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Macerata (Macerata) - La Cina premia l'Istituto Confucio di Unimc


Circa 500 università presenti, di cui 100 americane, e tremila partecipanti per quella che rappresenta la più grande riunione di atenei al mondo: l'ottava Conferenza internazionale degli Istituti Confucio, che si è chiusa a Pechino la settimana scorsa, ha segnato la straordinaria affermazione dell'Università di Macerata. L'Ateneo era rappresentato dal rettore Luigi Lacchè, presidente dell'Istituto stesso, dai direttori del Confucio Giorgio Trentin e Yan Chunyou e dal componente del consiglio direttivo Tommaso Pellin. L'Istituto Confucio maceratese, nato appena due anni fa, è rientrato nella ristretta cerchia dei premiati ed è stato l'unico a ricevere una onorificenza sugli undici Istituti italiani, insieme a quello di Milano, giunto al suo quinto anno di attività.  Appena una quindicina di personalità sono state insignite del premio per l'eccellente prestazione individuale, "Confucius Institute Individual Perfomance Excellence Award", direttamente dalla vice premier della Repubblica Popolare Cinese Liu Yandong e, tra queste, il rettore Luigi Lacchè. "Sotto la sua gestione – recita la motivazione – gli studenti iscritti sono aumentati del 50%, le classi e i centri d'insegnamento sono raddoppiati e gli studenti vincitori di borse di studio triplicati". Il rettore è intervenuto anche al forum dei presidenti dei Confucio incentrato sul rapporto tra gli Istituti e gli atenei. "Questo riconoscimento – commenta Lacchè – rappresenta per noi l'esordio in serie A dopo appena due anni di attività. La qualità del nostro lavoro è stata talmente apprezzata, che l'Hanban ha deciso di investire ancora di più sul nostro Istituto". "Il nostro Confucio – sottolinea il direttore Giorgio Trentin -, pur rimanendo un'entità dell'Università, si muove in modo indipendente, con servizi autonomi e una sede prestigiosa con aule, laboratori e uffici ospitati nella settecentesca Villa Cola". Tanti i fronti di manovra dell'Istituto maceratese, a partire dall'exploit delle scuole del territorio, che non conosce paragoni a livello nazionale: ben 13 licei di Marche e Abruzzo hanno attivato corsi di cinese e altri quattro, anche dell'Umbria, hanno presentato richiesta, per oltre 500 studenti coinvolti; avviate collaborazioni anche con l'Accademia di Belle Arti di Macerata e il Conservatorio di Pesaro; il numero di borse di studio finanziate dalla Cina è il più alto in Italia – quindici tra semestrali e annuali e ben cinque da due anni; è in fase di costituzione un centro di ricerca culturale e scientifica intitolato a padre Matteo Ricci, punto di incontro tra il pensiero orientale e occidentale; verrà istituito un dottorato congiunto con l'ateneo partner, la Normal University di Pechino; è in via di definizione un accordo editoriale per la produzione in formato e-book di dispense e lavori antologici. L'Istituto di Macerata, infine, è l'unico insieme all'Australia a sperimentare corsi di formazione a distanza, che permettono agli studenti di assistere in diretta e di intervenire alle lezioni tramite videoconferenza.

di Redazione | 13/12/2013

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