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Roma (Roma) - Spending review, Rodano (IdV): per scuola, università e ricerca ancora tagli, tasse, disoccupazione


“Ha perfettamente ragione il professor Ferroni, presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare: non si può governare il sistema della ricerca e dell’istruzione italiana continuando a tagliare senza criterio e senza ragione”. Lo afferma in una nota Giulia Rodano, responsabile nazionale Cultura e Istruzione dell’Italia dei Valori. “Nonostante le promesse, ripetute più volte dal ministro Profumo, su scuola, università e ricerca si procede come prima e peggio di prima. Solo per beni e servizi ci sarà una riduzione di 32 milioni in tre anni. Vengono, inoltre, ridotti di 200 milioni nel triennio i trasferimenti agli enti di ricerca, di cui ben 122 milioni agli enti di ricerca vigilati dal Miur, quelli, cioè, che dovrebbero nutrire la ricerca pubblica e autonoma del Paese. Contemporaneamente, si rinvia ancora una volta e si continua a impedire ogni possibile ingresso di docenti e ricercatori nell'università, prolungando il blocco del turnover e si fanno saltare i limiti esistenti all'aumento delle tasse universitarie, senza avere il coraggio di dirlo e usando marchingegni contabili e amministrativi. In ogni settore della scuola, dell'università, della cultura si mandano a casa decine di migliaia di precari. Nella scuola, pur di non assumere gli insegnanti necessari, si trasformano insegnanti in amministrativi, e si obbligano i docenti a insegnare materie per le quali non sono abilitati. Pur di fare cassa, si mandano a casa precari che, invece, su quegli insegnamenti dispongono di abilitazione, competenza ed esperienza. E per non farsi mancare nulla, in una scuola in cui i genitori sono costretti a pagare persino la carta igienica, si dà un ulteriore colpo all'autonomia finanziaria degli istituti scolastici, che non potranno neppure più pagare le supplenze brevi. Tutto questo mentre é scomparso dal decreto pubblicato in gazzetta la timidissima riduzione di spese per l'ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d'arma, che era invece presente nel precedente testo. Evidentemente, in questo Paese contano di più i cacciabombardieri della scuola, dell'università, della ricerca e della cultura. Basterebbe, infatti, rinunciare a quattro F-35 per trovare le risorse necessarie. Su questo daremo battaglia in Parlamento, sperando di avere con noi anche il Partito Democratico”.

di Redazione | 09/07/2012

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