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Cosenza (Cosenza) - Considerazioni di fine anno del presidente di Confindustria Cosenza, Renato Pastore


In questi giorni le aziende sono impegnate a valutare i dati relativi all’andamento dell’anno che sta per concludersi, a predisporre i budget per il futuro e ad analizzare in maniera conseguente i propri fabbisogni finanziari, strumentali e di risorse umane.  Quello che si chiude è tra i peggiori di questi ultimi vent’anni: per l’Italia, per la Calabria, per le imprese, per i lavoratori. Non se ne ricordava uno cosi dai tempi delle grandi crisi passate alla storia ben studiate ed analizzate (a posteriori) su tutti i testi di economia. Le venticinque pagine dell’agenda Monti hanno il pregio di delineare un quadro pressoché completo di ciò che dovrà essere fatto e soprattutto di ciò che per contro non è stato fatto negli anni trascorsi per modernizzare e rendere più competitivo il nostro Paese sostenendone produzioni, economia e capacità di attrarre investimenti. Va anche detto che le pagine della stessa “agenda” si mantengono sul generico in ordine ai provvedimenti da adottare e non pongono a parere nostro tra i temi principali una riduzione significativa della spesa relativa al funzionamento della “macchina pubblica” intesa in senso lato. Si fa, però, chiarezza sulle zavorre che ancora impediscono al Paese di poter venire fuori dalle secche in cui si trova ancora incagliato. La ricerca delle responsabilità non è esercizio difficile in quanto la crisi finanziaria, iniziata nel 2007 ed esplosa nel 2008, ha fatto solo da detonatore per la deflagrazione della peggiore condizione economica mondiale dopo quella del 1930. I danni li hanno subiti in maggior misura quei Paesi, tra i quali l’Italia, che nell’ultimo decennio non hanno saputo provvedere ad equilibrare le proprie finanze, a gestire al meglio le risorse in direzione dello sviluppo e della crescita evitando quegli sprechi la cui brutta evidenza è sotto gli occhi di tutti. Il tempo non è opportuno per approfondire analisi di natura più strettamente politica, considerato il fatto che stiamo per accingerci, come cittadini, a votare per il nuovo governo del Paese, ma un auspicio largamente avvertito sì: quello di non avere comici o barzellettieri al governo ma persone competenti e preparate che sappiano assumere le cariche con dignità di ruolo e spirito di servizio. La nostra attenzione è giusto che venga incentrata, in via prevalente, su quanto avviene nella nostra Regione e nella nostra provincia dove sono presenti circa il 45% delle imprese industriali calabresi, categoria che più di altre è stata costretta a soffrire nel corso di questi anni. Il bilancio è purtroppo negativo perché la sfavorevole congiuntura internazionale, cui si sono aggiunte le varie manovre tese al non più procrastinabile risanamento del Paese, ha trovato la Calabria ancora in preda alle sue tante emergenze. Tra le principali: il più basso pil pro capite, tra i più alti tassi di disoccupazione in assoluto, insufficiente e poco efficace utilizzo dei fondi comunitari, scarsezza di investimenti in infrastrutture e in direzione della manutenzione e dell’ammodernamento del territorio, impalpabile visione strategica in direzione dello sviluppo. Tutto ciò ha finito con il provocare, in maniera più virulenta che in altre regioni, la caduta secca dei consumi e della domanda di servizi con pesanti riflessi per il commercio e per il sistema produttivo locale. Alla domanda che sorge immediata su quali azioni occorra porre in essere per tentare di sostenere l’economia calabrese, la risposta, immediata nella stessa misura, diventa l’augurio di non essere costretti a dover registrare il fermo dell’operatività del Governo regionale in un momento in cui servirebbe una decisa e pronta accelerazione.  Dall’analisi del bilancio regionale di previsione per il 2013 e di quello pluriennale sino al 2015, quello che emerge, secondo Confindustria Calabria è di essere in presenza di un documento contabile “rappresentativo di un esercizio finanziario di consolidamento e non già di sviluppo”.  Si aggiunge la mancata concertazione preliminare, forse causata dai tempi stretti, e la constatazione della scarsità di risorse disponibili. Viceversa e’ stato rilevato lo sforzo apprezzabile nella riduzione della spesa pubblica, ma con l’augurio di un riordino delle Società e degli Enti strumentali direttamente dipendenti dalla Regione. Quello che ci preme sottolineare è la necessità di dare immediato impulso a tutto quanto possa servire a far ripartire l’economia regionale partendo da una accelerazione della spesa a valere sui fondi comunitari, da un rinnovata stagione di interventi ed investimenti in infrastrutture, fino ai provvedimenti previsti relativamente alle operazioni finanziarie e agli interventi sull’asse VII “Sistemi Produttivi” del POR Calabria. Tali interventi sono infatti mirati al sostegno delle imprese esistenti e tendono ad agevolare l’operatività finanziaria delle stesse, utilizzando i Confidi convenzionati, sia con la concessione di garanzie, cogaranzie  e controgaranzie,  sia con il finanziamento del capitale circolante. Tali azioni, se attuate velocemente, impatteranno positivamente nel rapporto tra imprese e sistema del credito attualmente troppo rigido nell’erogare fidi alle imprese con le drammatiche conseguenze che troppo spesso ci accade di dover registrare. Si tratta di azioni di grande interesse e di sicuro impatto positivo per le quali ci si augura che si possa passare velocemente dalla fase dell’annuncio a quella operativa. L’augurio finale è rivolto a quanti quotidianamente si impegnano per lo sviluppo e la crescita della comunità, agli imprenditori perché siano sostenuti nel continuare a credere nelle proprie imprese e nelle rispettive attività e nel lavoro che tanti dirigenti, quadri e dipendenti svolgono con sacrificio e passione perché il nuovo anno possa essere migliore per tutti. Renato Pastore - Presidente Confindustria Cosenza

di Redazione | 31/12/2012

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