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Cividale Del Friuli (Udine) - Vittorio Sgarbi visita la città. Il critico d’arte tornerà anche il 21 settembre


Bissa la sua visita in città, come aveva promesso la scorsa settimana, Vittorio Sgarbi, e lo fa con largo anticipo sui tempi. Il celebre critico d’arte, infatti, ha raggiunto il 4 settembre Cividale del Friuli per indagare e scoprire i luoghi d’arte e cultura del gioiello friulano Patrimonio dell’Umanità Unesco. Sgarbi sceglie la città per passare la notte e, poco dopo le 12, accompagnato dal vicesindaco Daniela Bernardi, parte da piazza Duomo per un itinerario cividalese che durerà oltre quattro ore, con poche pause, un buon passo e dei momenti di lunga sosta solo nei musei e innanzi a opere di particolare rilievo storico, culturale e artistico.   Prima tappa il Duomo, con le sue grandi pale d’altare, il crocifisso ligneo da poco ricollocato nella sua sede originale, nella navata sinistra, che definisce “capolavoro unico” per passare poi in rassegna alle testimonianze del Museo Cristiano e del Tesoro del Duomo: ad affiancarlo esperte e professioniste dell’arte che hanno lasciato al critico tutto il tempo per ammirare tele, arredi sacri, il reliquiario d’argento di San Donato, con la piacevole sorpresa della ricostruzione luminosa dei colori originali dell’altare del Duca Ratchis.   Poi Sgarbi sfoglia le guide dedicate a Cividale del Friuli seduto nell’area box office del Museo del Duomo e scopre altre tele di grande interesse: si rientra, allora in sacrestia, un vano arredato con mobilio in legno di pregevole fattura che definisce, senza mezzi termini: “la sacrestia più bella d’Italia”. Da lì agli archivi, nell’universo delle ricchissime testimonianze della storia antica della città. Non si fa sfuggire nulla, dagli affreschi che decorano le facciate delle case del centro alla stanza ufficio del sindaco, nel palazzo del Municipio, dove è accolto dal primo cittadino, Stefano Balloch, e anche dai consiglieri Roberto Novelli e Lorena Marcolini. Un incontro informale con indicazioni sui progetti di sviluppo di Cividale del Friuli. Il critico si siede alla scrivania del sindaco, sfoglia i testi dedicati alla città, apprezza il fasto e l’eleganza dello spazio decorato da affreschi di recente restauro.   Poi si riparte alla volta del Museo archeologico nazionale, con i tesori dell’oreficeria longobarda e i preziosi corredi funerari senza dimenticare gli scavi alla base del palazzo. Da lì l’ingresso a Palazzo De Nordis. Sgarbi osserva, apprezza e pare non saziarsi mai: la chiesa di San Francesco, quella di Borgo Brossana, il complesso del Monsastero di Santa Maria in Valle col Tempietto Longobardo. Non si fa sfuggire l’angolo della “farmacia storica” del centro, l’ottico che espone testi storici di Cividale del Friuli in vetrina insieme agli occhiali da vista e da sole, la bellezza di Piazza Diacono. Cortese, saluta i cittadini e stringe loro la mano, si ferma a bere un caffè in piazza Duomo e per un frappé in gelateria.   Ma Cividale è grande e ricca di testimonianze. Così come sono di grande suggestione l’intorno e le sue borgate, tra cui Gagliano: raggiungere la frazione per visitare la Distilleria Domenis che lo ha omaggiato per mano del sindaco di un’elegante confezione. “Torno il 21 settembre” comunica alla vicesindaco Bernardi prima di salutare, “così vediamo il resto”. Sgarbi, insomma, giunto per la mostra “Gian Maria Lepscky, innamorato del Friuli”, par proprio si sia innamorato della splendida Città Ducale che aveva visitato per il solo Tempietto Longobardo e il Duomo 30 anni fa.

di Redazione | 07/09/2012

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