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Roma (Roma) - Renzi ottiene la fiducia al Senato


Dopo l'esposizione programmatica del Presidente del Consiglio, Matteo  Renzi (foto), e il conseguente dibattito, l'Assemblea del Senato ha accordato la fiducia al nuovo Governo approvando la mozione di maggioranza con 169 voti favorevoli e 139 contrari. Nel chiedere la fiducia il Presidente neoincaricato ha affermato in premessa che l'Italia ha bisogno di scelte radicali, di una visione audace, unitaria e innovativa, di una politica concreta che usi un linguaggio franco e semplice. Parlando di legislatura della svolta e sottolineando il carattere politico del suo Governo, che ha come orizzonte il 2018 e si darà delle scadenze, il Presidente Renzi ha fatto appello alla migliore tradizione europeista e ha richiamato la necessità di varare, prima del semestre europeo, riforme in tema di fisco, lavoro, pubblica amministrazione, giustizia. Ha sottolineato la priorità della scuola e dell'edilizia scolastica e ha enunciato tre impegni immediati per il rilancio dell'economia: lo sblocco dei pagamenti dovuti dalle amministrazioni pubbliche alle imprese, l'accesso al credito delle piccole e medie imprese, la riduzione del cuneo fiscale attraverso misure non legate esclusivamente alla revisione della spesa. Altri interventi riguarderanno il piano per il lavoro (che sarà presentato a marzo), la prevenzione del dissesto idrogeologico, la mobilità dei dirigenti pubblici, la dichiarazione dei redditi precompilata, un pacchetto organico di revisione della giustizia civile. Sul versante delle riforme istituzionali e costituzionali il Premier ha raggiunto un accordo che va oltre la maggioranza e che riguarda tre punti: la legge elettorale (il cosiddetto Italicum), il superamento del bicameralismo perfetto attraverso la trasformazione della Camera alta in un'Assemblea delle autonomie di secondo grado (con un ddl che sarà esaminato a marzo dal Senato), la revisione del titolo V ovvero delle ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni (con un ddl che sarà esaminato alla Camera). Il Governo, inoltre, ha pronto un ddl per abolire le province prima delle elezioni di maggio. In tema di diritti (ius soli e unioni civili) il nuovo Esecutivo seguirà il metodo dell'ascolto reciproco e del compromesso; in tema di cultura ritiene essenziale l'apertura agli investimenti privati.

di Redazione | 25/02/2014

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