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Pescara (Pescara) - Convegno sulle pari opportunità, il pensiero del Sindaco


“Compito delle istituzioni è quello di aprire una riflessione seria sul ruolo delle donne in politica, all’interno delle amministrazioni, nei luoghi apicali delle aziende, per individuare gli strumenti utili per consentire loro di conciliare famiglia, carriera e figli. Molte barriere del pregiudizio fortunatamente sono cadute, ma molte sono anche le donne che per reticenza, a volte per timore, decidono di non impegnarsi, commettendo un errore perché oggi le donne hanno conquistato, con le proprie forze, un’enorme credibilità”. Lo ha detto – riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa comunale - il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia che l’altro ieri ha aperto i lavori del convegno organizzato dalla Presidente della Commissione consiliare Pari Opportunità Daniela Arcieri Mastromattei su ‘Pari Opportunità, Pubblica amministrazione e Sviluppo Umano’. Presente anche il Prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono. “Il primo ostacolo da rimuovere è quello della mancato impegno – ha sottolineato il sindaco Albore Mascia -: sono stato candidato sindaco per due volte, nel 2009 potevo contare sull’appoggio di dieci liste, dunque su 400 candidati, tra cui si contavano pochissime donne. E, una volta eletto, mentre procedevo all’individuazione delle donne e degli uomini che avrebbero fatto parte della mia giunta, alle prese con la questione delle ‘quote rosa’ abbiamo verificato l’esiguo numero di rappresentanti femminili disposte a mettersi in gioco, forse perché le donne non votano le donne. Oggi posso contare su donne di fiducia, tre ottimi assessori che, pur tra mille sacrifici, hanno saputo conciliare impegno istituzionale, carriera, famiglia e parlo di Elena Seller, Isabella Del Trecco e Carla Panzino, e posso contare anche su ottimi esempi che siedono sugli scranni, come Daniela Arcieri Mastromattei, medico oltre che amministratore, Federica Chiavaroli, imprenditrice. Ma comunque resta la considerazione, amara dopo tanti anni, che il numero delle donne impegnate in politica, o nella vita amministrativa è ancora esiguo: appena sei le donne che nel 2010 rivestono la carica di sindaco nel 2010 tra tutti i capoluoghi, due in meno del 2008. Vanno ora individuate le cause di tale carenza: forse nelle difficoltà maggiori che una donna incontra nel voler fare carriera, nel tentativo di conciliare famiglia e lavoro, famiglia e figli. Dovere delle Istituzioni e della Commissione Pari Opportunità è allora quello di individuare temi concreti, specifici, sui quali iniziare una battaglia culturale”. “Ci sono paesi del nord, come la Finlandia – ha ricordato il Presidente del Consiglio comunale Licio Di Biase – in cui anni fa c’era un Primo Ministro e 20 ministri donne, un segno di evoluzione dal quale siamo ancora ben lontani, perché quello che manca ancora in Italia è l’uguaglianza delle condizioni. E’ allora evidente che occorre puntare su una battaglia di sensibilizzazione per far crescere il nostro paese, battaglia di cui le donne stesse devono essere protagoniste, così come le donne saranno le artefici del cambiamento in Oriente nella rivoluzione che interesserà l’Islam”. L’assessore regionale alle Risorse Umane Federica Carpineta ha invece puntato l’attenzione sulla necessità “di stimolare le istituzioni, gli enti e le aziende, affinchè vengano messe in pratica tutte le misure disponibili per consentire alle donne che hanno famiglia di continuare anche la carriera, utilizzando, ad esempio il telelavoro, come già stiamo facendo in Regione”. “Gli ultimi dati statistici – ha affermato la Presidente Arcieri Mastromattei entrando nel vivo del convegno - ci dicono che negli ultimi anni è cresciuta la percentuale delle donne impiegate nella pubblica amministrazione, arrivando al 55 per cento, ma il dato scende al 15 per cento se guardiamo ai settori apicali. In alcuni campi, come la scuola, la presenza delle donne è arrivata al 76 per cento, ma nei luoghi di potere continuiamo a registrare una prevalenza maschile. In realtà l’obiettivo delle donne non è quello di sovvertire tale situazione, ma piuttosto di riaprire insieme il gioco della vita, c’è un desiderio di crescita congiunta, valorizzando le risorse umane tipiche della donna che continua a subire una discriminazione sotterranea pur avendo dimostrato in ogni campo la propria meticolosità, l’attenzione tipica del genere femminile nel proprio lavoro. Lo vediamo nel dibattito sulle quota rosa, che qualcuno vuole abolire parlando di ‘ghettizzazione’: in realtà è l’ennesimo tentativo di sottrarre lo spazio conquistato dalla donna nella politica, specie nei comuni del sud. Compito delle Istituzioni è dunque quello di continuare a lavorare per fornire alle donne gli strumenti utili per continuare la propria carriera anche dopo aver avuto un figlio, creando corsi di formazione per permettere loro di inserirsi professionalmente anche nei settori che oggi sono a esclusivo appannaggio degli uomini”. Il Convegno ha visto gli interventi di Fausta Guarriello, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università ‘D’Annunzio’ su ‘Pari Opportunità e Pubblica amministrazione tra diritto comunitario e diritto nazionale’; Erika Gabrielli, avvocato di Bruxelles, su ‘La sfida delle Pari opportunità: esperienze europee a confronto’; Pierluigi Vasile, avvocato, ‘L’età pensionabile della donna e il raccordo con gli obblighi di assistenza familiare’; Pina Basti, Direttore generale di Nexus, con ‘Idee e iniziative di successo che hanno fatto della diversità di genere un catalizzatore di cambiamento culturale’; Brunella Capisciotti, psicologa dell’associazione Ananke, su ‘Una esperienza locale per l’empowerment femminile’; Raffaele Credidio della Hr Operations, su ‘La presenza e la qualità del lavoro femminile nelle aziende private. L’esperienza Micron Technology’. Il convegno è stato moderato dal giornalista Luciano Troiano.

di Redazione | 28/06/2010

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