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Pavia (Pavia) - Anvur e Censis premiano l’Università di Pavia


Tempo di classifica e valutazioni per le Università italiane e ottimi risultati per l’Università di Pavia, che si conferma saldamente al primo posto tra i grandi Atenei per la classifica CENSIS-laRepubblica e che, secondo il primo rapporto di valutazione della qualità della ricerca, redatto dall’Anvur, si posiziona al 5° posto in Italia (su 95 Università) per la qualità della ricerca, dopo Padova, Milano Bicocca, Verona e Bologna. In attesa che venga pubblicato domani il rapporto completo di CENSIS, le anticipazioni confermano la prima posizione globale e per la didattica (organizzata in 15 aree disciplinari e non più in facoltà) il primo posto dell’area chimico-farmaceutica e il secondo di Medicina e Odontoiatria. Il rapporto ANVUR - Valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010http://www.anvur.org/rapporto/   L’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha stilato il primo rapporto sulla Valutazione della Qualità della Ricerca italiana (VQR) per il perioo 2004-2010.   L’Università di Pavia è stata valutata al quinto posto a livello nazionale(su 95 atenei) ottenendo ottimi risultati anche in alcune aree disciplinari: primo posto (Università di medie dimensioni) per matematica e informatica e secondo posto per scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche. “Un esitodecisamente importante per un ateneo storico e pluridisciplinare come Pavia, che ho sempre definito ResearchUniversity. – commenta con soddisfazione il rettore Angiolino Stella –Questo risultato, che giunge quasi al termine del mio rettorato premia l’impegno, il rigore e il lavoro di tutti, docenti, ricercatori e, insieme al Servizio ricerca il personale tecnico-amministrativo,confermando la vocazione di Pavia ai vertici della ricerca italiana. E’ interessante osservare – continua il rettore Stella – che nelle primissime posizioni ci sono tre Università storiche e pluridisciplinari (Padova, Bologna e Pavia) appartenenti al gruppo di Coimbra, cui si aggiungono due atenei più recenti. Un quadro non statico, quindi, che tiene conto dell’evoluzione recente, oltre che una conferma del valore del patrimonio scientifico come base fondamentale per consolidare la ricerca.”   Il rapporto ANVUR ha valutato anche la qualità del reclutamento dei docenti e dei ricercatori, ambito in cui Pavia risulta al  secondo posto in Italia. “Il dato sul reclutamento e sull’upgrade dei docenti – continua il Rettore Stella – è un indubbio segnale di qualità, indica che i docenti sono selezionati su basi meritocratiche e di sicura qualità: decisamente un buon investimento per il futuro”.   “La valutazione dell’ANVUR – conclude il Rettore dell’Università di Pavia – getta basi sicure per il futuro: avrà infatti ricadute molto positive per la quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario del MIUR nei prossimi anni.Sono molto grato per l’ottimo lavoro svolto da tutti e davvero orgoglioso di lasciare questo solido patrimonio di conoscenze e competenze a chi mi succederà”.   L’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha presentato i risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca italiana (VQR) per il settennio 2004-2010. Si tratta del più grande esercizio di valutazione della ricerca nel suo genere mai realizzato a livello internazionale. La VQR ha confrontato la qualità della ricerca di 133 strutture all’interno delle 14  aree scientifiche definite dal Consiglio Universitario Nazionale: in particolare, sono state valutate 95 università, 12 enti di ricerca vigilati dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (MIUR) e 26 enti “volontari” (9 enti di ricerca e 17 consorzi interuniversitari). Per realizzare la VQR, che è iniziata a novembre 2011 ed è durata appena 20 mesi, l’ANVUR ha arruolato 450 esperti riuniti in 14 Gruppi di esperti della Valutazione (GEV) individuati con un rigoroso processo di selezione, che considerava produttività ed eccellenza scientifica, oltre che esperienza nazionale e internazionale in attività di valutazione. In totale il processo di valutazione ha riguardato 184.878 prodotti di ricerca (tra articoli, monografie e saggi, atti di convegni, brevetti, manufatti, note a sentenza, traduzioni, software, banche dati, mostre e performance e cartografie), che sono stati valutati in base a criteri di rilevanza, originalità e grado d’internazionalizzazione. Per ogni struttura sono stati calcolati sette indicatori di area legati alla qualità dei prodotti di ricerca e dei processi di reclutamento, alla capacità di attrarre risorse esterne e di creare collegamenti internazionali, alla propensione alla formazione per la ricerca e all’utilizzo di fondi propri per finanziare la ricerca e al miglioramento della performance scientifica rispetto all’esercizio di valutazione precedente. Inoltre, sono stati individuati altri otto indicatori legati alla “terza missione”, per valutare il grado di apertura al contesto socio-economico con attività di valorizzazione e trasferimento delle conoscenze sia a vocazione  tecnologica, come l’attività di consulenza conto terzi e i brevetti, che riferibili alle scienze umane, come gli scavi archeologici o la gestione dei poli museali. Questa enorme miniera di dati è confluita nel Rapporto Finale che contiene la valutazione conclusiva delle aree e le graduatorie delle strutture, a cui si aggiungono i 14 Rapporti di Area sulle singole aree scientifiche prese in esame.

di Redazione | 22/07/2013

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