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Crosia (Cosenza) - Presentata l'ultima fatica letteraria del preside Giovanni Sapia


Alla presenza di un pubblico veramente d’eccezione proveniente dall’intero hinterland, il Circolo Culturale di Mirto ha presentato il libro di Giovanni Sapia “Il romanzo del casale”, alla presenza dell’Autore. Dopo l’introduzione musicale del maestro Giovanni Romano ed i saluti del Sindaco di Crosia, Gerardo Aiello, il quale ha anche sottolineato il forte contrasto fra la vita ordinata ed armoniosa delle piccole comunità di una volta e quella spasmodica e nervosa della contemporaneità, Franco Rizzo, Presidente del Circolo, ha iniziato la sua presentazione inquadrando il “palcoscenico” del romanzo, nel quale il casale è “personaggio collettivo e corale”, e ne ha evidenziato alcuni peculiari caratteri come la descrizione di personaggi, luoghi e cose minuziosa ma mai superflua o ridondante; la sinfonia della parola; la veloce pennellata che fissa scorci tipici, antichi od anche attuali, del casale ma anche di tanti nostri paeselli; i tanti colpi di scena finali, a volte comici ed a volte tragici, che sempre lasciano il lettore piacevolmente sorpreso. Il Presidente Rizzo si è anche soffermato sulla struttura dell’opera, i cui 20 racconti, collegati fra loro come 20 anelli di un’unica catena distesa sul filo di oltre mezzo secolo, narrano la vita e lo sviluppo di una comunità che da piccolo borgo si fa paese, man mano mutando i suoi riferimenti sociali. Ha notato poi come i registri narrativi abbiano un’eccezionale varietà, mentre più di una volta la prosa si sublima in vera e propria poesia, e come la concatenazione delle immagini si sussegua in magiche e dinamiche frequenze filmiche che scorrono sotto gli occhi del lettore senza soste, ricomponendosi in un canto collettivo e corale il cui vero protagonista è lo scrittore stesso.     Nel suo intervento l’avvocato Domenico Cassiano, critico letterario ed importante studioso della storia civile e sociale degli Italo-albanesi, ha sostenuto che “Il romanzo del casale”è una cronaca del sud che rimanda ad “Arsura” di Madia Titta od a “Regalpetra” di Leonardo Sciascia od ancora a “Contadini del sud” di Rocco Scotellaro. Il folto pubblico presente è rimasto incantato dalla voce chiara, vivace ed appassionata di Angela Tassone che ha letto parti del primo e del secondo racconto, che trattano dell’ambientazione del romanzo e del negato diritto allo studio, quindi parti del settimo e del sedicesimo racconto, che si soffermano sull’annosa e sempre attuale questione del celibato ecclesiastico e sulle vicende di Maria, una moderna brechtiana Madre Coraggio, che per vivere e sopravvivere, accetta di tutto e fa di tutto ed alla fine pareggia il conto con il “signorino” stupratore con una messa in scena degna della maggiore commediografia. Lungo il racconto Maria si trasforma da “Maria ‘a lorda” in “donna Maria”, rammentandoci la fede nella libertà e la dignità delle passioni. In chiusura la dott.ssa Rosa Rugna, autrice di una tesi di laurea, su “Giovanni Sapia fra cultura e scuola”, ha sottolineato l’importanza che nell’opera del Sapia ha il richiamo alla memoria ed ha evidenziato come nel romanzo sia presente tutta la gamma valoriale dell’Autore e Franco Filareto, Sindaco di Rossano, ha sostenuto che il messaggio del Sapia si trova nella chiosa, tratta da una “tavoletta orfica”, che l’autore ha premesso al volume e che invoca la “memoria” come acqua fresca capace di dissetare e ridestare vita e vitalità. Filareto ha quindi affermato che, in una società, come quella odierna, che mal tollera libri ed intellettuali, scrittori come Giovanni Sapia vogliono essere scuotitori di coscienze e di dormienti; che la memoria ci deve impedire di ripetere sempre gli stessi errori e essa dovrebbe essere per i giovani punto certo di riferimento per la costruzione di un futuro più umano, più giusto e più solidale.  Al termine della serata il Preside Sapia ha ringraziato il Circolo, i relatori ed il pubblico presente e, vista la coincidenza temporale con la “Festa della Mamma”, ha dedicato a quelle presenti la lettura di alcune pagine del racconto “La retta del convitto”, nel quale si esalta l’amore  di una mamma che, pur di mantenere il figlio agli studi, è capace di ogni sacrificio.  

di Redazione | 12/05/2010

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