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Firenze (Firenze) - Santarsiero al Consiglio nazionale Anci: "Manovra pesante, si riparta dalle città e dal Mezzogiorno"


“Manovra pesante che per essere ben accettata e condivisa aveva bisogno di maggiori elementi di equità e giustizia sia sociale che istituzionale. Una patrimoniale e la tassazione dei capitali scudati avrebbe garantito più equità sociale e maggiori risorse per le politiche territoriali.”Così Vito Santarsiero intervenendo al Consiglio Nazionale Anci a Firenze. “E’ sicuramente positivo –ha aggiunto- che attraverso l’IMU e la tassa sulla prima casa l’imposizione immobiliare venga attribuita ai Comuni così come richiesto da tempo, è invece negativo che tale strumento non venga lasciato realmente agli Enti locali per farlo diventare il vero motore del Federalismo e dello sviluppo locale. Il taglio al Fondo Sperimentale di Riequilibrio per 1,4 miliardi di euro  e l’attribuzione allo Stato di 9 miliardi di euro pari al 50% dell’IMU al netto della prima casa, di fatto non solo determinano un taglio complessivo e insostenibile al comparto dei Comuni pari ad almeno 3,5 miliardi di euro, ma annulla anche la possibilità di accelerare sul Federalismo caricando sugli amministratori locali la responsabilità di tassare i cittadini per poi trasferire le risorse addirittura allo Stato, di cui diventiamo i “gabellieri”. Resta pertanto un atteggiamento sostanzialmente contrario ai Comuni, come resta la necessità di attuare rapidamente la legge sul Federalismo con la definizione dei costi standard, dei fabbisogni standard, della perequazione economica verticale, della perequazione infrastrutturale. In merito –ha detto- occorre comunque registrare positivamente l’affermazione del Ministro Giadda di voler accelerare la perequazione economica a favore dei Comuni del Mezzogiorno, con la speranza che non restino solo parole. Positiva anche la scelta di escludere per tre anni una somma pari ad un miliardo di euro l’anno dal Patto di Stabilità relativamente ai fondi di cofinanziamento delle risorse europee. In tale contesto occorrerà esaltare il ruolo delle città e delle aree urbane, in sintonia con i nuovi indirizzi europei, per l’utilizzo sia dei fondi residui del ciclo di programmazione 2007/2013, sia dei fondi del ciclo 2014/2020 che prevede ben 60 miliardi di euro per le Politiche di coesione da investirsi in Italia di cui 44 per le Regioni del Sud.” Il Consiglio Nazionale ha approvato quindi un documento contenente le richieste di modifica dell’Anci agli articoli della manovra.

di Redazione | 10/12/2011

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