale Salvatore Loffreda, era composta dal vice-direttore provinciale, Franco Cipolla, dal presidente provinciale di Assoproli Cosenza, Tommaso Figoli, dal delegato e dal segretario provinciale di Giovani Impresa, Ermanno Martino e Giuseppe Marano, dal presidente e dal segretario di zona di Coldiretti Rossano, Ranieri Filippelli e Gino Vulcano, da numerosi rappresentanti del movimento giovanile e da alcuni allevatori. La delegazione di Cosenza il 6 e 7 luglio – riferisce testualmente una nota di Coldiretti Cosenza - si è unita alle migliaia di produttori che dalle prime ore della mattina hanno invaso la frontiera del Brennero tra Italia e Austria per la mobilitazione promossa dalla Coldiretti dopo lo scandalo della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta Europa con nomi italiani. Nel piazzale scelto come campo base all'area di parcheggio “Brennero” al km 1 dell'autostrada del Brennero – direzione sud (Austria-Italia) – centinaia di pullman hanno portato al valico gli imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia. Oltre ai pullman sono stati presenti alcuni trattori, una ventina di camper e numerosi furgoni che hanno portato prodotti tipici dalle diverse regioni per il vettovagliamento. La delegazione calabrese ha portato un notevole quantitativo di pasta artigianale, circa un quintale. Gli allevatori e i coltivatori si sono schierati attorno al tracciato stradale, con la presenza dei carabinieri dei Nas, delle guardie di finanza e delle forze di polizia, ed hanno iniziato a verificare i camion per sapere cosa arriva e dove va a finire mentre sono stati sollevati cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria dei prodotti alimentari. Centinaia le bandiere Coldiretti, striscioni e cartelli alla presenza del presidente della Coldiretti Sergio Marini. L’obiettivo era scoprire il "finto Made in Italy" trasportato sui camion che passate le frontiere sono stati seguiti con auto “civetta” fino a destinazione. “Lo scandalo della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta Europa con nomi italiani – spiega il direttore di Coldiretti Cosenza Loffreda - è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso pieno di prodotti alimentari stranieri di scarsa qualità spacciati come made in Italy, a danno dei consumatori e dei coltivatori che chiedono di fare definitivamente chiarezza”. “Chiediamo, oltre all’etichettatura completa – continua Loffreda - vengano resi pubblici i dati di dettaglio (disponibili alla pubblica amministrazione) dei quantitativi importati dai singoli stabilimenti regione per regione. Non siamo contro il libero mercato, ma pretendiamo un mercato trasparente. Mentre la nostra zootecnia è in gravissime difficoltà, il consumatore acquista prodotti dei quali ignora la provenienza. L’etichetta obbligatoria su tutti i lattiero caseari, su pasta, carni di maiale, coniglio, trasformati di frutta, conserva di pomodoro che indichi la provenienza della materia prima deve diventare legge. E’ l’unico modo per tutelare le imprese agricole e il consumatore”.

di Redazione | 11/07/2010

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