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Crosia (Cosenza) - Stasera la rappresentazione teatrale “Giufà e il mare”


di ANTONIO IAPICHINO - Per stasera, 9 marzo, alle ore 21, è prevista, presso il pala-teatro comunale in piazza Jannelli di Mirto, una manifestazione pianificata dalla Pro loco di Crosia Mirto. Si tratta della rappresentazione teatrale “Giufà e il mare”. Una produzione Centro Rat – Teatro dell’Acquario di Cosenza - di Antonello Antonante con Maurizio Stammati e Dilva Foddai. L’iniziativa rientra nel calendario delle manifestazioni invernali, programmate dalla Pro loco, presieduta da Massimiliano Celestino, finalizzate a creare momenti di socializzazione, di accrescimento culturale della comunità sociale, ma anche di sano e piacevole divertimento. Il lavoro che verrà portato in scena stasera “Giufà e il mare”, nasce come un racconto per i ragazzi ma diverte anche il pubblico adulto. Su una scenografia povera, dove una piattaforma funge da zattera o da mercato a secondo del racconto, con al centro della scena uno schermo su cui si proiettano alcuni dei personaggi fatti da ombre cinesi, pupazzi o burattini, inizia il racconto nel racconto di un cantastorie. Il protagonista, per l’appunto il cantastorie, interpretato magistralmente da Maurizio Stammati, narra la sua giornata di giullare che accompagnandosi con la musica e le composizioni poetiche intrattiene il pubblico nelle piazze delle varie città, spostandosi in continuazione da un posto ad un altro tanto che la sera i suoi piedi protestano. Nel suo tanto peregrinare incontra un cieco con una fisarmonica, (che suona dal vivo musiche di Ambrogio Sparagna) che con la sua “scatoletta di cartone” lo accompagna nel suo vagabondare. “Io nasco ogni volta che racconto una storia” dichiara il cantastorie e così presenta Giufà, l’interprete principale dei suoi racconti, un nome che unisce tutti i protagonisti dei racconti appartenenti all’area Mediterranea.  E su una imbarcazione immaginaria, inizia un viaggio fantasioso che lambisce le coste dei territori che si affacciano sul Mare Nostrum. Così Giufà ora è un Muezzin che sale sulla torre di un minareto per chiamare i fedeli alla preghiera, con il semplice cambio di cappelli diventa un personaggio popolare spagnolo, francese, sardo, siciliano, calabrese o dei paesi balcani, il tutto accompagnato anche da strumenti musicali tipici del luogo, come lo scacciapensieri o il tamburello. Fino a raggiungere Venezia durante il periodo di carnevale e con una maschera si diverte ad impersonare un giocoliere che con destrezza fa roteare palle colorate. Giufà è un personaggio sempre vivo che non morirà mai finché ci sarà gente che vuole ascoltare le sue avventure, ma anche persone capace di narrarle perché la narrazione è un’arte che caratterizza i popoli del Mediterraneo, i quali sono capaci con il semplice racconto di trasportare chi lo ascolta in mondi affascinanti e luoghi lontani.

di Redazione | 09/03/2013

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