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Bolzano (Bolzano) - L' Oggetto del Mese: al Museo civico Il volto della Passione, il grande crocifisso tardogotico


La Crocifissione rappresenta il simbolo per antonomasia della religione cristiana: essa occupa un posto centrale nella produzione dell'arte sacra. La grande devozione che, attraverso i secoli, i crocifissi hanno riscosso da ogni parte, ha permesso che gran parte di essi non venisse distrutta. Il Museo civico di Bolzano possiede da circa un secolo un crocifisso in legno a grandezza naturale, alto 1,64 metri, che recentemente è stato catalogato e, grazie anche al contributo della Ripartizione Beni culturali della Provincia autonoma di Bolzano, è stato restaurato da Karl Volgger. Una volta staccato il corpo dalla croce si è notato che la scultura in sé è estremamente pesante e intagliata non in legno di aghifoglia, come si pensava, ma in un altro legno molto più compatto, probabilmente proveniente da albero da frutta. Questa insolita raffigurazione del Cristo un tempo era esposta nella grande volta del presbiterio di una chiesa gotica. Ulrich Söding l'ha inserita nel suo catalogo sui più significativi crocifissi del Tirolo in quanto la scultura incorpora "non solo la fine del Tardo gotico, ma anche l'immininte evoluzione nel Rinascimento" ed è annoverabile nella cosiddetta "Scuola Danubiana", a cui contribuì Hans Leinberger a Landshut, in Baviera. Non è noto come e in quali circostanze,, questo crocifisso, intaqgliato intorno al 1530, lasciò la Baviera per oltrepassare i confini del Brennero, così come non si conosce nemmeno la provenienza precisa e neppure perché arrivò proprio al Museo civico della città di Bolzano. Oggetto del Mese: Si tratta di oggetti particolari che normalmente non sono esposti al pubblico e che vengono scelti sia per la loro importanza, sia perché in grado di suscitare curiosità nei visitatori  Da febbraio 2012, ogni mese, nel foyer del Museo Civico, negli spazi del Museo della Scuola o nell'Infopoint dell'Archivio Storico (via Portici 30) è presentato un oggetto accompagnato da una scheda informativa, che il visitatore può portare con sé e conservare. L'idea dell'oggetto del mese non ha una scadenza: gli oggetti e i documenti sono talmente tanti e interessanti che alla fine il visitatore potrà costruirsi uno schedario personale, oltre ad avere conosciuto tramite essi una parte della storia della città.

di Redazione | 09/04/2014

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