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Torino (Torino) - Le celebrazioni per ricordare le vittime delle foibe


Domani, 10 febbraio, in occasione del 'Giorno del Ricordo', istituita otto anni fa, il comitato torinese dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la consulta regionale del Piemonte, in collaborazione con la Città, la Provincia e la Regione hanno organizzato una serie di appuntamenti.   Una messa in Duomo, celebrata dal parroco don Giancarlo Garbiglia e cantata dal Coro CARP Valli di Lanzo, ricorderà alle 9.30 le vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. Alla commemorazione parteciperà il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Maria Ferraris. Seguirà alle 11.30 al Cimitero Monumentale di corso Novara, una cerimonia davanti al monumento dedicato alle vittime alla presenza del Sindaco Piero Fassino (nella foto).   Sabato 11 febbraio alle 16.30 al Circolo dei Lettori in via Bogino 9, si terrà un convegno sulle Foibe e l’esodo di 350mila istriani, fiumani e dalmati. Al dibattito interverrà l’Assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe.     Venerdì 17 febbraio alle 11 in corso Cincinnato, angolo via Pirano, si svolgerà la commemorazione degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia. Alla presenza del Sindaco Piero Fassino sarà deposta una corona davanti alla targa dedicata dalla Città ai caduti.   Le foibe, esecuzioni sommarie collettive in fosse comuni, iniziarono nell'autunno del '43, subito dopo l’armistizio, nei territori dell’Istria. Ebbero la loro massima intensità nei quaranta giorni dell'occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e dell'Istria, dall'aprile fino a metà giugno '45, quando gli alleati rientrarono nel capoluogo friulano occupato dalle milizie di Tito.  La persecuzione degli italiani, però, durò almeno fino al '47, soprattutto nella parte del territorio istriano più vicino al confine e sottoposto all'amministrazione provvisoria jugoslava.   Fu una strage spaventosa: ventimila italiani furono assassinati, di questi sei mila infoibati, mentre oltre 350mila furono costretti all’esilio.  

di Redazione | 09/02/2012

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