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Cosenza (Cosenza) - Confindustria, preoccupazione per acconto Imu sui beni strumentali per le attività aziendali. Il Presidente Mazzuca s rivolge al Governo e ai sindaci


Forte è la preoccupazione del Presidente di Confindustria Cosenza Natale Mazzuca rispetto alla vera e propria stangata in arrivo sull’acconto Imu di giugno relativamente ai beni strumentali alle attività delle aziende. «Si parla tanto di crescita, di mettere in campo misure che possano favorire una maggiore produttività e, più in generale, una maggiore competitività delle imprese – sottolinea Mazzuca - e poi non si interviene per arginare le facilmente prevedibili distorsioni che comporterà l’annunciato maxi aumento degli importi, già elevatissimi, pagati lo scorso anno per l’IMU su capannoni, alberghi, studi professionali, negozi». Da un lato il Decreto Salva Italia prevede per il 2013 un nuovo aumento per i valori fiscali di riferimento di questi immobili, dall’altro i Comuni hanno aumentato o stanno per aumentare le aliquote per la parte del tributo di loro competenza. «Un doppio tributo che rischia di portare al collasso tante imprese, soprattutto quelle più piccole, che hanno maggiori problemi di circolante e che soffrono maggiormente questa fase di ristrettezza creditizia». «La chiusura di tante piccole realtà produttive  non desta, ahinoi, lo stesso clamore di quella di una grande impresa – continua il Presidente di Confindustria Cosenza Mazzuca-, ma la perdita, giorno per giorno, di tante realtà produttive e del lavoro dei loro tanti operai ed impiegati ha riflessi ancora più negativi sull’economia e sugli aspetti sociali connessi, soprattutto a livello locale. Per questo, in attesa che il Governo recepisca la richiesta di tutto il sistema Confindustria di sospendere, come per la prima casa, il versamento della rata di giugno, mi rivolgo ai Sindaci della nostra provincia per chieder loro di voler dimostrare tangibilmente il loro sostegno alle imprese, che con la loro attività incidono in maniera sostanziale sui livelli di reddito ed occupazione nel territorio, rinunciando alla quota “comunale”, in modo da ridurre il peso di questo balzello. Un balzello assurdo, che va a colpire un bene, il capannone, che è funzionale all’attività imprenditoriale e che arriva poco prima del pagamento, già in estate, di altre tasse, come quella sui rifiuti, e dell’aumento dell’Iva». «Questa è una situazione di fronte alla quale non si può più restare inermi – conclude il numero uno degli Industriali cosentini Mazzuca - e che presuppone che le istituzioni e le forze economiche e sociali, nel rispetto dei propri ruoli, si diano da fare per uscire, tutti insieme, da una crisi, di cui ancora non si intravede, all’orizzonte, la fine».

di Redazione | 12/05/2013

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