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Longobucco (Cosenza) - Maria Josè Caligiuri avvia campagna raccolta firme a sostegno delle donne


di FRANCESCO MADEO - “Campagna di raccolta firme per la presentazione del progetto di legge, per avviare anche in Calabria una nuova stagione, con il coinvolgimento attivissimo della presenza femminile, nei poteri decisionali”. Questa la proposta da parte di Maria Josè Caligiuri, Dirigente provinciale del PdL di Cosenza, Componente regionale Progetto Donna della Regione Calabria e Consigliere Comunale Bocchigliero. “Nasce la proposta del progetto di legge sulla doppia preferenza in materia elettorale, da parte della Commissione Regionale Pari Opportunità, rappresentata dall'attivissima Giovanna Cusumano. La doppia preferenza –scrive in un comunicato Maria Josè Caligiuri- può essere una protagonista decisiva. La risorsa delle donne è un'importante potenzialità per la sfida innovativa in cui gli enti locali autarchici a qualsiasi livello, sono impegnati. Qualità e quantità non sono separabili. Senza una presenza reale delle donne, che sia numericamente forte, è impossibile avviare una trasformazione delle istituzioni. Privarsi del contributo della donna nella vita pubblica, quindi della sua intlligenza a sensibilità, pregiudica lo sviluppo economico e sociale del paese. Ecco perchè, nell'interesse della democrazia e del progresso, dobbiamo impegnarci perchè le donne abbiano maggiore potere decisionale in tutte le istituzioni pubbliche. Da qui l'invito alle amiche dei vari partiti, alle associazioni femminili presenti nell'intero basso Jonio Cosentino, di sposare questa giusta causa, al di là dei diversi colori politici, qui si gioca una partita importante, che non ha simoli di partito. La scena istituzionale e politica cambia –scrive la dirigente Pdl- ma resiste al cambiamento di cui sono protagoniste le donne. E' un paradosso, tanto più se si considera che l'opinione pubblica esprime, a più riprese, un atteggiamento favorevole all'obiettivo che più donne si occupino delle istituzioni locali, in quanto metterebbero a disposizione alcune competenze femminili peculiari: pragmatismo, capacità di ascolto, attitudine all'incontro tra diversità. Due le ragioni sostanziali per cui è necessario affrontare la questione della rappresentanza femminile nella Pubblica Amministrazione. La prima democratica, la seconda simbolica. Una democrazia in cui una parte significativa della popolazione risulta esclusa dal processo politico-istituzionale, a vantaggio della preponderanza di un'altra, è incompiuta ed evidenzia la necessità di ripensare il suo modello verso "una democrazia duale". A proposito di simbolico – termina il comunicato- è necessario dare conto nelle istituzioni di come sia cambiata la vita delle donne che non vivono più come subordinate rispetto agli uomini, pur dovendo misurarsi con vite precarie, con le difficoltà della conciliazione, con il persistere dello "stato roccioso" di stereotipi di genere nella socializzazione dei ruoli e nelle aspettative sociali”.

di Francesco Madeo | 23/01/2012

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