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Roma (Roma) - “L’INTERVENTO”: Nasce il progetto “Rsd Sorriso - onlus”. Massimo Lorusso: “Un posto dove il disabile possa essere tutelato, curato, aiutato”


Se il "Passo dello Stelvio" evoca scalate eroiche e slalom giganti, probabilmente non avevate preso in considerazione le insormontabili barriere architettoniche che rendono Milano "la capitale dell'invalicabilità". In Italia sono tre milioni le persone "recluse" a causa delle succitate barriere, e Milano ne ospita circa cinquemila. Sono poche le strutture che si sono adeguate alla legge 81/2008 (ex 626) inerente l'abbattimento delle stesse, anche se non esiste un monitoraggio effettivo della reale situazione a Milano. Tuttavia, nel milanese e in provincia, esistono le Rsd (Residenze sanitarie per disabili), strutture tipo casa famiglia per i diversamente abili, che hanno la copertura infermieristica per l'intera giornata, notte inclusa, assicurando all’ospite l’assistenza necessaria e dove, durante il giorno, conducono una vita socialmente utile, con l’inserimento al lavoro e all’istruzione, in piena libertà; a differenza di tutti coloro che vivono in casa propria fra mille difficoltà.   Se, da una parte, Milano è "la capitale dell'invalicabilità", dall’altra Roma non ha il primato nei ricoveri per disabili. Anzi. La Regione Lazio non ha "Rsd" in tutto il suo territorio. E’ da questa carenza che, in questi giorni, è nato il progetto “Rsd Sorriso Onlus”, affinché sorga la prima Residenza Sociosanitaria per Disabili, un posto dove il disabile possa essere tutelato, curato, aiutato e nello stesso tempo vivere la sua vita quotidiana in modo indipendente, come andare al cinema, in gita, a un concerto, a teatro, a scuola, o fare cose più semplici come mangiare una pizza con amici. Questo è il sogno di Massimo Lorusso (ideatore e fondatore del progetto “RSD Sorriso ONLUS”), un ragazzo tetraplegico che conosce da vicino le problematiche ed esigenze dei disabili e che pensa sia un dovere di tutti noi aiutare coloro che hanno problemi motori o di altro genere. Cosa si intende per ‘aiutare coloro che hanno problemi motori’ ? “Vuol dire farli vivere e dare a loro il modo di avere una vita meno difficoltosa”, ci racconta. Poi aggiunge, con tono riflessivo, “forse noi siamo più fortunati, forse nulla ci manca, abbiamo la possibilità di andare dove vogliamo, siamo liberi di gestire la nostra vita, ma la loro, molto spesso, è gestita da altri. Stiamo parlando di persone che hanno ancora voglia di vivere e che possono dare molto conservando libertà e dignità”. Cosa  occorre per realizzare questo sogno?  “Cerchiamo soprattutto un terreno edificabile di 15.000 mq. L’architetto è già al lavoro per disegnare la struttura a regola d’arte, ma ci servono in particolare sponsor che possano perorare la causa con donazioni in denaro, come anche volontari, ASA, OSS, infermieri, medici, fisioterapisti, cuochi, manutentori. Chiunque può dare il proprio contributo”.Auguriamo a Massimo e a tutto il suo validissimo Staff che il sogno diventi presto realtà, affinché il "disabile" possa sentirsi "liberabile" nel pieno rispetto della dignità.                

di Redazione | 20/05/2010

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