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Longobucco (Cosenza) - Il Gruppo famiglie inizia il mese mariano con la proposta: "Camminando pregando"


di FRANCESCO MADEO - Camminando, pregando. Su questo slogan più di cento partecipanti hanno aderito alla proposta del gruppo famiglie della comunità interparrocchiale, per aprire il mese di Maggio, dedicato alla Madonna. Dal centro abitato di Longobucco, fino su, al bivio del Macrocioli dove inizia la strada che porta in Sila lungo il bosco della Fossiata, dove ha sede da quasi un secolo l’edicola della Madonnina Immacolata, realizzata dall’allora gruppo della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Una lunga fila si è snodata lungo la strada, nel pieno della vegetazione, recitando il Rosario intervallato da canti mariani. Donne e uomini, giovani e anziani, ragazzi e bambini, hanno partecipato all’iniziativa, favorita da uno splendido clima e dal sole che stazione sulla cittadina silana in questo inizio di maggio. Perfetta l’organizzazione. Ad ogni sosta sono stati proposti brevi passi del Vangelo e meditazioni, che hanno accompagnato i partecipanti nel cammino in salita lungo la strada. Giunti alla meta, guidati dagli animatori del gruppo famiglia e dal parroco don George, si è sostato lungamente accanto alla grotta della Madonnina, dove si è pregato per i bisogni delle famiglie, della comunità, per i sacerdoti. Una nuova iniziativa, realizzata dal gruppo famiglia che continuerà durante tutto il mese di Maggio, nei vari rioni del paese dove la sera di ogni sabato verrà proposta la recita del Santo Rosario animato dai vari gruppi di Azione Cattolica, con l’ausilio di video e immagini. Freme intanto l’attività anche da parte dei gruppi giovani, giovanissimi e ragazzi di Azione Cattolica che stanno svolgendo in questo periodo una serie di iniziative. La scorsa sera, nell’antica Chiesetta dei monaci, i giovani hanno per un’ora partecipato e proposto alla comunità un’ora di adorazione Eucaristica guidata da un video di immagini, canti e preghiere realizzato da loro stessi, in cui si rifletteva sui drammatici temi della loro condizione, la mancanza di lavoro, la droga, la solitudine, la sfiducia, ma anche la voglia di scoprire la bellezza dell’incontro con Cristo. Il gruppo Acr da parte sua,  nella sala teatro di Casa Boccuti ha sviluppato, seguendo il proprio testo di formazione, una rappresentazione teatrale in cui erano i ragazzi erano essi stessi attori e spettatori dell’evento che li ha portati a conoscere Cristo. 

di Francesco Madeo | 07/05/2013

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