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Rossano (Cosenza) - Rifiuti ed energia, Italia immobile


Solare? Energie rinnovabili? Nucleare? Eolico? Termovalorizzatori? Riconversioni a carbone pulito? Ma, sì, no, forse! L’eccesso di burocrazia, i preconcetti, l’incapacità strategica e una buona dose di ipocrisia connessa ad un alto livello di ignoranza mista, spesso, a posizioni neo-ideologiche, - riferisce testualmente una nota di Altroconsumo - rendono l’Italia una delle nazioni complessivamente più lente rispetto a tanti altri Paesi, anche vicini. E se qui nel Bel Paese, spesso soltanto per istinto e propensione al dibattito estenuante su tutto, ci si immobilizza nel marasma delle nuove ipotesi di sviluppo in perenne discussione, gli altri procedono a passi spediti e concretizzano il loro futuro.                      Eppure, anche in Italia alcune realtà si muovono con maggiore senso di responsabilità e di visione della realtà. Si pensi ad esempio alla Toscana con il suo inceneritore a PECCIOLI vicino Siena. Un’innovazione, in tema di rifiuti, che ha fatto la fortuna di un’intera area, circondata da agriturismi per le immense riserve di caccia presenti. Da quelle parti, cittadini e imprenditori traggono benefici immensi dalla gestione, capace e lungimirante, di chi sa cosa fare e come farlo. Le tasse per quelle famiglie, sono ridotte al minimo sia in termini di rifiuti che in termini di energia elettrica. Le infrastrutture a beneficio della collettività ogni anno aumentano creando indotti paralleli e altrettanto fruttuosi. – Senza voler urtare le coscienze e gli “squadroni” del no sempre e comunque, viene da chiedersi perché anche forme del tutto sostenibili come ad esempio il solare, nel nostro Paese, considerato non a torto il “Paese del sole”, stenta a decollare. A tal proposito, basti pensare che secondo gli ultimi dati, in Italia si producono 1.149 megawatt di elettricità dai pannelli solari, che paragonati agli 8.430 ottenuti dalla Germania, fanno impallidire e ridere di un riso amaro. 7 VOLTE PIÙ DELL’ITALIA! Anche in questo settore, qualche esempio virtuoso c’è. Per scovarlo, tuttavia, tocca andare, guarda caso!, in Trentino Alto Adige, in Val D’Aosta o in Umbria. In questa regione, partendo dalla piccola località di CORCIANO si è pensato di predisporre un bando ribattezzato “1000 tetti solari”che ha rappresentato un progetto concreto e veloce da realizzare con costi minimi. In altri casi, tutto ciò viaggia ad una velocità che è quasi pari allo zero. Perché? – La risposta è tanto semplice quanto disarmante. La legge promulgata nel 2003, relativa agli incentivi per chi produce energia pulita, è rimasta monca. Ci si è dimenticati, in quella fase, di dare corso alle linee guida per uniformare l’iter autorizzativo in tutto il territorio nazionale. Tutto ciò sarebbe dovuto avvenire entro sei mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Così non è stato e a distanza di sei anni non è ancora! L’approccio mostrato dalla Germania verso questa tematica le ha permesso di creare ben 45 mila nuovi posti di lavoro, tre volte più di quelli creati in Italia. E ulteriori e differenti scelte strategiche oggi vedono ancora una volta quel Paese protagonista in altri ambiti da noi ostati per paura e preconcetti. Interroghiamoci dunque e cerchiamo di comprendere, cosa ci porta a camminare sempre un passo indietro ed a marcia ridotta. Di certo non è stata e non è la tutela di un territorio nazionale che appare, purtroppo, diffusamente stuprato, nel piccolo e nel grande, ad esempio da cementificazioni selvagge e prive di servizi fondamentali. Per non parlare del turismo mai decollato in alcune aree del Paese (guarda caso al Sud!), anzi imploso per incapacità e scelte provvisorie, comode forse a tanti. Senza toccare, poi, il tasto dell’agricoltura di qualità, autentica  Cenerentola spesso proprio nelle zone più originariamente vocate (un caso è la Calabria!), e non certo per ragioni o attentati ambientali subiti o eterodiretti. Le motivazioni erano e restano altre. Autoctone! Le valutazioni da fare non possono prescindere dall’effettiva conoscenza e consapevolezza dei termini reali delle questioni che si affrontano ed egli scenari che si presentano. A beneficio di tutti.

di Redazione | 17/05/2010

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