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Longobucco (Cosenza) - Chiude la cooperativa "L'Arte della tessitura"


di FRANCESCO MADEO - Chiude dopo anni di attività la cooperativa “L’Arte della Tessitura”, una realtà formata da cinque tessitrici. Donne che, con valente pazienza hanno per anni realizzato capolavori d’arte tessile. Una chiusura che pesa in un paese che, al di là delle parole o delle manifestazioni e salvo l’impegno e il lavoro di pochi, sta pian piano perdendo, quella che è la sua principale caratteristica, vero fiore all’occhiello che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Sono sempre di meno le tessitrici che operano all’interno delle proprie abitazioni, come una volta avveniva, le nuove generazioni raccolgono a fatica il testimone delle loro madri, quelle delle valenti tessitrici di Longobucco. Le ragazze non frequentano più il Centro di Formazione Professionale che un tempo preparava le nuove generazioni, dopo la scuola dell’obbligo, ad apprendere l’arte del tessere e del ricamare. La chiusura della cooperativa femminile dimostra, purtroppo, come in questi anni nessuna politica, ai vari livelli istituzionali, è stata in grado di  creare un nuovo modo di produrre e fare tessitura, rilanciando un prodotto sul mercato nazionale ed estero,che fa parte di una tradizione antica. Sulla chiusura della cooperativa, abbiamo raccolto il commento di una delle tante ragazze di Longobucco deluse e amareggiate dall’evento, che suona come una vera e propria denuncia. “E’ così che finisce l'avventura di alcune signore che per 18 anni hanno portato avanti il tesoro e la tradizione più grande e più bella di Longobucco, quella tradizione che, se solo avesse avuto il riconoscimento che merita, sarebbe continuata a lungo! Molto spesso in tv e sui giornali appaiono il volto e le mani laboriose di queste donne che, sacrificando i loro impegni, andavano alla "cooperativa" a tutte le ore del giorno per far visitare il loro laboratorio ai turisti e per dare la possibilità, a chiunque lo richiedeva, di filmare e fotografare le loro opere. Purtroppo oggi restano solo i video e le foto raccolte in tutti questi anni. Proprio così, la cooperativa "L'arte della tradizione" finisce qui, esce dalla scena senza far rumore, in silenzio come silenziosi erano i passi di Costanza,Teresa, Maria, Rosina e Costanza. quando ogni giorno andavano a lavorare solo per passione e spesso senza guadagno ma sempre soddisfatte di quello che facevano e senza mai tirarsi indietro alle iniziative che chiedeva un ente o un'associazione. Si parla tanto di portare avanti le tradizioni ma queste donne non hanno mai avuto l'appoggio e il sostegno di nessuno per continuare ed ora, ritrovandosi senza più un locale dove lavorare, sono state costrette ad abbandonare la loro passione!”. Una storia dolorosa che non riguarda solo cinque donne ma l’intera comunità che perde un nuovo frammento della sua storia.

di Francesco Madeo | 12/11/2012

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