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Diamante (Cosenza) - “Decreto salva – Italia” , il sindaco Magorno scrive a Bersani


<<Caro  Segretario, desidero esprimerti, interpretando il sentimento diffuso e di ora in ora crescente  di  molti   militanti,  amministratori locali,  dirigenti locali del PD e  dirigenti sindacali,  il mio dissenso  dai provvedimenti  annunciati   dal Governo Monti  che si prefigurano   severamente punitivi per  i ceti più  deboli. Il PD ha dimostrato nel corso di questa crisi di essere una  forza politica  responsabile  che opera consapevolmente,  guardando  al futuro dell’Italia e non all’immediata e maggiormente  fruttuosa convenienza politica.  Un atteggiamento che però non deve trasformarsi in una incondizionata accondiscendenza   nei confronti  dell’attuale esecutivo  e  che non deve farci  dimenticare che la nostra è una forza politica che ha nel suo DNA la tutela delle fasce sociali meno garantite,  di quelle che in questo momento storico avvertono maggiormente i morsi di una crisi così devastante. Dispiace dirlo, ma di fronte al ventaglio di proposte contenute  nel “Decreto salva – Italia”  io, e  come  me   tanti altri  amici e compagni nel PD,  mi sento ancora  all’opposizione,  non convinto da interventi assunti da un  governo  che si dichiara  tecnico  ma che sembra ispirato da logiche appartenenti al precedente  esecutivo,  con la differenza  dell’immagine di serietà e   sobrietà   che Monti e la sua squadra sanno trasmettere. Al di là dell’immagine,  la verità è che,  come ci si attendeva, non si intravede negli interventi paventati da Monti   quello scatto in avanti in direzione di una maggiore equità tra gli italiani, in particolar modo  nei confronti di quelle categorie già  duramente  provate  da una  recessione  che nella realtà dei fatti  è oramai perdurante: pensionati,  lavoratori,  piccoli imprenditori,  giovani,  categorie disagiate;   quegli stessi, insomma,     che hanno da  sempre pagato il prezzo delle crisi che nel corso degli anni si sono abbattute sul nostro paese. I partiti e  i governi, devono promuovere politiche che impongano alle banche, che sono responsabili più di altri della crisi, di agevolare il credito agli imprenditori, alle famiglie, ai giovani e di abbassare i tassi di interesse per promuovere investimenti  che producono  lavoro e sviluppo. Questo governo, che non  convince  si prepara a poggiare  quasi  tutto il peso di una crisi epocale  sulle spalle di quelle  categorie che hanno dato  e già danno  e  che  sono costrette a raschiare il fondo del barile, mentre, al di la delle dichiarazioni di prassi,   vengono  solo  sfiorati,  i privilegi e le furberie di quelli che hanno di più e  di quelli  che  sulle crisi hanno costruito le loro fortune. Negli annunci  di Monti,  e lo sottolineo con particolare disagio, c’è un grande assente: il Sud. Quel Mezzogiorno   per  il quale non  si sono pensati concreti interventi in favore della sua   crescita,  della realizzazione di quelle infrastrutture, senza le quali il gap con il resto dell’Europa sarà drammaticamente destinato ad ampliarsi, aumentando il crescente disagio economico e sociale. Gli stessi proclamati  tagli ai costi della politica  sembrano incidere solo  in certe direzioni, salvaguardando però taluni  privilegi  di una parte della “casta”, che i cittadini che faticano ad arrivare a fine mese  non riescono più a comprendere  ed a   tollerare. Va bene la drastica riduzione  delle Provincie,  che però dovrebbe accompagnarsi  ad  iniziative di maggiore  impatto sul ceto politico, come  una riduzione  del numero  dei Parlamentari ed un dimezzamento dei loro emolumenti, così come degli eccessivi compensi dei  manager pubblici alcuni dei quali passano alle cronache per le loro stratosferiche liquidazioni.  Scrivo questo,  come Sindaco che già dal 2007, inizio del suo mandato,  ha deciso  assieme ai componenti della sua Giunta e della maggioranza consiliare con la quale governa, di rinunciare alla indennità di carica devolvendola ad iniziative sociali ed opere realizzate   a favore della comunità. Tutto questo in un contesto dove gli enti locali, già boccheggianti e costretti quotidianamente  a compiere dei veri e propri “miracoli”  per far quadrare i loro  esigui bilanci,  risulteranno sempre di più impoveriti e impossibilitati  ad assicurare i servizi essenziali ai cittadini. La parola equità, insomma, non sembra ispiratrice nelle politiche del Governo Monti,  ma appare un contentino, un dazio da pagare, senza eccessivo entusiasmo, ad alcune forze politiche,  che sostengono l’esecutivo. Non sono io a dirlo, ma autorevoli osservatori   tra cui  la CEI, che ha sottolineato come si sarebbe potuto fare di più in termini di equanimità  e di incentivi  alla crescita. Così come non si possono  non condividere le inquietudini e le preoccupazioni dei Sindacati,  sugli effetti che le decisioni del Governo Monti, se attuate, avranno sui lavoratori e sui pensionati. Il PD  invece può e deve chiedere di più, intervenendo per invertire la direzione intrapresa dal Governo Monti, operando con forza in parlamento, negando, se necessario,  il suo voto al “Decreto salva – Italia”. Siamo stanchi di chiedere sacrifici a chi già lotta per dare dignità alle proprie famiglie, a chi fa i salti mortali per far quadrare il proprio bilancio familiare, a chi si priva di tutto pur di mantenere i figli negli studi universitari, ai piccoli imprenditori vessati da un iniquo sistema tributario e da tassi di interesse bancari usurai. Che la parola torni quindi  alla politica, che scelgano i cittadini chi debba governarli. Questo governo non ci rappresenta e non può avere il nostro avallo, il sostegno di una forza politica che è la migliore sintesi delle più gloriose tradizioni politiche e sociali del nostro Paese , da sempre a fianco  dei lavoratori e dei ceti meno tutelati. Io chiedo con forza che nel PD si apra una discussione, che vengano chiamati a decidere tutti.  Se al contrario ci  saranno decisioni imposte dall’alto, noi, la base, certamente non vi seguirà.  Cordiali saluti. Il Sindaco di Diamante - Avv. Ernesto Magorno>>

di Redazione | 10/12/2011

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