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Udine (Udine) - Domani pomeriggio un incontro di “Caffè Alzheimer”. Uniti per aiutare le famiglie che seguono persone affette dalla malattia


Ambito Distrettuale del Cividalese e Associazione Alzheimer di Udine uniti per fornire alle famiglie strumenti per affrontare il disagio, pratico ed emotivo, causato dalla malattia di Alzheimer e da altre patologie dementigene. Coinvolta nel piano di supporto anche l’Asp “Casa per anziani di Cividale” che ha manifestato subito la sua disponibilità a collaborare mettendo a disposizione i propri locali, peraltro, appena rinnovati.   L’iniziativa, sperimentata a maggio 2011, al Caffè San Marco di Cividale del Friuli, adesso viene proposta nella Casa per anziani, proprio per consolidare l’immagine struttura come punto strategico di riferimento della rete dei servizi alla persona della comunità cividalese, in un’ottica di fattiva collaborazione.   L’appuntamento è per domani, giovedì 13 dicembre, alle ore 15. Oltre agli operatori dell’Ambito Distrettuale, saranno presenti Mariangela Benedetti Esente, presidente dell’Associazione Alzheimer, il neurologo Ferdinando Schiavo e la psicologa psicoterapeuta Francesca Feruglio, esperti a disposizione per eventuali consulenze. La partecipazione è gratuita, ma considerato il numero limitato di posti a disposizione, chi desidera partecipare è pregato di telefonare all’assistente sociale Michela Fanna, al numero + 39 0432 710325.    Cos’è Caffè Alzheimer? È un’ occasione di incontro informale, centrato su ascolto, condivisione e sostegno alle difficoltà legate alla gestione della malattia, per cercare di rafforzare l’efficacia delle azioni dei caregivers e migliorare la qualità della vita del malato e dell’intero nucleo familiare. Durante l’incontro viene offerta la disponibilità a ospitare i malati e i loro familiari in un contesto informale e qualificato: i malati vengono intrattenuti da musicisti e animatori, mentre i familiari possono usufruire della consulenza di professionisti esperti e confrontarsi con altre persone che vivono la loro stessa realtà. Un’opportunità, quindi, di socializzazione e recupero dell’aggregazione che consente ai familiari di uscire da una difficile quotidianità che, spesso, comporta situazioni di isolamento e solitudine, per trascorrere qualche ora in un contesto sereno e protetto, ove possono avviarsi relazioni significative.

di Redazione | 12/12/2012

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