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Crosia (Cosenza) - Rifiuti, continuano i disagi. Non mancano le divergenze istituzionali


Le difficoltà per lo smaltimento dei rifiuti continuano a restare al centro della cronaca territoriale. Le varie comunità avvertono questo problema. Non mancano anche atti vandalici. Più volte a Mirto si sono ripetuti incendi di cassonetti, spazzatura buttata lungo le strade, contenitori rovesciati. Insomma, difficoltà serie. Concrete. Vere. Nei giorni scorsi, la cittadina ionica avendo potuto conferire nella discarica di Bucita  fino a venti tonnellate al giorno, aveva iniziato a “respirare” dalla massa di spazzatura che incombe nei vari quartieri. Negli ultimi giorni ci sono state nuovamente difficoltà. Il sindaco di Crosia, Gerardo Aiello (nella foto), insieme ad altri primi cittadini del basso Jonio cosentino e della valle del Trionto, ieri mattina (1° febbraio) si è recato nuovamente presso l’impianto di Bucita in quanto <<è stato costatato>>, ha riferito lo stesso Aiello <<l’avvio di un nuovo disservizio. A più riprese i camion sono ritornati carichi da Bucita>>. Il sindaco di Crosia ha fatto notare che <<l’ordinanza emessa dal Commissario viene disattesa sistematicamente, per cui, tranne Rossano, non viene data garanzia, ai comuni della valle del Trionto e del basso Jonio cosentino, di conferire i rifiuti>>. A questo punto Aiello mette in risalto che ciò che ha allarmato i sindaci del territorio è stato il provvedimento del primo cittadino di Rossano: <<l’anomalia>>, ha detto testualmente Aiello, <<di un’ordinanza che requisisce una parte di discarica privata a Bucita, per uso diretto del Comune di Rossano. Se c’è da requisire una parte dell’impianto privato, lo si può fare per motivi igienici e ambientali e in quel caso nessuno ci deve conferire. Non può essere requisita a uso e consumo di Rossano>>. I sindaci vogliono <<chiarezza. Per questo>>, ha riferito Aiello, anche a nome dei sui colleghi, <<abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica un incontro, che probabilmente sarà nella prossima settimana, per capire se esistono iniziative con abuso di potere o altro su questa storia>>. I sindaci del territorio ha concluso Aiello, <<non hanno interesse a sapere quali diritti abbiano altri comuni, ma hanno il diritto di capire come mai non vengono eseguite le ordinanze commissariali. E perché un’ordinanza del Commissario per alcuni comuni è valida e per altri no>>.

di Redazione | 02/02/2013

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