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Longobucco (Cosenza) - Cogeneratore biomasse, nuova interrogazione M5S al Senato


di FRANCESCO MADEO - “Richiesta ai Ministri competenti di procedere alla sospensione di qualsiasi lavoro intrapreso circa la costruzione del cogeneratore a Biomasse a Longobucco, ed invito agli enti preposti a voler procedere ad altra approvazione del progetto esecutivo dell’opera così come successivamente modificato”. Dopo l’interrogazione parlamentare della deputata del Movimento Cinque Stelle Dalila Nesci, la vicenda della costruzione dell’impianto Cogeneratore a Biomasse nel Comune di Longobucco nei pressi del quartiere Santa Croce, approda anche al Senato con una nuova interrogazione ai Ministri competenti, presentata dal senatore Nicola Morra, sempre del M5S unitamente ai colleghi Paglini, Aurore, Fucksia, Serra, Vacciano, Bertorotta, Cappelletti, Taverna, Puglia e Moronese. Nell’interrogazione, inoltre si chiede di sapere “quali iniziative intendano assumere affinché venga avviata una nuova istruttoria tecnica per il rilascio delle autorizzazioni previste dalla legge, essendo stato il progetto originario, relativamente all’ubicazione del cogeneratore, strutturalmente e notevolmente modificato”. I senatori, dopo un corposo excursus sulla vicenda della progettazione e gara di appalto che non hanno ancora portato alla realizzazione dell’impianto, ricordano che “l’area Santa Croce è stata interessata da gravi movimenti franosi recentemente riattivatisi, da cedimenti strutturali, avvallamenti e rottura della sede stradale  su diversi punti della statale 177 che attraversa l’area a monte del sito prescelto” e che “la stessa area, inoltre, è classificata nello stesso progetto a volte come area agricola, altre come “AreaV” (Verde valore ambientale) ed altre ancora come zona in disuso ed isolata dal centro abitato, mentre in realtà insistono nelle immediate adiacenze un campetto sportivo, numerose abitazioni civili ed a poco distanza è posizionato l’edificio scolastico che ospita le sezioni della scuola d’infanzia e della scuola primaria, ed infine richiamato “le proteste di associazioni, gruppi politici e cittadini del rione interessato contro la costruzione dell’impianto stesso”.

di Francesco Madeo | 19/03/2014

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