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Roma (Roma) - Fare Ambiente, presentata a Palazzo Marini un proposta di legge Elaborata dal coordinatore della Calabria, Iaconetti


E’  stata presentata, nell'ambito della quarta Festa nazionale giovani Fare Ambiente, tenutasi a  Palazzo Marini, la proposta di legge elaborata dal coordinatore regionale della Calabria di FareAmbiente Antonio Iaconetti e presentata in Parlamento dal deputato del PdL Alfonso Papa, membro della commissione giustizia. L'iniziativa – riferisce testualmente unanota di Fare Ambiente - si è svolta con la partecipazione dei ministri Giorgia Meloni e Daniela Santanchè.  “Che l’ambientalismo non sia una prerogativa del centrosinistra, visto che l’ambiente è il tema più importante nella vita quotidiana degli italiani – ha affermato Daniela Santanchè – la scelta nucleare è fondamentale per l’Italia, perché abbiamo l’energia più cara d’Europa. Il petrolio fa male alla salute nostra e del nostro portafogli. Chernobyl non deve spaventare, è solo una disgrazia del comunismo”. “Sono felice che i giovani si avvicinano alle tematiche ambientali e mi piacerebbe, che all’esperienza del progetto ‘campogiovani’ promosso dal ministero partecipassero anche i giovani di FareAmbiente”, ha dichiarato invece Giorgia Meloni intervenuta alla manifestazione. Vincenzo Pepe, presidente di FareAmbiente, ha invece sostenuto che “FareAmbiente, si sta radicando sempre di più sul territorio e la proposta di legge presentata da uno dei nostri dirigenti è la dimostrazione che l’associazione promuove la politica del ‘fare’ e non si limita a fare terrorismo psicologico predicando catastrofismi imminenti”.   In pomeriggio si è discusso sul Ddl 3487 presentato alla Camera il 19 maggio dallo stesso Papa, su proposta dell'avvocato Antonio Iaconetti, coordinatore Regione Calabria di FareAmbiente. Il tema riguarda la modifica dell’articolo 51 del codice di procedura penale in materia di competenza dell’esercizio delle funzioni di pubblico ministero nelle indagini e nei procedimenti per i reati in materia ambientale. La frammentazione delle indagini –riferisce testualmente il comunicato stampa -  dilata infatti i tempi e rischia di pregiudicare l'accertamento della verità e delle responsabilità. Questa proposta di legge invece ne affida la gestione alla Direzione Distrettuale Antimafia che già si occupa, oltre che dei reati specificatamente connessi alle grandi organizzazioni criminali, anche di narcotraffico, tratta di esseri umani, riciclaggio, appalti pubblici, misure di prevenzione patrimoniali. L'obiettivo è quello di ampliare i poteri della DDA che potrà occuparsi così anche dei reati ambientali

di Redazione | 03/07/2010

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