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Cosenza (Cosenza) - Mcl, primo ipegno per il neo presidente provinciale Leonardo De Marco


Il primo impegno della nuovo Presidente provinciale MCL di Cosenza, Leonardo De Marco, è arrivato ieri  mattina. Ospite della trasmissione Metrosat Cafè ha iniziato la sua prima settimana di lavoro, nella veste di dirigente del movimento ecclesiale di testimonianza evangelica organizzata basato sui principi della Dottrina Sociale della Chiesa, promuovendo il ruolo che il sodalizio nazionale vuole offrire per la rinascita dell’agire sociale dei cattolici all’interno del territorio della Provincia di Cosenza. Sabato 3 luglio, nel corso dell’XI Congresso provinciale MCL, l’assemblea dei 142 delegati della provincia di Cosenza, in rappresentanza dei 3800 iscritti ai circoli del territorio – definiti dallo stesso De Marco «laboratori di pensiero per il bene comune» - lo ha scelto – riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa Av news - per acclamazione quale presidente provinciale chiamato, insieme ai quindici competenti del consiglio provinciale, a traghettare il movimento verso le sfide future della società e del territorio nei prossimi quattro anni.    Nell’occasione del congresso, celebrato nel Salone degli specchi presso la sede dell’Amministrazione provinciale di Cosenza, è toccato al segretario nazionale generale MCL, Tonino Inchingoli, fare il punto di questi mesi di commissariamento del movimento cosentino.   RELAZIONE INCHINGOLI, Segretario generale nazionale MCL Mesi in cui «ho avuto modo – ha dichiarato il segretario nazionale – di leggere pagine che si fondano sulla sincerità e sulla semplicità, sulla coerenza e su un credo verso i principi della Dottrina Sociale della Chiesa: la stessa coerenza che ha spinto tanti uomini, donne e ancor più tanti giovai, che hanno determinato delle scelte coraggiose, dettate per difendere i valori della democrazia, i valori della promozione del mondo del lavoro, ed ancor più per difendere i valori che incarnano la nostra fede come figli e componenti della comunità ecclesiale». Il ruolo dell’MCL vuole essere quello di «dare un contributo significativo in questa provincia in un’epoca un po’ confusa ed un po’ bistrattata. In un’epoca nella quale il lavoro sembra aver perso la sua centralità a vantaggio di una considerazione dell’azione economica, volta a conseguire l’arricchimento a qualunque costo, che tende a travolgere la stessa etica del lavoro e ad acquisire sempre più una funzione strumentale nella vita delle persone, una riflessione su questi ambiti alla luce della DSC è necessaria per restituire senso ad attività umane fondamentali, che appaiono deprivate di un adeguato riferimento nelle politiche pubbliche e nelle strategie degli attori sociali ed economici».   «Occorre ribadire – ha sottolineato Inchingoli – un chiaro impegno per chi intende coltivare la speranza di capovolgere la tendenza materialistica ed edonistica del nostro tempo, guardando ai rapporti tra capitale e lavoro, ricordando che “il lavoro per il suo carattere soggettivo o personale, è superiore ad ogni altro fattore di produzione” (compendio DSC)». E proprio a tal proposito è stato ribadito come «la recente enciclica di Benedetto XVI “Caritas in Veritate” ci sottolinea che occorre trovare le conseguenze della necessità inderogabile di rispettare la piena verità dell’uomo, senza la quale non è possibile avere alcuna nozione del bene comune». In questa fase di transizione economica e sociale «l’uomo, soggetto del lavoro, corre il rischio di essere ridotto a strumento di produzione, di diventare un essere anonimo e senza volto, il cui valore è inferiore a quello dei beni materiali e tecnici, dei meccanismi economici e finanziari internazionali. Urge un rinnovato impegno nella difesa e nella promozione dei lavoratori e dei loro diritti».   Da qui l’invito del segretario generale nazionale a «quanti hanno capacità imprenditoriali, responsabilità politiche ed istituzionali, economiche, finanziarie e sindacali» di collaborare «per trovare il modo di salvare i posti di lavoro, per creare nuove forme di occupazione, per attivare nuovi modelli di sviluppo. Oggi appare decisivo organizzare il lavoro in funzione delle persone concrete e dei bisogni reali». Per questo sono necessarie «politiche attive del lavoro, impostate eticamente, in modo da salvaguardare i diritti oggettivi dei lavoratori». In questa ottica il lavoro «serve per realizzare la dignità dell’uomo, alla quale partecipa, perciò il lavoro umano non è merce che si compra e si vende, ma è attività umana libera e responsabile. Per questo occorre favorire forme di lavoro rispettose della persona, che ne sviluppino la creatività e il coinvolgimento». Pertanto «l’organizzazione del lavoro deve tenere presente le esigenze della famiglia e della condizione femminile, ed una particolare attenzione deve essere rivolta ai giovani che sono di fatto il nostro futuro, il futuro di ogni civiltà, di ogni società: noi dobbiamo renderli protagonisti del loro tempo».   INTERVENTO MASSARA, Presidente regionale MCL Calabria Vincenzo Massara, in qualità di Presidente regionale MCL Calabria, ha sottolineato il continuo impegno del movimento ad voler essere «protagonisti dell’agire sociale della provincia e della regione». E lo si farà con azioni concrete che avranno il compito di «osare il coraggio della speranza (prendendo spunto dal documento dei vescovi italiani sul Mezzogiorno)» che in Provincia si vuole portare avanti «dando il nostro contributo perché vogliamo una rinascita culturale della nostra regione». Senza mezzi termini Massara ha espresso la volontà di essere «protagonisti attivi della storia di questa regione». Un lavoro di squadra che per Massara si traduce lavorando insieme ai delegati ed i dirigenti tutti, insieme agli iscritti al movimento «per dare questa opportunità di riscatto al territorio. Vogliamo dare input, dialogare con la politica sui temi che riteniamo fondamentali e sui valori non negoziabili».   INTERVENTO DE MARCO, Presidente provinciale MCL Cosenza I valori del movimento e il sentirsi cristiani per il neo presidente «vanno utilizzati come portata di coesione per affrontare le sfide future». Allora bisogna «re - iniziare a svolgere idonee funzioni di servizio agli uomini e alle loro necessità» e lo si può fare attraverso «un impegno culturale più serio, una maggiore formazione etica, una partecipazione più attiva e responsabile di tutte le componenti sociali». Il Movimento in provincia di Cosenza vuole svolgere da oggi «un ruolo decisivo» diffidando dalle «idee in uniforme, perché crede nell’impegno sociale quale esercizio della carità, che ritiene la lotta sociale quale legge di progresso, perché si batte affinché ci sia per tutti libertà, ma una libertà ricca di proiezioni solidali». Un movimento che ha sempre «più bisogno di uomini credenti e credibili, coraggiosi e progettuali, forti interiormente, pensosi e ricchi di umanesimo cristiano».   De Marco è stato chiaro, l’MCL a Cosenza come in altre parti del Paese, «dovrà avere sempre più attenzione alle problematiche legate alle classi sociali deboli, a quei nuclei familiari che versano in disagevoli condizioni economiche, a quello con numerosi figli a carico, e alle tante famiglie monoreddito, nonché dovrà prefiggersi il raggiungimento, per ogni cittadino, di una dimensione di vita più dignitosa, mediante uno sviluppo sempre maggiore della imprenditorialità locale». Uno degli obiettivi del nuovo corso dell’MCL cosentino sarà «favorire la nascita di quella cultura che privilegia i compiti e le attività di intermediazione, si da ristabilire un rapporto più equilibrato fra economia, risorse e bisogni della comunità». Un «rinnovato patto sociale» - secondo De Marco – va riproposto nella maniera in cui «efficienza e solidarietà si collochino in un migliore rapporto tra di loro, mediante l’elaborazione di una nuova e diversa cultura politica». Un percorso avvincente e difficile, frutto di quella «rivoluzione culturale» che è stata richiamata pochi giorni fa nell’assemblea castrovillarese prima del congresso provinciale, per il quale «è necessario che tutti insieme – ha ribadito De Marco – ci impegniamo a costruire un MCL sempre più dinamico e aperto, con un gruppo dirigente omogeneo, affiatato e determinato, che sappia sapientemente fruttificare, perché un movimento serio si misura non solo dai valori ma dai fatti della sua classe dirigente». Dirigenti che dovranno essere dotati di «forte sensibilità, spirito di generosa intraprendenza» per un movimento che «sa innovare e rinnovare la cultura sociale, che non la svuota e disumanizza, perché improntata e imperniata al dialogo e alla partecipazione, che persegue quella politica che si fa senso comune del bene comune, tavola di valori di solidarietà e di eguaglianza, comportamento giusto che sa costruire in alleanza e non in antagonismo».   Nel corso del congresso - continua la nota stampa - sono stati eletti membri del consiglio provinciale MCL di Cosenza: De Capua Tommaso, Valentino Giovanni, Lupo Piero, Di Gerio Nicola, Santagada Rita, Pangaro Maria, Diodati Michele, De Luca Francesco, Gelsomino Antonio, Vecchione Stefano, Capalbo Domenico, Ponte Alberto Luigi, De Rose Mario, Iannuzzi Pasquale Antonio. L’esecutivo provinciale MCL Cosenza risulta pertanto composto da De Marco Leonardo, presidente provinciale, Valentino Giovanni e Secchione Stefano, vice presidenti, Lupo Piero, segretario, Santagada Rita, amministratore, De Capua Tommaso, Ponte Alberto Luigi, componenti dell’esecutivo.   Nella stessa seduta sono state assegnate le cariche di presidenti di commissione di servizio. Casullo Damiano (CAF), De Capua Tommaso (EFAL), Santagada Rita (ENTEL), Iannuzzi Pasquale Antonio (FEDERAGRI), Domenico Capalbo (SIAS), Valentino Giovanni (UNAMA), Pangaro Maria (ALS), mentre a Stella Vincenzo Ettore è stato assegnato il ruolo di coordinatore dei servizi.

di Redazione | 06/07/2010

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