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Crosia (Cosenza) - Nel circolo culturale “Zanotti Bianco” si è parlato di emigrazione. Ricordate le vittime della tragedia di Mattmark


 Il salone del Circolo culturale “Zanotti Bianco” di Mirto Crosia ha ospitato un’interessante dibattito sull’emigrazione. Prendendo spunto dal volume “Calabria migrante. Un secolo di partenze verso altri mondi e nuovi destini”, a cura di Vittorio Cappelli, Giuseppe Masi e Pantaleone Sergi, si è parlato della storia di questo territorio. In particolare ci si è soffermati sull’emigrazione.  Un fenomeno che ha interessato fortemente, anche, la provincia di Cosenza,  soprattutto nella fase del dopo guerra. Nel corso della manifestazione, coordinata da Franco Rizzo, Presidente del Circolo, ha portato i saluti Graziella Guido, Assessore alla Cultura del Comune di Crosia e ha relazionato  Giuseppe Ferraro, collaboratore per Filosofia e Storia presso l'Unical, nonché membro del Consiglio direttivo dell’Icsaic e dottorando presso l'Università degli Studi Repubblica di San Marino. Nella sua relazione ha messo in risalto il fenomeno della migrazione interna ed esterna. Ha parlato dell’approccio dei nostri emigranti con le comunità sociali ospitanti. Inoltre, ha evidenziato anche il processo di trasformazione che sta vivendo la Calabria: da terra di emigrazione in terra di immigrazione. Saverio Basile, direttore del “Corriere della Sila” ha raccontato la tragedia di Mattmark a 50 anni dalla sciagura. Il 30 agosto 1965 una valanga di ghiaccio ha seppellito in Svizzera 108 lavoratori. Tra le vittime 56 erano italiane e sette di San Giovanni in Fiore. Persone che sono morte mentre lavoravano alla costruzione del lago di Mattmark, nel cantone Vallese della Svizzera. I loro nomi ora sono riportati su una lapide di marmo collocata all’ingresso dell’edificio scolastico della scuola primaria di San Giovanni in Fiore, perché a futura memoria il popolo silano, ma soprattutto le nuove generazioni del luogo, ne possano ricordare il sacrificio. Si chiamavano: Giuseppe Audia di 36 anni, Gaetano Cosentino, di 56 anni, Fedele Laratta, di 38 anni, Francesco Laratta, di 20 anni, Bernardo Loria, di 39 anni, Antonio Talarico, di 31 anni e Salvatore Veltri, di 20 anni. Nel corso della manifestazione sono state consegnate targhe di testimonianza a Saverio Cetera e Luigi Campana (rispettivamente emigrati in Argentina e in Germania e rientrati in Calabria) e Olga Kisseleva (medico pediatra della Russia immigrata in Calabria). 

di Redazione | 28/12/2014

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