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Longobucco (Cosenza) - Poste Italiane dimezza i giorni per apertura ufficio postale frazione Destro. Proteste sindaco


di FRANCESCO MADEO -  La scure dei tagli indiscriminati ai servizi primari dei cittadini si abbatte nuovamente sulla comunità di Longobucco. Dopo la chiusura avvenuta negli scorsi anni della filiale di Banca Carime operante da molti decenni nel centro abitato di Longobucco, Poste Italiane ha comunicato al sindaco Luigi Stasi che dal prossimo 13 aprile si procederà alla modifica dell’orario di apertura al pubblico dell’ufficio postale della popolosa frazione Destro garantendo l’apertura al pubblico di soli tre giorni settimanali, lunedì, martedì e mercoledì.  “Il suddetto intervento –ha scritto il direttore di filiale di Castrovillari al primo cittadino- è determinato dalla necessità di adeguare l’offerta di poste Italiane all’effettiva domanda dei servizi postali sul territorio  comunale”. Nella lettera Poste Italiane comunica al sindaco, ove lo ritenesse opportuno, “la propria disponibilità ad un incontro al fine di approfondire eventuali esigenze in merito”. E’ giusto sottolineare che l’ufficio postale della frazione Destro, sita lungo la Statale 177 di collegamento con i paesi marini, serve una numerosa utenza, punto di riferimento anche delle altre due frazioni Ortiano e Manco. “Ancora una volta con la pretesa di razionalizzare il servizio regionale e nazionale, si decide di “penalizzare” quei territori che già sono sofferenti per la mancanza/carenza di servizi pubblici indispensabili”. Questa la risposta del sindaco Stasi alla comunicazione di Poste Italiane contenuta in una lettera inviata per conoscenza al Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio e alle segreterie Slp di Cgil e Cisl. “In termini pratici –ha scritto il primo cittadino- è una politica che da un po’ di tempo costringe le popolazioni ad abbandonare le aree più povere proprio perché vengono meno i presupposti per poter vivre dignitosamente. E’ un vero e proprio circolo vizioso –accusa il sindaco- che va spezzato per evitare che lo spopolamento diventi irreversibile”. La lettera di Stasi si conclude con l’invito a Poste Italiane di voler fissare con urgenza un incontro, alla presenza delle rappresentanze sindacali, “al fine di esaminare la problematica e individuare possibili soluzioni, tenendo conto che questa ulteriore riduzione di orario nell’ufficio di Destro penalizzerà fortemente gli utenti delle tre frazioni, costituiti per la maggior parte da anziani che utilizzano l’ufficio postale combinando i viaggi con altre esigenze, visite ambulatoriali, uffici comunali, ecc.”.  

di Francesco Madeo | 24/02/2015

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