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Crotone (Crotone) - Successo di pubblico e critica per la Banda Borbonica, primo appuntamento crotonese del Magna Graecia Teatro Festival


Successo di pubblico ed applausi a scena aperta per la performance della Banda Borbonica, primo appuntamento crotonese del Magna Graecia Teatro Festival curato dall’assessore alla Cultura del Comune di Crotone Antonella Giungata. Complici uno scenario mozzafiato come il Teatro del Parco Archeologico e una organizzazione che ha perfettamente supportato artisti di grande spessore la serata di esordio del Magna Grecia Teatro Festival versione pitagorica, si è rivelata gradita al pubblico che ha partecipato numeroso allo spettacolo andato in scena domenica sera. Ad aprire le danze “culturali”, che prevedono altri appuntamenti nel mese di agosto, la Banda Borbonica con "Storie in Piazza" ovvero "Cunti e Canti del Regno delle Due Sicilie". Supportati dall’orchestra composta da Paolo del Vecchio (chitarra e mandolino), Roberto Marangio (contrabasso e basso), Luca Urciuolo (fisarmonica), Jennà Romano (chitarra, très, buozuky), Mirko Del Gaudio (tamburi a cornice e percussioni) e Paolo Licastro (ance e flauti) le voci pastose e calde di Patrizio Trampetti, già componente della storica Nuova Compagnia di Canto Popolare e di Alfio Antico, grande virtuoso della tammorra e cantastorie della terra di Sicilia hanno regalato emozioni sul filo del percorso della storia del Regno delle due Sicilie. Apprezzate dal pubblico anche le voci di Salvatore Esposito e Marina Mulopulos. La Banda ha cantato e recitato storie legate all’esperienza borbonica del meridione d’Italia ed al passaggio a quella unitaria ma classificabili comunque senza tempo come, ad esempio, quella del serpente principe che si trasforma in un bel giovane e delle sua serva bellissima che gli è devota. Hanno regalato canzoni d'amore, storie di cuori affannati per la passione ma anche per la volontà di ribellarsi ad un futuro che leggono oscuro. Canzoni di rivolta contro la povertà e contro un Italia unita che non comprendono. Il popolo che raccontano non è quello costretto a gridare “Viva Caribaldo!” ma quello che intona una marcia ironica “a Garibaldi ca prumette a libbertà”. E poi il fascino delle tammorre e della batteria che il pubblico ha accompagnato con il battito delle mani. Ed una perla di saggezza sulla vita: “vivimme bene perché la morte tanto vene”. Soddisfazione per la riuscita della serata è stata espressa dall’assessore alla Cultura Antonella Giungata che sta già lavorando all’organizzazione secondo appuntamento previsto per il 4 agosto, sempre al Teatro del Parco di Capocolonna, con  “Agorafollia” con Attilio Fontana, Ilaria Porceddu, Emiliano Reggente.

di Redazione | 17/07/2013

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