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Longobucco (Cosenza) - Cogeneratore biomasse Santa Croce, l'opposizione chiede delucidazioni


di FRANCESCO MADEO- “Spiegazioni e chiarimenti in merito all’analisi della zona relativa al progetto “Cogeneratore a Biomassa Solida per gli edifici adibiti ad attività didattico-culturali del Comune di Longobucco”  e, specificatamente riguardo al rischio frana e al rischio di dissesto idrogeologico”, sono state chieste dal capogruppo consiliare di opposizione Eugenio Celestino, al Sindaco Luigi Stasi e al Dirigente dell’Ufficio Tecnico, tramite un’interrogazione con richiesta di risposta scritta inviata per conoscenza al Ministero dell’Ambiente, alla  Provincia di Cosenza, al Parco Nazionale della Sila, e alla Prefettura di Cosenza. “A seguito di lettura ed analisi del progetto – ha scritto il capogruppo di opposizione - in particolare nella Relazione Tecnica del Progetto (Stima degli impatti), si legge testualmente: “che non si ravvisano per l’area in esame particolari problematiche di impatto connesse alle caratteristiche geologiche e litologiche dell’area che risulta lontana dalle aree a rischio frana.” Ciò premesso, il capogruppo chiede come mai “negli allegati manca la carta topografica con l’indicazione delle zone a rischio frana e a rischio idrogeologico? Perché l’area oggetto dell’intervento viene definita “area lontana dal rischio frana”, se invece, contigue alla stessa, infine, se vi sono aree che hanno subito gravi e grandi dissesti di natura idrogeologica (vedi frana di Via Castello e Parete Sinistra Macrocioli)? Nella stessa missiva, il capogruppo di opposizione allega la carta topografica del Comune di Longobucco con evidenziate in rosso le aree a rischio idrogeologico R4 (PAI Calabria), in verde le aree a rischio R2 ed in giallo le aree a rischio R3. “Come è ben visibile – sottolinea Celestino- il sito dove sorgerà il Cogeneratore in oggetto è compreso tra una zona a rischio R2 ed R3 a monte e una zona a rischio R4 a valle. Inoltre, fa notare ancora Celestino, “Nella Relazione Tecnica, l’area dove sorgerà il Cogeneratore a biomassa solida” viene classificata dal punto di vista urbanistico come “Area Agricola”; successivamente (sempre della Relazione Tecnica) la stessa area viene definita come “area marginale e adesso in disuso del centro abitato in una zona V (verde valore ambientale)". In quale zona urbanistica del Comune ricadrà l’intervento? – chiede il capogruppo - Perché si definisce l’area come “marginale” e in “disuso” del centro abitato se in realtà vi sono nelle immediate vicinanze e adiacenti un campetto dove quotidianamente giocano bambini, la sede di un corso di formazione professionale, il popoloso Rione Santa Croce già interessato ad eventi franosi, e a 100 metri un edificio scolastico?”.

di Francesco Madeo | 15/10/2012

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