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Longobucco (Cosenza) - Il 13 e 14 agosto Palio dell'Assunta e Giostra del castrato


di FRANCESCO MADEO - Longobucco – Palio dell’Assunta 13-14 Agosto 2012. Da oltre sette secoli Longobucco si affida alla protezione della Madonna Assunta, visibile nell’immagine della “Madonnina Nera dei Carbonai” icona lignea del 1400, custodita nello splendido Santuario della Matrice, XII secolo.  Alla Madonna Assunta è dedicato il “Palio” e la “Giostra del Castrato”, manifestazione che si svolge a Longobucco ogni anno il 13 e 14 Agosto in onore della protettrice (insieme al patrono San Domenico di Guzman). Si racconta che, alcuni minatori di passaggio da Longobucco, si fermarono nella piazza principale del paese vicino al Santuario, poiché il mulo che trasportava l’icona lignea della Madonnina Nera si fermò e non volle andare più avanti. Così la preziosa statuetta venne posta nel tempio, sull’altare principale. Ma il giorno successivo la si trovò posta nella navata destra della Chiesa. Il parroco la rimise al posto originario, ma ancora una volta, la Madonnina Nera inspiegabilmente la si trovò nella navata dove poi rimase e rimane ancora oggi con un proprio altare dedicato. Prima dello svolgimento del Palio dell’Assunta, conosciuto anche come “Giostra del castrato”, l’icona della Madonnina nera viene portata in processione per le vie del paese. La “Giostra del Castrato” si è svolta regolarmente fino agli anni ’60. Scomparsi, in gran parte, i pastori e i mulattieri che trovarono lavoro presso i vari cantieri di rimboschimento, scomparvero anche i giochi legati a quella tradizione ed a quella cultura. La tradizione è stata rinnovata poi nel 1999 grazie all’opera instancabile dello scomparso mons. Giuseppe De Capua e dell’allora parroco don Pietro Madeo, ed oggi è alla sua XIV edizione. La nuova “Giostra” ha ottenuto l’alto patrocinio del Ministero dei Beni Culturali. Il primo giorno del palio dell’Assunta, vengono presentati i cavalieri che sfilano per le vie dell’antico borgo silano accompagnati da sbandieratori e gruppi folcloristici. Il secondo giorno, dopo la processione della Madonnina Nera, vengono benedetti i cavalieri e si da inizio alla “Giostra del castrato”. Nella piazza principale del paese, conosciuta come “U Campanaru”, i cavalieri si affrontano destreggiando la spada, costruita con legno locale, in sella al proprio cavallo. Fino al 2010, la gara consisteva nel fare cadere il prima possibile la testa del fantoccio di un castrato posto a testa in giù in mezzo alla piazza. Oggi, invece, al posto del castrato, vengono messi dei segna-punti per soddisfare alcune richieste degli animalisti. A fine gara, dopo la proclamazione del cavaliere vincitore, la festa va avanti con la degustazione di piatti tipici, in particolare, dei “Ferrìatti” (pasta fatta a mano) condita con sugo di castrato, accompagnati da un buon bicchiere di vino locale. Tra canti, balli e l’aria salubre delle montagne silane, è possibile rivivere atmosfere lontane e talvolta dimenticate. “Aiutaci a conservare la fede dei nostri padri, i quali nei dolori della famiglia, nel duro lavoro dei boschi, nelle calamità che colpivano il nostro paese, invocando Te, dolce Madonnina Nera dei Carbonai, hanno ritrovato fiducia, sollievo e conforto. Ottienici che tutti i longobucchesi, facendo tesoro dei tuoi doni, si ritrovino un giorno nella gloria del Paradiso, a bearsi del tuo materno volto per tutta l’eternità”. Dalla preghiera composta da don Ciccio Godino, indimenticato sacerdote e intellettuale scomparso nel 2004 Si recita nelle sere di Agosto da parte della comunità.  

di Francesco Madeo | 10/08/2012

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