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Catanzaro (Catanzaro) - Sanità, il consigliere regionale Bevacqua scrive una lettera aperta a Renzi


 <<Egregio Presidente, vista l’innovativa efficacia che ha caratterizzato questo suo primo anno nell’azione di governo,  la sua capacità e volontà di affrontare senza timore, con ostinata pervicacia e piglio deciso i tanti problemi che l’Italia da decenni si trascina, mi rivolgo a lei, premier del governo nazionale e leader del mio partito, per sottoporre alla sua attenzione, con animo colmo di preoccupazione, in qualità di Consigliere regionale della Calabria, nonché esponente del Partito Democratico, la drammatica situazione in cui versa la Sanità calabrese. Come risulterà già di sua conoscenza, il comparto Sanità della Regione Calabria è da più anni sottoposto a commissariamento e le saranno senz’altro chiare, in maniera ampia e dettagliata, le conseguenze nefaste del perdurare di una gestione priva di una guida certa e che, causa l’impossibilità evidente di incidere tempestivamente e con una razionale programmazione, umilia e vessa quotidianamente ammalati e personale sanitario. Nulla quanto l’attuale mancata tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi palesa le dolorose e incomprensibili assenze di cui questa terra continua a essere vittima. Di fronte all’abisso verso il quale la deriva dei presidi sanitari calabresi fa rotta sempre più celere, dirimere una volta per tutte la questione della nomina del commissario regionale per il piano di rientro non è più procrastinabile, non può essere ulteriormente elusa, pena il disastro annunciato. Nave senza nocchiere in gran tempesta, questa è oggi la sanità in Calabria. E la politica non può perseverare nel mostrarsi del tutto immobile, sorda alle grida del cittadino bisognoso di assistenza e sgomento davanti all’incomprensibilità del mondo kafkiano che gli si para innanzi. Pronto soccorsi impossibilitati a fare fronte a un numero di ingressi incompatibile con l’organico in servizio; medici che crollano in corsia dopo l’ennesimo disumano doppio turno; blocchi dei ricoveri ordinari e turni aggiuntivi assegnati quotidianamente; liste di attesa che non si misurano più in settimane e mesi, ma in anni; visite, ricoveri e interventi assumono un aspetto odissiaco che non ha più nulla del servizio pubblico di un paese che voglia ancora definirsi civile. E a crollare fisicamente non è soltanto il personale medico e paramedico: sono i reparti preda dell’acqua piovana, della caduta di calcinacci, dell’umidità silente ma ben visibile; sono le strutture nel loro complesso che hanno cessato da tempo di essere congrue rispetto alle finalità che dovrebbero essere loro proprie. La prima delle riforme istituzionali deve essere l’implementazione effettiva dei diritti costituzionalmente garantiti. Il partito democratico, al quale mi onoro di appartenere e del quale lei è degno segretario, non può sottrarsi a questo compito, altrimenti perderà la sua ragion d’essere. La Calabria è terra aspra e afflitta da mali endemici, ma non per questo deve essere abbandonata a sé stessa: anzi, è proprio in ragione delle sue precipue difficoltà che merita un’attenzione vieppiù costante, incisiva ed efficace. I calabresi non chiedono favori: i calabresi pretendono rispetto e diritti incomprimibili. L’incertezza che regna nella sanità calabrese è intollerabile: la vacatio commissariale che si perpetua rischia di condurre a un punto di non ritorno. La tempesta rischia di essere quella perfetta, definitiva: la nomina di un nocchiere è il primo passo per evitare il sicuro naufragio. Sono certo che, all’interno del suo prezioso tempo, troverà modo di dedicare la sua attenzione alla risoluzione della questione. Con la stima e la fiducia di sempre>>. Domenico Bevacqua

di Redazione | 22/02/2015

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