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Sezze (Latina) - Giornata dedicata al ricordo di Peppino Impastato e cerimonia per l’affissione di una targa commemorativa presso la Sala Conferenze della Biblioteca comunale


E’ prevista per mercoledì 07 aprile, alle ore 11 presso l’Auditorium “S.Michele Arcangelo”, la giornata  dedicata al ricordo di Peppino Impastato, giovane attivista politico e giornalista siciliano, ucciso dalla mafia nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978.Seguirà la cerimonia di intitolazione della Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Sezze in memoria di Peppino Impastato, con lo scoprimento di una targa commemorativa. All’evento  - riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa comunale - parteciperanno il Sindaco Andrea Campoli, l’Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili Remo Grenga promotore dell’iniziativa, il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Zeppieri, il Presidente del Consiglio dei Giovani Edoardo Lo Foco, il Dirigente del settore “Servizi Culturali” Piero Formicuccia, Giovanni Impastato fratello di Peppino, le Associazioni “Libera” e “Antonino Caponnetto”, autorità istituzionali, civili e religiose. Saranno presenti anche alcune delegazioni scolastiche del territorio comunale. Peppino Impastato nasce a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa. ncora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia di casa ed avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L'idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi, partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1976 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali; nel 1977 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell'aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Stampa, forze dell'ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima e di suicidio dopo la scoperta di una lettera scritta in realtà molti mesi prima. L'uccisione, avvenuta in piena notte, riuscì a passare la mattina seguente quasi inosservata poiché proprio in quelle ore veniva "restituito" il corpo del presidente della DC Aldo Moro in via Caetani a Roma. Grazie all'attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l'inchiesta giudiziaria. Il 9 maggio del 1979, il Centro siciliano di documentazione (intitolato nel 1980 a Peppino Impastato) organizza  con Democrazia Proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d'Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il paese. Dopo varie vicende giudiziarie, sono stati riconosciuti colpevoli dell’omicidio di Peppino  mpastato Vito Palazzolo e Gaetano Badalamenti.

di Redazione | 31/03/2010

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