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Pescara (Pescara) - Il sindaco Albore Mascia su costituzione del Cal per accorpamento Province


“La costituzione del Consiglio delle Autonomie Locali è un atto fondamentale per poter disporre di un Organismo che, al di sopra di qualunque logica campanilistica, dovrà trovare una soluzione razionale all’applicazione del Decreto della Spending Review che ha imposto il taglio del numero delle Province su scala nazionale. Due gli obiettivi da contemperare: da un lato la necessità e l’obbligo di favorire la riduzione dei costi della politica, chiesta a gran voce dai cittadini; dall’altro lato, però, anche la capacità di tutelare i territori interessati da tale manovra, senza mortificazioni delle rispettiva identità e specificità, ma tenendo conto dei criteri dettati dal Governo nell’individuazione delle future Città-Capoluogo di Provincia. Pescara continuerà a difendere l’ipotesi della costituzione della grande provincia Appennino-Adriatica, che veda unite Chieti-Pescara-Teramo, un territorio dalle vaste potenzialità, che impedisca la fuga di molti comuni teramani verso le Marche e, al tempo stesso, riconosca a Pescara quella centralità che non è solo geografica o logistica, ma è naturale e legata alla storia, all’economia e al ruolo istituzionale della città stessa”. Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia (nella foto) che ha partecipato, a L’Aquila, alla riunione convocata dal Presidente del Consiglio Nazario Pagano per l’elezione del Consiglio del Cal, ossia il Presidente Del Corvo, il vicepresidente Luciani e il segretario Monticelli. “Auguro al Cal e al Presidente Del Corvo un buon lavoro – ha detto il sindaco Albore Mascia – tenendo conto del tour de force che dovrà essere compiuto anche a Ferragosto per avere la certezza di disporre, per fine mese, delle prime valutazioni concrete, anche perché i tempi sono strettissimi, dovendo chiudere la partita entro fine anno, dunque ci attendono mesi frenetici. Poter disporre del Cal significa avere la certezza del superamento dei campanilismi e di poter addivenire a una soluzione razionale della problematica, che però non può prescindere dalle decisioni già assunte dal Governo, ossia la riduzione delle Province abruzzesi a due sole e non tre, come hanno iniziato ad avanzare da giorni i rappresentanti istituzionali di Chieti e, stranamente, anche il Pd di Pescara, favorendo l’indipendenza de L’Aquila, già scontata dal Governo, ma anche di Chieti che non ha però i requisiti per restare da sola. A oggi, a conti fatti, è evidente che l’unica ipotesi realmente praticabile è quella della creazione della grande provincia Appenninico-Adriatica, ipotesi che ci consentirebbe di evitare la ‘fuga’ verso le Marche di una parte del territorio teramano, che mal si concilierebbe con L’Aquila, anche dal punto di vista tecnico-amministrativo, e che soprattutto rispetterebbe anche la politica economica di tre territori, Pescara, Chieti e Teramo, che, per la maggior parte, si sviluppano sulla linea di costa. E’ evidente che, come del resto già ribadito nelle norme ormai definite della manovra della Spending Review, Pescara avrebbe il ruolo centrale di capoluogo di Provincia, che comunque avrebbe anche con la sola Chieti, in quanto città con il maggior numero di residenti e in quanto già seconda sede istituzionale, per Statuto, della stessa Regione Abruzzo. Qualunque proposta diversa oggi rischierebbe solo di riaprire un dibattito impossibile e insostenibile perché è già stato stabilito che le Province abruzzesi saranno due e non tre. Continueremo a seguire passo passo lo sviluppo del lavoro svolto dal Cal, mentre stiamo lavorando alla costituzione di un Comitato-Forum che veda la presenza anche degli Ordini professionali e delle Organizzazioni di categoria, per esaminare insieme le possibili ripercussioni della manovra della Spending Review su bilanci e lavoro”.  

di Redazione | 05/08/2012

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