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Rossano (Cosenza) - Il coordinamento No Triv preoccupato per l’attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi nel mare Jonio


di PIER EMILIO ACRI - Sto seguendo con attenzione l’azione del “Coordinamento No triv Rossano” attraverso un lavoro volto ad informarci su quanto multinazionali del petrolio  - 10 per lo Ionio e 17 per tutta la Calabria - stanno cercando di porre in essere: un’attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi nel mare “da cui vergine nacque Venere”, cioè nel Mare Jonio, la cui vocazione è prettamente culturale e turistica, non disdegnando quella della pesca intelligente e pulita, che contraddistingue i nostri pescatori. Il “Cordinamento NO TRIV Rossano” è impegnato, anche attraverso la distribuzione di un volantino illustrativo, e con azioni similari, a coinvolgere le amministrazioni comunali interessate (Alto Ionio cosentino e non solo) ad emettere ordinanze dirette ad impedire questo tipo di attività di ricerca e di estrazione, partendo proprio dal Comune di Rossano, con il Meetup “Rossano in movimento” (del 22 u.s.). E, in un anno di massiccia attività di sensibilizzazione e di informazione sul problema trivelle, diverse sono state le prese di posizione da parte dei sindaci dell’Alto Ionio attraverso azioni attente. “ Recentissimi - ci fanno sapere i componenti del Coordinamento NO TRIV Rossano - gli interventi sul problema da parte dell’amministrazione coriglianese; recente l’intervento del sindaco Antoniotti e del Presidente del Consiglio comunale Scarcello”. Infatti, essi così ci mettono nelle condizioni di sapere, citando proprio l’avv. Vincenzo Scarcello, presidente del Consiglio Comunale di Rossano (comunicato dell’8 luglio u.s.) che: “C’e’ la necessità di fare quadrato ed ergere un fronte comune contro questo progetto che non tiene conto delle vocazioni della vasta area che si affaccia sulle rive del Golfo di Taranto: da Santa Maria di Leuca a Ciro’ Marina, passando proprio per la Sibaritide.” Il Coordinamento NO TRIV propone che ogni Sindaco emetta un’ordinanza “per impedire ogni attivita’ di ricerca e di estrazione” come ’ “strumento” diretto a  “passare dalle parole ai fatti” in quanto tutti i sindaci “sono responsabili e garanti della salute e della sicurezza dei loro concittadini”  e che “la legge assegna al sindaco, massima autorita’ in fatto di salute pubblica”. Il coordinamento NO TRIV rossanese ci informa, altresì, che “la multinazionale ha ottenuto il permesso in mare (siamo davanti gli scavi di Sibari) ma attraverso una particolare tecnica via mare trivellerà la terra sottostante gli scavi (arginando cosi i vincoli posti a tutela degli scavi). Come bloccare ciò? E la risposta è data in via prioritaria dal coinvolgimento dei sindaci:” che appellandosi al principio di precauzione possono emettere un'ordinanza per vietare ogni attivita' di ricerca e di estrazione in quanto potenzialmente pericolosi per la salute e per l'ambiente”. La speranza è che il nostro territorio, mare compreso, già violentato, com’è ben risaputo attraverso la perdita del Tribunale (dopo oltre 150 anni di attività), la scomparsa o il ridimensionamento di importanti e attivi presidi ospedalieri, ecc., possa risorgere attraverso un’azione comune, una sorta di comunione o simbiosi tra istituzioni e cittadini.

di Redazione | 24/07/2014

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