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Longobucco (Cosenza) - Cgil: Boschi della Sila in pericolo causa processionaria


di FRANCESCO MADEO - “I boschi della Sila stanno morendo, la causa principale è la processionaria. Bisogna intervenire subito altrimenti addio patrimonio boschivo. Nei mesi e negli anni passati, il problema è stato sollevato, a più livelli in  riunioni (Parco Nazionale della Sila) e sulla stampa , ma  ad oggi non si vedono interventi risolutivi”. Questa la denuncia del segretario della Camera del Lavoro Cgil di Longobucco Antonio Baratta, che richiama l’attenzione di enti e istituzioni sulla gravissima situazione in cui versano i pini della Sila “ricoperti da batuffoli bianchi, nei quali si annidano degli animaletti che hanno la capacità di distruggere in poco tempo le piante”. La Cgil richiama il Decreto 17 aprile 1998 del Ministero delle Politiche Agricole, Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la processionaria  del pino. “Riteniamo –scrive il segretario Cgil- che le autorità competenti, Istituzioni, Corpo Forestale dello  Stato e quant'altro devono studiare un piano per aggredire e risolvere il problema. Pensiamo che insieme a noi le associazioni ambientaliste devono alzare la voce. La processionaria risulta pericolosa sui pini, Nel corso di un anno sviluppa una sola generazione con comparsa degli adulti (farfalle) nei mesi di luglio agosto e nascite delle larve in Settembre. Queste al sopraggiungere dell'inverno costruiscono un voluminoso nido sericeo dove si riparano dai freddi invernali: All'inizio della primavera abbandonano la pianta e scendono in processione a terra, dove, ad una profondità di 5-20 cm., completano il loro sviluppo. Le forti defogliazioni prodotte dalle larve –è l’allarme della Cgil- indeboliscono notevolmente la pianta. Inoltre, la processionaria può provocare gravi reazioni allergiche e infiammatorie nell''uomo (irritazioni cutanee, e oculari, eritemi alle mucose e alle vie respiratorie, attacchi d'asma.) e che tali manifestazioni possono verificarsi anche senza il contatto con il corpo dell'insetto.(i peli urticanti possono staccarsi ed essere trasportati dal vento). I metodi per combattere la processionaria sono diversi –scrive la Cgil di Longobucco che elenca una serie di interventi possibili-. Il primo, lotta meccanica, si effettua tramite l'esportazione dei nidi,  secondo lotta balistica: consiste nello sparare con un fucile sui nidi al fine di distruggerli, Terzo lotta microbiologica: si basa sull'impiego di insetticidi biologici. Naturalmente per intervenire –termina la nota a firma di Antonio Baratta- c'è la necessita di avere a disposizione dei fondi i quali  a nostro parere si potrebbero ricavare attraverso la presentazione di un progetto presso l'assessorato regionale all'agricoltura e forestazione e per la loro realizzazione si potrebbero impegnare giovani disoccupati dei comuni delle aree interessate”. 

di Francesco Madeo | 14/01/2013

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