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Catanzaro (Catanzaro) - Svolta una serata culturale sulla vita e le opere di Sergio Paolo Foresta


Un premio letterario intitolato allo scrittore catanzarese e promotore culturale Sergio Paolo Foresta, la raccolta delle sue opere edite, la pubblicazione di quelle inedite ed un convegno di studi; queste le proposte messe in campo nella serata in ricordo di Sergio Paolo Foresta, organizzata nella sala concerti del Comune di Catanzaro, dal Sindacato Libero Scrittori Italiani di cui Foresta, recentemente scomparso,  è stato Presidente regionale e Consigliere Nazionale per molti anni. Nel corso della manifestazione culturale, alla presenza di un folto pubblico interessato e dei famigliari dello scrittore, l’assessore comunale alla Cultura Luigi La Rosa si è soffermato sul valore della letteratura  e sulla gioia di leggere, facendo riferimento alle opere di Sergio Paolo Foresta. Il docente di letteratura dell’Università della Calabria Anton Nikë Berisha, ha fatto un’analisi critica delle opere di Sergio Poalo Foresta, ricordando anche l’impegno per organizzare convegni e serate letterarie. Il preside Francesco Graceffa, scrittore, critico e presidente del Cenacolo letterario  di Catanzaro, ha lanciato l’idea di promuovere un premio letterario intitolato a Foresta, evidenziando in valore delle sue opere. Lo storico Cesare Mulè ha ricordato l’uomo è il letterato, scomparso dopo una lunga e atroce malattia, con sofferenze indicibili. Lo storico, scrittore e critico Ulderico Nisticò ha tratteggiato l’opera dell’autore soffermandosi anche sulle sue spiccate doti di organizzatore  culturale legato a Francesco Grisi. Il pittore Umberto Falvo, noto a livello internazionale,   ha ricordato l’amico, il letterato e l’organizzatore. Peraltro le opere di Falvo figurano sulle copertine dei libri pubblicati da Foresta. Lo scrittore Pasquale Talarico ha annunciato una sua opera su Sergio Paolo Foresta. La prof. Anna Rotundo ha letto parole toccanti dell’autore su tema della morte.  La prof. Mariolina Talarico ha letto una preghiera scritta dall’autore ed ha raccontato una visita al cimitero insieme all’autore un mese prima che morisse.  La prof.ssa Marisa Provenzano ha ricordato, da scrittrice  la figura dello scrittore Foresta. Il dott. Ivan Ciacci, già sindaco di Belcastro, ha ricordato Foresta per le iniziative culturali promosse in occasione di tanti incontri, specificatamente per il convegno su San Tommaso D’Aquino tenutosi a Belcastro per i festeggiamenti del santo patrono. Ciacci ha evidenziato la professionalità, la saggezza e la dovizia con cui Foresta ha trattato l’argomento. Numerose le testimonianze da parte del pubblico che hanno aggiunto tasselli inediti e utili per ricostruire la vita e le opere di Foresta. Per i famigliari dell’autore ha parlato il fratello, il preside Annibale Foresta, con un ricordo struggente degli ultimi momenti di vita di Sergio Paolo. La serata è stata moderata dal giornalista Luigi Stanizzi che ha detto: “Con la morte di Sergio Paolo Foresta muore un pezzo più o meno grande anche di noi. Sergio ha portato con sé parte della nostra vita, incontri, discorsi, salotti letterari, piccoli segreti, serate, nottate indimenticabili, colme di gioia, cultura, divertimento in Casa Foresta. L’uomo è l’unico animale che ride e sa che deve morire, Sergio Foresta sapeva perfettamente entrambe le cose e cercava di ridere o sorridere il più possibile, perché la vita, a prescindere dalla Sua durata più o meno lunga,  è sempre breve. Non è mai l’ora di rendere l’anima a Dio. L’inganno, la fregatura per l’uomo, è che il corpo invecchia, viene devastato dagli anni, ma i pensieri, i sentimenti, le emozioni non invecchiano mai con l’età. E dunque la morte è sempre inopportuna, in anticipo. Sergio era un gaudente e, quindi,  per questo anche serissimo nel suo lavoro di scrittore al quale ha dedicato gran parte del Suo tempo. Ci sono due tipi di scrittori, quelli che danno più valore alla vita vera e quelli che danno più valore alle loro opere. Foresta riusciva a entrambe le cose: si tuffava a capofitto nella vita e si tuffava a capofitto nel mestiere dello scrivere. Con la convinzione comunque che avrebbe continuato a vivere per gli altri, dopo la morte , attraverso i suoi libri. Cosa potrebbe fruttare questa serata dedicata a Lui: se non suscitare la lettura dei suoi libri, perché continui a vivere;  raccogliere e ripubblicare le Sue opere; fare soprattutto una ricerca fra le carte, nelle scrivanie, per portare alla luce gli inediti del marchese Foresta, che poi sono quelli dell’Erede Spirituale del Grande Francesco Grisi, che Sergio Foresta venerava, insieme a noi, come il guru del libro il sacerdote della Letteratura. Ora – ha concluso Luigi Stanizzi -  pensando alle parole di Sergio Paolo Foresta, devo ammettere che forse è più facile conoscere una persona attraverso i suoi libri che frequentandola per anni. Per questo mi sono riproposto anch’io di rileggere le sue opere, nelle quali ogni volta ci trovi cose nuove. E poi lo stesso testo è un libro diverso per ciascun lettore”.  

di Redazione | 03/03/2015

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