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Rapallo (Genova) - Progetto di ricerca ArpaCal al congresso nazionale della Societa’ italiana di biologia marina


Nei giorni scorsi si è svolto a Rapallo (GE) il 41° Congresso Nazionale della S.I.B.M. (Società Italiana di Biologia Marina) cui hanno partecipato anche i biologi marini inglesi della M.B.A. (Marine Biological Association U.K.). In tale importante contesto scientifico, l’ARPACAL (Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria) ha avuto modo di portare il proprio contributo nell’ambito della sessione congressuale “Gestione e Valorizzazione della Fascia Costiera”, con la presentazione del Poster “Valutazione tossicologica mediante batteri bioluminescenti delle foci della costa crotonese: risultati preliminari”. La pubblicazione scientifica – riferisce testualmente una nota dell’ArpaCal -  è stata realizzata dal Dipartimento Provinciale ARPACAL di Crotone – Servizio Laboratoristico Biotossicologico – nelle persone di Leonardo Petrone, Francesca Stefanizzi, Vittoria Alessio Cavarretta, Paola Fortese ed Emilio Cellini. L’indagine, di durata annuale ed articolata in quattro campagne stagionali, si inquadra nell’ambito delle attività di controllo e monitoraggio condotte dall’ARPACAL in applicazione dei dettami previsti dal D.Lgs. 152/06 “Testo unico ambientale”. Lo scopo del lavoro è stato quello di presentare i risultati preliminari relativi alla campagna invernale (dicembre 2009/febbraio 2010) di uno studio di valutazione dello stato tossicologico delle foci degli 8 corpi idrici superficiali presenti lungo la fascia costiera della Provincia di Crotone, mediante saggio biologico con Vibrio fischeri condotto su sedimenti marini ed acque. Nel dettaglio, lungo la fascia costiera della Provincia di Crotone sono state individuate, per ciascuna foce, tre stazioni di campionamento: acqua centro foce (ACF), sedimento superficiale argine destro (SDX) e sedimento superficiale argine sinistro (SSX) per un totale di 72 campioni. I sedimenti sono stati prelevati mediante l’uso di box corer mentre per i campioni d’acqua si è fatto ricorso alla bottiglia di Niskin. Per la determinazione della tossicità acuta con batteri bioluminescenti sono stati utilizzati i test Microtox® Solid-Phase-Test per il sedimento centrifugato e Basic Test per elutriato e acqua (Azur Environmental, 1994). I risultati del saggio SPT sono stati espressi in TU (Toxicity Units), quale reciproco aritmetico della EC50, al fine di consentire una correlazione diretta tra tossicità e concentrazione del campione. I risultati dei saggi condotti sulle matrici acquose sono stati espressi come % di riduzione della bioluminescenza. Per l’elaborazione dei risultati del presente lavoro si è fatto riferimento ai livelli di tossicità proposti nella Appendice 2 – Valutazione della tossicità naturale nel saggio Microtox® in fase solida: la normalizzazione pelitica – Metodologie analitiche di riferimento – ICRAM (2001). “I risultati ottenuti per la fase solida – commenta il Dr. Emilio Cellini, dirigente del laboratorio biotossicologico del Dipartimento Arpacal di Crotone - mostrano l’esistenza di un gradiente di tossicità dei sedimenti lungo l’asse Nord- Sud della costa, con un deciso incremento a partire dall’area urbana di Crotone. A differenza della matrice acquosa che ha presentato valori di tossicità assente o lieve, le prove effettuate sulla fase solida – continua testualmente la nota dell’ArpaCal - mostrano una situazione generale di tossicità, interessando la totalità dei campioni analizzati. Ciò descriverebbe un’area potenzialmente esposta a miscele di contaminanti biodisponibili e mobili verso la colonna d’acqua. E’ ragionevole presupporre che i contaminanti, presenti nei sedimenti restino legati al sedimento per la loro natura chimica, idrofobicità, adsorbimento e grado di complessazione con la sostanza organica”. Di sicuro interesse e possibile riscontro saranno gli esiti delle indagini ecotossicologiche, già programmate per le successive campagne stagionali, nel corso delle quali saranno – conclude il comunicato stampa - determinati i contaminanti chimici, quali metalli pesanti, IPA, PCB, composti organo clorurati e pesticidi. “Tale contributo scientifico - ha commentato il Direttore Scientifico ARPACAL Francesco Nicolace - testimonia le capacità tecniche ed analitiche dell’Agenzia nel settore della ricerca applicata con conseguenti riscontri nelle attività di controllo, tutela e valorizzazione dell’ambiente marino-costiero della Calabria”. Condivisione ed apprezzamento è stato espresso anche dal Direttore Generale Prof. Vincenzo Mollace, che ha avuto modo, unitamente al direttore del Dipartimento di Crotone, Dr.ssa Teresa Oranges, di esporre il progetto all’assessore regionale alle Politiche dell’Ambiente, On.le Francesco Pugliano, sottolineando l’accreditamento che l’Agenzia ha conquistato in ambito scientifico nazionale.

di Redazione | 21/06/2010

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