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Rende (Cosenza) - Edilizia, professionisti a confronto sulla trasformazione degli spazi


Reinventare i luoghi significa anzi tutto conoscerne la loro identità. Perché la trasformazione è sedimento stesso dell'identità. E la tradizione non è altro che l'innovazione che ce l'ha fatta. Bisogna saper progettare futuro lì dove le persone vogliono vivere. Ripensando l'esistente, dandogli nuovo senso. Producendo discontinuità capace di generare sviluppo ed economia. A patto che non si scinda mai la bellezza dalla funzionalità e dalla fruizione. In questa cornice di metodi ed obiettivi condivisi, se vi sono spazi ed opportunità da cogliere da parte dell'imprenditoria edile, anche e sopratutto in questo momento di crisi, questi sono nell'esigenza e nella capacità di riqualificazione dei centri storici.   Sono, questi, alcuni dei passaggi principali emersi dalla vivace agorà sollecitata ed esplosa nella seconda tappa di Spazio Architettura Eventi (SAE), ospitata nello showroom di DESETACASA (curato dall'architetto Paola MORRONE) a RENDE. - All'evento promosso dalla Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying e dalla BAS_Off di Fabrizia BERLIGIERI, sono intervenuti, moderati e provocati dallo stesso MONTESANTO e da Rossella CIACCI esperta in politiche europee, Emilio DE SETA, il padrone di casa, Fortunato AMARELLI del Museo Storico della Liquirizia Giorgio AMARELLI di Rossano, Rossana BACCARI della Soprintendenza Beni Culturali di Cosenza,  Emilio Salvatore LEO dell'omonimo LANIFICIO di Soveria Mannelli, Roberta LUCENTE del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’UNICAL, Natale MAZZUCA Presidente di Unindustria Calabria e Giovan Battista PERCIACCANTE Presidente dell’ANCE di Cosenza.   Per la BACCARI, la trasformazione deve necessariamente conciliarsi con i temi della conservazione, guardando alle nuove tecnologie ed ai nuovi materiali. La conoscenza di luoghi e storie, resta comunque l'àncora di salvataggio da metamorfosi che non possono essere consentite. - Proprio dalle nostre periferie - ha aggiunto LEO - possiamo oggi ambire ad essere più centrali, perché siamo di fatto più leggeri: l'entroterra ed i nostri centri storici non sono stati, infatti, devastati come le nostre coste. - Ed è proprio in questi casi - ha aggiunto la LUCENTE - che, come nel caso della riqualificazione di MORMANNO, l'architettura interviene per contribuire alla riappropriazione di senso, innescando meccanismi di vivibilità, riabilitando il centro storico e, in definitiva, evitandone lo spopolamento.   Più che un recupero filologico, spesso antistorico - è intervenuto dal pubblico il Prof.Franco ROSSI del Dipartimento di Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio e Ingegneria Chimica dell'Unical - serve reinventare un modello di sviluppo. Siamo al centro del mediterraneo mentre, in tema di concezione dei luoghi e degli spazi, spesso ci dimostriamo eccessivamente Europa-dipendenti! Purtroppo - ha aggiunto - l'Università si è chiusa nel suo recinto e non c'è, su questa sfida di sviluppo, alcun dialogo, così come dovrebbe invece esserci, col mondo delle imprese, con la pubblica amministrazione e con le professioni. - Servono e come! le rotture epistemologiche - MAZZUCA ha così condiviso la provocazione di Lenin MONTESANTO - perché la discontinuità - ha detto - può portare sviluppo e stimolare l'economia, soprattutto nella fase attuale. Attenzione però - ha aggiunto il Presidente di UNINDUSTRIA - a preservare sempre fruizione e funzionalità, la bellezza da sola non basta. Reinventare e reinventarsi significa anzi tutto mettersi in gioco (come ha saputo fare ad esempio EATALY con il food e la tradizione!) oppure superando ad esempio il gap della frammentazione tipica della nostra regione così come ha saputo fare UNINDUSTRIA Calabria, facendo sintesi e rete all'interno della sua organizzazione. Un modello - ha chiosato - cui politica e pubblica amministrazione dovrebbero ispirarsi.   Se per LEO ciò che va rifiutato è l'approccio alla musealizzazione dei luoghi ed alla retorica degli antichi mestieri, per AMARELLI resta la trasformazione (ed il caso dell'agroalimentare è emblematico) il cuore ed il valore aggiunto del Made in Italy. Reinventare gli spazi? (era questo il titolo della 2a edizione di Spazio Architettura eventi). Il caso del Museo Storico della Liquirizia a Rossano (secondo museo aziendale nazionale dopo il FERRARI!) è un esempio riuscito e di successo e capace di approfondire il rapporto con il consumatore consapevole. - Il futuro della nostra regione - ha concluso il Presidente dell'ANCE Cosenza PERCIACCANTE - è nella riqualificazione del vecchio e nel recupero e consolidamento dell'esistente, a partire dai nostri centri storici.  

di Redazione | 27/12/2014

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