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Udine (Udine) - Patto Comune-sindacati contro la violenza sulle donne


Il Comune di Udine e le organizzazioni sindacali uniscono le forze per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne. Dopo il servizio di reperibilità 24 ore su 24 attivato a settembre insieme con le forze dell’ordine, l’amministrazione comunale prosegue il suo programma di iniziative di contrasto alla violenza sulle donne con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa formalizzato ieri, 22 novembre, nei locali della Casa della Contadinanza insieme con le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. L’intesa si propone in particolare di creare e attuare sinergie stabili tra i diversi enti per arrivare alla costituzione di un sistema unitario di servizi rivolti alle donne e ai bambini che hanno subito violenza, ma anche realizzare interventi di prevenzione e informazione per promuovere la cultura di genere e il rispetto delle relazioni tra uomo e donna, anche con il coinvolgimento delle scuole. Le sigle sindacali, inoltre, si impegnano a individuare, attraverso la contrattazione di secondo livello, strumenti idonei ad affrontare il tema della violenza e del benessere organizzativo sui posti di lavoro, e a promuovere quote di inserimenti lavorativi mirati a favore di donne che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza, finalizzati al raggiungimento dell’emancipazione economica.   “Il Comune è vicino al mondo del disagio e cerca di operare in chiave preventiva sia attraverso le segnalazioni e gli interventi precoci sia coinvolgendo gli altri enti e soggetti portatori di interesse – sottolinea il sindaco Honsell –. Per contrastare questi fenomeni la prevenzione è fondamentale anche con iniziative che incidano sul tessuto culturale ed educativo e indirizzate in particolar modo ai giovani”. Insieme con il sindaco Furio Honsell. l’assessore alle Pari opportunità, Cinzia Del Torre, e l’assessore alla Salute ed Equità sociale, Simona Liguori, sono intervenute alla firma dell’accordo Michela Martin per la Cgil, Renata Della Ricca per la Cisl e Patrizia Zambon per la Uil. “Ringrazio le organizzazioni sindacali per la disponibilità a collaborare con il Comune di Udine sul tema della violenza sulle donne – sottolinea Del Torre –. I sindacati sono importanti sentinelle sul territorio e in particolare nei luoghi di lavoro e proprio per questo possono offrire un importante contributo al miglioramento del servizio di supporto alle donne maltrattate, le quali spesso si trovano ad avere anche problemi economici e di lavoro a cui non sempre il Comune riesce a dare piena risposta. Un passo alla volta, anche grazie a iniziative come questa, “Zero Tolerance” sta diventando un servizio completo, efficiente ed efficace a disposizione delle donne”. I primi dati del 2013. Nei primi nove mesi del 2013 (gennaio-settembre) il numero verde del servizio ha ricevuto 181 contatti telefonici da parte di donne che volevano informazioni, consulenze, sostegno per percorsi di uscita da situazioni di violenza o da parte di operatori che segnalavano al servizio dei casi. Le donne che si sono rivolte poi allo sportello del servizio Zero Tolerance per avviare un percorso di uscita dalle situazioni di violenza sono state 94 – con un incremento del 32% rispetto al 2012 – in prevalenza italiane (55,3%), mentre per quanto riguarda le donne straniere la provenienza è principalmente quella dell’Europa orientale (40,5%). Si tratta, in genere, di donne di età compresa nella fascia 40/49 anni (47,9%), in possesso del diploma di scuola media superiore (38,3%) e con un’occupazione (61,7%), ma non autosufficienti dal punto di vista economico (63,8%). Le donne che si sono rivolte allo sportello per la maggior parte sono coniugate (54,3%) e hanno dei figli (74,5%) nella maggior parte dei casi minorenni (75,2%). La richiesta formulata al primo accesso al servizio è stata principalmente di informazioni, ascolto e consulenza psicologica.                         L’autore della violenza in genere è il marito (50,0%), di nazionalità italiana (63,8%), con un’età compresa nella fascia di età 40/49 anni (40,4%), prevalentemente in possesso del diploma di scuola media superiore (35,1%), con lavoro stabile (61,7%) che lo rende autosufficiente dal punto di vista economico (73,4%). Nella maggioranza dei casi non sono certificate patologie psicofisiche rilevanti tipo alcolismo (solo il 19,0%), tossicodipendenza (solo il 6,4%), o disturbi mentali (solo il 4,3%).             I tipi di violenza riferiti dalle donne sono in prevalenza di tipo fisico, psicologico ed economico combinati assieme, anche sono in aumento le segnalazioni casi di stalking (9,6%). Principalmente le donne che si sono rivolte al servizio non hanno denunciato le violenze subite (66,0%).   Interessante notare che nel 62,8% dei casi l’uomo maltrattante ha subito durante la propria infanzia qualche forma di violenza (sia assistita sia diretta). Un dato tra l’altro in aumento: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno nel 2013 c’è stato un incremento dell’89% tra gli autori delle violenze di chi, nell'infanzia all'interno della famiglia di origine, ha subito a sua volta maltrattamenti (intesi come violenza diretta o assistita). “È un dato molto significativo – sottolinea l’assessore Liguori – perché indica come, insieme con i servizi di assistenza e sostegno alle donne, sia importante intervenire anche sugli uomini, in particolare sui giovani”.   Il progetto Zero Tolerance. Il progetto “Zero Tolerance – contro la violenza sulle donne” è stato avviato dal Comune di Udine nel 1998 per garantire azioni di prevenzione, mediazione e cura in riferimento al fenomeno della violenza, del maltrattamento e dello stalking contro le donne. È un luogo in cui le donne che hanno subito violenza trovano uno spazio di ascolto, di condivisione e di sostegno delle loro scelte, durante il percorso di uscita dall’isolamento, nel rispetto della segretezza e dell’anonimato. Dal 1999 a dicembre 2012 complessivamente si sono rivolte allo sportello informativo e di accoglienza 1.651 donne e 901 di queste hanno intrapreso un percorso di uscita dalla situazione violenta. L’affluenza media di donne vittime di violenza di genere consolidata negli ultimi cinque  anni è di circa 90 nuovi accessi  all’anno. Le donne che si rivolgono al servizio sono principalmente residenti a Udine e di età compresa fra i 30 e i 50 anni, di scolarità media–superiore, principalmente coniugate e con almeno un figlio. Lavorano, ma con professioni o di basso profilo o a elevata precarietà e quindi spesso non sono economicamente autonome. Le violenze che subiscono, all’interno delle mura domestiche, sono sia di carattere fisico che psicologico, sessuale ed economico. Frequentemente l’autore di tali maltrattamenti è il coniuge o il convivente e anche il padre, il figlio o il fratello, in relazioni stabili che durano in media da più di 15 anni.  Contattano il servizio su invio del consultorio familiare e del servizio sociale oppure tramite il numero nazionale 1522 o ancora per iniziativa personale, dopo averne conosciuta l’esistenza da altre donne. Da novembre 2001 a dicembre 2012 sono state accolte nelle case comunali a protezione sociale dedicate al progetto “Zero Tolerance” 49 donne e 64 bambini, in pericolo a causa della violenza subita nell’ambito delle relazioni di intimità.   Dal 1° settembre il Comune, in collaborazione con questura e carabinieri, ha attivato un nuovo servizio di reperibilità delle operatrici con l’obiettivo di garantire una pronta accoglienza residenziale d’emergenza, a tutela delle donne sole e/o con figli minori che si rivolgono alle forze dell’ordine negli orari di chiusura del servizio Zero Tolerance. Un’iniziativa che permetterà di offrire un’adeguata collocazione alla donna vittima di violenza al di fuori del proprio contesto, quando la situazione lo richieda e la donna dia il proprio consenso. Il servizio di reperibilità è operativo dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 8 del giorno successivo, ed è attivo 24 ore su 24 il sabato, la domenica e per le festività, garantendo consulenza telefonica alle forze dell’ordine e attivandosi per assicurare accompagnamento e accoglienza alla donna sola e ai figli minori negli alloggi comunali a protezione sociale a disposizione sul territorio del comune.  

di Redazione | 23/11/2013

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