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Longobucco (Cosenza) - Venerazione al Santo Patrono San Domenico unisce Longobucco e Argentina


di FRANCESCO MADEO - Le comunità di Longobucco e di Buenos Aires in Argentina, sono sempre più accomunate dalla venerazione al loro santo Patrono San Domenico. Nella parrocchia di Lanus, nella “Terra del fuoco”, vive una numerosissima comunità di emigrati longobucchesi, giunti ormai alla terza e quarta generazione. Figli di emigrati che si sono ormai integrati e diventati a tutti gli effetti figli del popolo argentino. Questa comunità non ha perso le proprie origini, soprattutto le tradizioni che Longobucco ha sempre espresso e tramandato. Lo si deve soprattutto all’impegno e al servizio che porta avanti don Pedro Guarasci, anche lui figlio di un emigrati Longobucchesi,, da tempo responsabile della parrocchia, che con un lavoro faticoso di ricerca, è riuscito a mettere in insieme e riunire tante famiglie di emigrati che li vivono. In Argentina, la festa di San Domenico viene ricordata il 4 ottobre, data nella quale Longobucco dedica al proprio protettore una processione penitenziale, per ringraziarlo della protezione ottenuta in occasione del gravissimo terremoto del 1865 che devastò l’intera Calabria, in quella occasione la cittadina silana fu preservata da lutti e distruzione. Una storia di legami e tradizioni religiose e sociali tra i fratelli che vivono in Argentina, un’occasione per ritrovarsi e ritrovare antiche origini. Nella parrocchia, don Pedro ripercorre fedelmente tutti i riti e le celebrazioni che si svolgono a Longobucco, la novena con gli antichi canti e la processione con i simboli tra cui “U Maju”, bastone di legno lavorato a mano sul quale vengono addobbati alcuni prodotti tipici della nostra terra. L´orchestra italiana per ballare, i canti dagli anni ‘30 fino ai nostri tempi, la tarantella ballata come si ballava nelle feste tradizionali, l’incanto di prodotti tipici e i fuochi d´artificio. Questo lavoro di ricerca ha portato alla riproposizione anche delle antiche celebrazioni legate alla settimana santa. Ora che, grazie all’associazione culturale “Anima Longobucchese”, sono stati riprodotti in un Cd Rom tutti i canti antichi, unici della tradizione della Via Crucis Longobucchese, con i versi del Metastasio, pubblicati grazie alla programmazione del Gal Sila Greca, si sta già lavorando per arrivare a presentare, le due comunità insieme, quella di Longobucco e di Buenos Aires, il lavoro multimediale prodotto, a Papa Francesco. Un  sogno che, sicuramente si avverrà e che porterà le due comunità a ritrovarsi insieme nel nome del Papa che sta rivoluzionando la Chiesa e il mondo, che farà rinsaldare ancora di più i forti legami che uniscono le due comunità. “La fede qui non ha confini –afferma don Pedro- ed i confini oltre mare non hanno fatto perdere l´identità. Il sorriso della patria lontana e del paese si fa presente con queste devozioni e patrimoni culturali”.

di Francesco Madeo | 04/08/2013

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