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Crotone (Crotone) - Intitolata una sala della biblioteca comunale a Peppino Impastato


“Ai tuoi cento passi sul cammino della legalità la Città di Crotone aggiunge il suo”. <<Questo il senso che il Comune di Crotone ha voluto dare all’intitolazione della sala consultazione della Biblioteca comunale al giornalista vittima della mafia, Peppino Impastato. La cerimonia di intitolazione della sala della biblioteca che sorge all’interno del castello di Carlo V è avvenuta alla presenza di autorità, associazioni, giovani e cittadini, tra cui Giovanni Gabriele, padre del piccolo Dodò. A scoprire la targa, - riferisce testualmente una nota dell’Ufficio comunicazione del Comune di Crotone - sono stati il primo cittadino, Peppino Vallone, ed il prefetto, Vincenzo Panìco, ma numerosi erano i rappresentanti della Giunta comunale presenti all’importante manifestazione, prima fra tutti l’assessore alla Pace e futuro, Rosa Maria Romano che ha organizzato la giornata. L’idea di dedicare di una sala della biblioteca a Peppino Impastato è stata suggerita al Sindaco da un gruppo di cittadini attraverso un social network nello scorso autunno, in seguito alla decisione di un sindaco leghista del Nord di rimuovere dalla Biblioteca comunale la targa che la intitolava al giornalista siciliano. “Non vogliamo entrare in polemica con quanto è accaduto in altre realtà”, ha tenuto a sottolineare il sindaco nel porgere il suo saluto alla folta platea che, dopo la scoperta della targa si è spostata nella sala del Museo civico. “Questo non è un atto di esteriorità, ma un gesto in cui crediamo ed in cui vogliamo che credano soprattutto le giovani generazioni”. Ecco il motivo per cui alla giornata erano presenti tanti ragazzi, in rappresentanza delle scuole cittadine, ed una nutrita rappresentanza degli alunni dell’istituto comprensivo “Peppino Impastato” di Palermo, che hanno portato a Crotone la loro testimonianza sul percorso che le scuole dovrebbero intraprendere nella lotta all’illegalità. Accompagnati dalla dirigente scolastica, Benita Licata, i ragazzi di Palermo hanno raccontato la storia di Peppino Impastato attraverso il linguaggio moderno del fumetto associato a quello tradizionale del canzoniere dialettale, ma anche attraverso i versi una loro poesia e la proiezione di un video ricco di spunti sulla battaglia combattuta da Impastato durante la sua breve vita, da quella portata avanti dalla madre dopo la sua morte. Unanime il plauso delle autorità che hanno porto il loro saluto ai presenti. Il prefetto di Crotone, Vincenzo Panìco, ha condiviso con la platea uno dei suoi ricordi più belli, legati alla figura della madre di Peppino, conosciuta per il tramite del prefetto Luigi Damiano. Damiano, ha raccontato Panìco, era infatti stato al fianco della mamma di Peppino Impastato nella sua lotta per il riconoscimento del figlio come vittima della mafia, in un periodo in cui un’indennità era prevista solo per le vittime del terrorismo. “Le idee di libertà e di diritto che ha difeso Impastato nella sua breve vita, camminano oggi sulle gambe di questi studenti”, ha esordito il coordinatore dell’articolazione territoriale provinciale dell’Ufficio scolastico regionale, Luciano Greco, nel suo intervento. “La mafia teme la scuola più della giustizia”, ha proseguito Greco, insistendo sull’importanza della cultura e dunque della scuola nell’affermazione della legalità. Un laboratorio interregionale per la legalità è infine quanto ha intenzione di portare avanti l’assessore comunale alla Pace e futuro, Rosa Maria Romano, che a margine della manifestazione ha avviato con i dirigenti ed i referenti delle scuole cittadine e la dirigente del “Peppino Impastato” di Palermo un confronto su un protocollo d’intesa per la realizzazione di progetti comuni e di scambi tra le realtà scolastiche crotonesi e quella palermitana.  

di Redazione | 07/06/2010

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